lunedì 3 aprile 2017

Recensione 'Una ragazza bugiarda' di Ali Land




Una ragazza bugiarda
Ali Land


Editore: Newton Compton Editori - Genere: Thriller
Pagine: 345 - Prezzo: 9,90 € - eBook: 2,99€
(OMAGGIO CE)


Denunciare la propria madre a soli quindici anni può essere straziante. Dopo quella decisione, la vita di Annie è completamente cambiata. Ora ha un nuovo nome, Milly, e vive insieme alla sua nuova famiglia: Mike, la moglie Saskia e la figlia, Phoebe. Adattarsi ai loro ritmi e alle loro abitudini è molto più complicato di quanto avesse pensato. E il pensiero del processo che si avvicina, nel quale sarà chiamata come testimone, non le dà tregua. Mike, che inizialmente aveva richiesto l’affidamento di Milly sperando di poterla aiutare, è sopraffatto dai suoi impegni di psicoterapeuta. Saskia riesce a malapena a gestire la figlia naturale, e non è in grado di occuparsi anche di quella adottiva. Phoebe ha reagito malissimo all’arrivo di Milly: è sempre di malumore, vorrebbe che se ne andasse e, per rivalsa, comincia a maltrattarla, spalleggiata dalle amiche. Milly si sente isolata e in cerca di sostegno. Avrebbe assoluto bisogno di qualcuno che le desse ascolto: ci sono segreti che riguardano i crimini di sua madre, di cui sa molto di più di quanto non abbia confessato. Eppure nessuno sembra disposto a farlo.



Generalmente rifuggo da tutti quei romanzi che si auto osannano con frasi del tipo "un grande qualcosa" dove, al posto della parola qualcosa, potete metterci il genere che vi pare. Quindi vi starete chiedendo perché abbia deciso di leggere questo "grande thriller". Ebbene ci sono tre ragioni alla base di questa mia scelta: prima di tutto mi è stato inviato, a sorpresa, dalla casa editrice (che per inciso ringrazio per la copia); poi, ero nella fase in cui avevo bisogno di leggere un thriller (ogni tanto si manifesta questa sorta di dipendenza); in ultimo, i pareri entusiasti su Goodreads (ammetto di sbirciare le stelline date da altri utenti ogni volta che inizio un nuovo romanzo).

Detto questo, è bene fare una piccola, ma importante, precisazione: il romanzo della Land appartiene ad un sottogenere ben preciso del thriller quindi il punto da cui partire è inquadrarlo nella maniera più corretta. Si tratta, infatti, di un thriller psicologico ed in questo tipo di romanzi si tende ad enfatizzare, a dare maggiore importanza ai personaggi e alla loro psiche. Questo lo si comprende sin dalle prime pagine. Attraverso uno stile costituito da frasi brevi, quasi spezzate dai segni di interpunzione, dove la prosa prende il sopravvento sul discorso diretto e con un narratore che racconta in prima persona, entreremo nella mente di Milly, la protagonista, che vive un vero e proprio dissidio interiore, un conflitto mentale in cui alla sua voce si alternerà quella materna, un'ombra che, spesso e volentieri, viene a trovarla, a minare la sua abbastanza labile integrità fisica e mentale.

Non ci sarà una scia di sangue, gli omicidi sono già avvenuti e ci verrà raccontato il dopo. Milly è un'adolescente a cui hanno portato via tutto, persino il nome. È stata lei stessa a denunciare sua madre, una serial killer accusata di aver ucciso nove bambini. 
Il punto di forza del romanzo, a mio parere, è proprio la protagonista ed il suo legame viscerale con la genitrice. Nonostante la madre rappresenti la persona da cui scappare, al contempo è anche quella da cui tornare. Un cordone ombelicale mai reciso con la figlia che rappresenta una sorta di proiezione della madre. Milly dovrà fare i conti con la propria coscienza, un castello di carte pronto a crollare, e con quella sensazione di similarità che la avvicina, e di molto, alla figura materna. 

Non sono un'esperta del thriller psicologico e nemmeno una fan di questo sottogenere motivo per cui ritengo che quello della Land sia un buon esordio. Da lettrice ho avvertito delle mancanze generali che non mi hanno permesso di valutare la lettura con un metro di giudizio massimo. 
Se non ho nulla da eccepire sulla costruzione del personaggio che ritengo caratterizzato ottimamente, ho da ridire sulla vicenda in sé. Ritengo che sia stato dato davvero poco spazio al processo, che pure sarebbe dovuto essere il fulcro attorno al quale far ruotare la vicenda. Se ne parla, ma dopo 200 pagine, e soprattutto viene liquidato in pochi capitoli, in modo molto sommario senza quella costruzione necessaria a delineare il caso. I bambini sono morti, è chiaro, ma come? Perché? Che prove sono state raccolte? Ecco la linea investigativa non viene ricostruita lasciando il lettore spaesato. 
Per non parlare del titolo che, nella traduzione italiana, mina la suspense di cui dovrebbe essere permeato il romanzo. Durante la lettura, infatti, diventa quasi inevitabile lasciare spazio al dubbio che Milly ci stia mentendo fino a quando non si giunge alle battute finali e a quell'epilogo un po' scontato.
In definitiva un romanzo che ha dalla sua il fatto di lasciarsi leggere velocemente ma che non è ammantato da quell'aura di eccezionalità che pure ci si aspettava.




16 commenti:

  1. Quindi potrebbe forse non essere un grande thriller?
    Per leggerlo dovrei prima buttare la cover, ma la vita è breve, la ce non conosce il mio indirizzo ecc ecc.
    un saluto da Lea

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  2. Complimenti per la recensione :D mi hai convinta! Sono molto curiosa di conoscere come si evolve la storia, e da amante di psico-thriller non posso non leggerlo, lo metto subito in wishlist.

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    1. Ecco, siccome è un genere che a te piace magari avrai un occhio più critico del mio nella valutazione ;)

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  3. Sono curioso. E' arrivato a caso anche a me, e anch'io diffido dai "GRANDI THRILLER" della Newton Compton, però su Goodreads ha medie altissime e tu ne hai sottolineato diversi pregi. Lo metto sul comodino per le prossime letture, dai. :)

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    1. Sì, da inesperta di questo sottogenere (ne avrò letti un paio in vita mia) devo dire che non è stata una lettura spiacevole. Ecco l'aggettivo grande lo avrei evitato, anche se ormai accompagna ogni thriller della suddetta casa editrice, perché la piega finale è davvero scontata, complice anche il titolo che è una sorta di pulce nell'orecchio. Aspetto il tuo pensiero :)

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  4. Sono incuriosita anche io.... però certo che un plauso va a chi sceglie i titoli, eh.
    Mi ricordo di un libro di fantascienza - sempre Newton & Compton, ma guarda tu i casi della vita- di quelli della collana 100 pagine, 1000 lire (sì, sono diversamente giovane), che si intitolava La Vampira di Marte. Lo lessi per poi scoprire che il libro era tutto centrato sullo scoprire che segreto celava la razza aliena protagonista. Indovinate un po'?

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    1. No, ma non ci si arriva proprio!! :D
      Comunque, ultimamente, sono molto frequenti titoli con bugia, bugiardi e affini. Vanno di moda, ecco!

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  5. ecco io quasi quasi lo chiedo in regalo alla soavissima :D perché adesso son proprio curiosa!!!!
    SOAVISSIMAAAAAAAAAAAAAAA CI SEI???

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    1. AAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH (scusi l'intrusione, Maestà)

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    2. Ecco Laura, dona la tua copia a Chicca così siamo tutti contenti ;)

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  6. La trama mi intriga molto devo dire, anche se è sempre meglio diffidare dalle fascette che urlano "un grande thriller". Magari più avanti lo recupererò in ebook. Ogni tanto un thriller psicologico lo leggo volentieri.

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    1. Ciao Beth, sì è sempre meglio diffidare anche perché tutti i romanzi thriller, a quanto pare, sono "grandi thriller". Bisognerebbe iniziare a fare una cernita!

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  7. Io passo serenamente oltre e aggiungo che mi rallegro del fatto che la suddetta CE non abbia nemmeno il mio, di indirizzo. Bacio

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  8. Ciao Anna!
    è arrivato anche a me ma non è ancora il momento giusto per leggerlo... intanto lo tengo da parte! :)
    Bella la recensione! Ne avevo letta un'altra ma in quel caso non si era parlato della brevità del processo e di alcune mancanze nel filo della storia, quindi ora ho un'idea ancora più precisa di cosa aspettarmi! ;)

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