sabato 15 aprile 2017

Sneak Peek di Aprile!


Rubrica mensile interamente dedicata alle novità che ci attendono in libreria



Buongiorno lettori! Cambio di programma per il mese di Aprile che vede la rubrica Sneak Peek pubblicata con un giorno di anticipo. In questo sabato prefestivo, infatti, vi conduco in libreria per il nostro solito giretto virtuale. Come sempre si tratta di una scelta di romanzi, alcuni già pubblicati altri di prossima pubblicazione. Armatevi di carta e penna, vi serviranno!


In libreria dal 4 Aprile


Trama:


Rosamaria è una donna piena di risorse. Single impenitente, razionalista, illuminista, ha perseguito con determinazione le sue passioni, ha rifiutato di impiegarsi nell'azienda di famiglia ed è diventata regista teatrale, con tutta la fatica che ciò comporta in tempi di crisi e di tagli alla cultura. Uno dei suoi motti è: "troppa religione fa male, qualunque essa sia". Peccato che poi si sia innamorata di David, di famiglia ebraica tripolina osservante, da cui ora, a quarantadue anni, aspetta il piccolo Arturo. Rosamaria vive tra due fuochi: gli Shabbat e i pasti rigorosamente kasher con la famiglia del compagno e i pranzi domenicali molto romaneschi e tendenzialmente impuri preparati invece da sua madre, che, abituata ai modi spicci e all'autonomia della figlia, mal sopporta di vederla così arrendevole nei confronti del compagno. I Cecchiarelli e i Fellus formano loro malgrado una famiglia allargata chiassosa e impegnativa, nella quale Rosamaria – il neonato in braccio, la sceneggiatura di una nuova commedia in borsa – si muove con grazia e concretezza, senza prendersi mai troppo sul serio, cercando di rendere tutti quanti felici.Sullo sfondo, la crisi economica ormai endemica che qualche anno prima ha portato al fallimento il mobilificio della famiglia Cecchiarelli. Da allora, il fratello maggiore di Rosamaria – forse responsabile del tracollo – ha fatto perdere le sue tracce, ma le ricerche continuano.




In libreria dal 4 Aprile


Trama:


Una foto con due bambine dalle lunghe trecce, dietro il mare. È quello che resta a Abigail della sua famiglia. La Storia l'ha divisa da sua sorella Esther, e l'Albania che l'ha accolta generosamente quand'era in fuga dalla Germania nazista è diventata poi la sua prigione. Mezzo secolo dopo, a Tirana arriva Rebecca. Fugge da un matrimonio in crisi, ma forse vuole ricomporre il suo album di famiglia ricostruendo la storia che sua madre Esther non le ha mai davvero raccontato. Nella vita di Rebecca la fuga a un certo punto è l'unica trama possibile. Il suo matrimonio con Thomas probabilmente è arrivato al capolinea, meglio non assistere alla consunzione dell'amore. Per questo accetta l'incarico dell'organizzazione internazionale per cui lavora: destinazione Tirana. Non è mai stata in Albania, ma di quel paese sa molte cose. Sa per esempio che l'ospite è sacro e che la parola data viene presa seriamente. Quello infatti è il paese che ha dato ospitalità a sua madre Esther in fuga dalla Berlino nazista, il paese che le ha salvato la vita. Ma proprio nell'Albania di re Zog, che accoglieva gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, Esther ha perso sua sorella Abigail – catturata dai nazisti e deportata a Dachau. E quello strappo mai ricucito è ancora troppo doloroso per essere raccontato. Ad accoglierla a Tirana, Rebecca trova un ragazzo dalla voce rauca ma che con le parole sa fare vertiginosi ricami: Andi sarà il suo assistente, e forse qualcosa di piú. Rebecca farà cosí i conti col passato della sua famiglia ma anche con Thomas, che la raggiungerà per provare a dare un nuovo corso alla loro storia. Sarà proprio lui, fotografo di fama, a riannodare i fili di quelle vite spezzate ricostruendo in un documentario le vicende degli ebrei salvati da re Zog, e delle due sorelle Esther e Abigail.




In libreria dal 6 Aprile


Trama:


È autunno quando Nicolás arriva a Cambridge dalla Spagna, e subito avverte qualcosa di magico e inafferrabile, un legame speciale con una città che è come una tavolozza di vetro e pietra, un arcobaleno velato. Conosce Pierre per caso, una domenica mattina, mentre corre tra alberi artritici avvolti in una nebbia azzurrina. Diventano amici. Ed è proprio Pierre a presentargli Lei, una ragazza danese inquietante e bellissima, circondata da un alone di mistero che ne accresce il fascino e rende quasi impossibile starle lontano. Quello che unisce i tre giovani è un rapporto profondo e superficiale al tempo stesso, fatto di segreti svelati a metà, di speranze condivise e di ferite che tuttavia non tolgono loro l'entusiasmo e la voglia di cambiare il mondo. In un viaggio emozionale ed emozionante tra Cambridge, Roma e Amsterdam, Lei, Nico e Pierre si lasceranno e si ritroveranno, portando alla luce segreti che cambieranno la loro vita e li costringeranno a riflettere su chi sono e chi vogliono essere. Con il suo stile lirico ed evocativo, David de Juan Marcos esplora il dolore di essere separati dalla persona amata, la forza ineluttabile della maternità e la complessità delle relazioni familiari in quella che in fondo altro non è che una straordinaria celebrazione della vita stessa.




In libreria dal 13 Aprile


Trama:


E se il tuo passato fosse una bugia? Quanti segreti e bugie possono annidarsi in ogni famiglia? Ti ha mentito per tutta la vita... ora è il momento della verità Willow è rimasta orfana a soli sette anni e da allora ha sempre vissuto con sua zia Hope, una donna molto riservata. I ricordi della sua infanzia, prima della tragica scomparsa dei genitori, sono solari e pieni di gioia. Non sa però cosa sia veramente successo a sua madre tanti anni prima, perché la zia non ne ha mai voluto parlare. Questa cortina di mistero crolla quando Willow riceve un misterioso invito per una mostra fotografica: quello che vede la mette di fronte a un segreto rimasto sepolto per molto tempo e la costringe a dubitare di tutto quello che pensava di sapere su sua madre e anche su sua zia. In che modo quell’enigmatico fotografo è collegato ai genitori di Willow? E perché Hope non le ha mai raccontato tutta la verità? La vita di Willow non può andare avanti senza risposte. Ma di chi si può veramente fidare?







In libreria dal 13 Aprile


Trama:


Napoli non è una città come le altre. Napoli non è neppure una città sola. Perché sotto quella che conosciamo ce n'è una sotterranea, nascosta agli occhi del mondo, con il buio al posto del- la luce. Marco Di Giacomo l'aveva intuito, un tempo, quando era un brillante antropologo e aveva un talento unico nell'individuare collega- menti invisibili tra le cose. Poi qualcosa non ha funzionato e ora, ad appena quarant'anni, non è altro che un professore universitario collerico e introverso, con un solo amico, il suo impacciato ma utilissimo assistente Brazo Moscati. Considerati folli per le loro accanite ricerche sui culti antichi, i due sono costante oggetto dell'ironia di colleghi e studenti. Perciò nessuno si meraviglia quando il direttore del loro dipartimento li spedisce a fare da balie a una giornalista tedesca venuta in Italia per scrivere un pezzo sensazionalistico sui luoghi simbolo dell'esoterismo. Per liberarsi della seccatura, Marco chiede aiuto a sua nipote Lisi, ricercatrice anche più geniale dello zio ma con una preoccupante passione per le teorie complottiste. I quattro s'imbatteranno in una lunga catena di reati e strani eventi, scoprendosi parte di un disegno che potrebbe coinvolgere l'intera umanità.

venerdì 14 aprile 2017

Recensione 'La moglie americana' di Katherine Wilson





La moglie americana
Katherine Wilson


Editore: Piemme - Genere: Biografia
Pagine: 294 - Prezzo: 18,50 € - eBook: 4,99€
(OMAGGIO CE)


Napoli è un po' come New York, una città di estremi, o la ami o la odi. Ma se la ami, la ami spassionatamente. Quando Katherine, giovane americana fresca di laurea a Princeton, sbarca a Napoli per uno stage presso il consolato americano, si innamora perdutamente della città, della sua bellezza sconcertante. L'energia caotica che sprigiona è quanto di più lontano dalla sua educazione di brava ragazza ligia alle regole di famiglia, l'amore per la vita e per il cibo degli italiani, e più ancora dei partenopei, sono all'opposto del suo stile di vita, della sua dieta disordinata e di una certa incapacità ad accettarsi. Nonostante tutto, però, non le ci vuole molto per sentirsi a casa. Merito di Salvatore, studente di giurisprudenza di cui inaspettatamente si innamora, e della famiglia di lui, soprattutto della madre Raffaella, che la accoglie in un caldo abbraccio. A contatto con Raffaella, cuoca sublime e gran donna, Katherine impara i segreti della cucina e del vivere bene. Impara a lasciarsi andare senza paura alla bellezza, alla bontà e alla carnalità. Una storia vera che è un percorso di formazione e apprendimento della felicità, e una dichiarazione d'amore a Napoli e al gusto della vita.



Se dovessi descrivere questo romanzo ricorrendo ad una tonalità di colore direi, senza ombra di dubbio, azzurro. Azzurro come il cielo che svetta alle spalle del Vesuvio. Azzurro come il mare che si infrange sulle coste con quel suo movimento ciclico: arriva, bagna e si ritira.

A fare da sfondo Napoli, una città in cui la magia esiste. Una città che profuma di salsedine e di ragù che deve rigorosamente pippiare, verbo che onomatopeicamente ricorda il sobbollire della carne per ore. Una città in cui gli edifici sono uniti tra loro dai fili del bucato, così come i legami che si intesseranno nel cuore della protagonista. Una città in cui la roba intima da lavare non la tocca nessuno tranne il proprietario. Una città dove, all'ora di pranzo, le voci risuonano non solo per tutta la casa ma anche nei cortili e nelle piazze circostanti. Una città dove alla musicalità della lingua parlata si accompagna una coreografia gestuale, un movimento delle mani che, nella sua semplicità e schiettezza racchiude un milione di parole ed espressioni.
Una città in cui il caos, il rumore e i colori cedono il posto, quasi inaspettatamente, alla solennità. Ed è persi in questi profumi, in queste sensazioni ed emozioni che sembra quasi di potersi figurare e di ritrovare semplicemente allungando la mano, che l'autrice, voce e protagonista, si racconta al lettore in maniera limpida e cristallina, quasi senza peli sulla lingua, in quello che può essere pensato come una sorta di diario personale fatto di pensieri e riflessioni. 

"Quando sai usare solo i verbi al presente, rimani per forza ancorato al presente: dovere, volere, piacere, non piacere. [...] Quello che dici è essenziale e vero, e questo fa meraviglie per i rapporti personali. [...] Sfortunatamente, però, se sai usare il congiuntivo e il condizionale, i rapporti cambiano. [...] La vita non è più qui e ora, ma diventa un continuo confronto con qualche vita ideale che hai nella testa. [...] È tutto un continuo essere o non essere all'altezza di un ideale creato con quelle ricercate forme verbali."


Attraverso quello che è un vero e proprio resoconto romanzato, ripercorreremo, nero su bianco, la vita della giovane Katherine, studentessa americana, poco più che ventenne, giunta in Italia, a Napoli, per uno stage formativo post laurea. Con un narrato ed uno stile sensibile ed emozionante, che coinvolge, avvolge e coccola il lettore, respireremo il profumo del sud, le usanze di una classica famiglia meridionale che sono quelle di un intero popolo. Leggere, almeno per me, è stato come tornare a casa. Sono pugliese ma certe sensazioni, certi gesti, certi suoni dialettali non sono molto dissimili e sanno far battere il cuore. 

Con l'aiuto, poi, di culture a confronto, quella americana e quella napoletana, saranno analizzati i diversi aspetti della nostra nazione, raccontati attraverso l'occhio critico di una straniera. Aspetti nei quali, inevitabilmente, ci riconosceremo, e a cui si accompagna anche un'analisi, uno spaccato dell'Italia in cui vengono a palesarsi anche le brutture della nostra nazione che, pure a volerle nascondere, c'erano e ci saranno. 

Katherine, caparbia e permalosa, e quella che diventerà sua suocera, Raffaella, una vera e propria mamma del Sud, sono dei personaggi a tutto tondo, ognuno con le proprie caratteristiche e con il proprio modo di relazionarsi agli altri, surclassando qualsiasi altra figura. Sono loro a contendersi, in maniera equilibrata, la scena.
Diversi i temi trattati tra cui l'amicizia, l'amore, la famiglia. A completare il tutto, poi, la presenza, nell'epilogo, delle ricette di tutti quei piatti del cui profumo e del cui sapore sono permeate le pagine. 
In definitiva un romanzo dolce, sincero, sensibile. Un romanzo dalle tinte turchine nel panorama letterario, che emoziona quanto basta. Un romanzo in cui, come disse Goethe "Vedi Napoli e poi muori"? No, una lettura in cui "Vedi Napoli e poi...vivi".




The Hunting Word Challenge: Una Griglia di parole!




Buongiorno cari partecipanti alla The Hunting Word Challenge, siete pronti per una bella sfida aggiuntiva? Bene, scaldate i motori e spremete le meningi perché c'è da divertirsi!

Ripetiamo subito un punto fondamentale: di questa sfida nella sfida non dovrete farne parola con nessuno dei partecipanti ed è per questo motivo che se avete bisogno di chiedere delle informazioni in merito potrete farlo solo ed esclusivamente contattandomi all'indirizzo email appuntidiunagiovanereader@gmail.com
Non potrete assolutamente utilizzare il gruppo Facebook: qualsiasi post pubblicato erroneamente sarà rimosso una prima volta e se doveste ricascarci sarete eliminati dalla Challenge!
Ed è proprio per questo motivo che la sezione del blog dedicata alla sfida di lettura, che trovate nella barra principale, sarà aggiornata con i post delle sfide aggiuntive, solo per conoscenza, alla fine della Tappa.

Come già detto il numero delle sfide aggiuntive varierà da uno a due per tappa, questo vuol dire che ne potrete trovare una soltanto o entrambe (ovviamente non vi dirò se questa è la prima o la seconda sfida, sta a voi scoprirlo!) e, anche in questo caso, andrà portata a termine, con la pubblicazione e l'invio della recensione, entro le ore 18:00 del 20 Giugno!
A questa sfida potrete accedere tranquillamente anche se non avete spuntato tutte le 10 parole iniziali che vi sono state comunicate a Marzo con l'inizio della Seconda Tappa.




COME GIOCARE?


Fedelmente a quello che è il titolo di questa sfiga aggiuntiva, a seguire troverete una Griglia di Parole da completare. Cosa dovrete fare voi? Accanto ad ogni riga orizzontale troverete un numero al quale corrisponderà una definizione. Dovrete inserire la risposta per ogni riga, e quindi per ogni definizione, fino al completamento della griglia. Alla fine nella riga verticale, colorata in rosa, apparirà (ovviamente se avrete completato il tutto correttamente!) una parola che sarà quella che tutti voi utilizzerete e che vi permetterà di acquisire ben 20 punti! Una volta trovata dovrete:

  • leggere un libro (e per libro si intende un libro di minimo 150 pagine a tal proposito faranno fede le schede Amazon e Goodreads, non racconti, fumetti e varie ed eventuali, né riletture!) che abbia quella parola rappresentata in copertina (non varrà né il collegamento per significato o idea nel titolo, né la parola nel titolo).

Osservazione: poiché i libri in lingua, come da regolamento, possono essere utilizzati solo ed esclusivamente per le raffigurazioni in copertina, in questo caso specifico potrete farne uso purché rispettino il numero minimo delle pagine e, a lettura in lingua, corrisponda recensione in italiano!


Per quanto riguarda le recensioni farà fede la data di pubblicazione sul vostro blog o sui vostri profili Goodreads e Anobii, quindi non varranno letture antecedenti al momento della pubblicazione di tale post! Come specificato nel regolamento le letture dovranno essere scelte da oggi in poi (non potrete utilizzare libri conclusi da qualche giorno, né riletture!).
Se, casualmente, il libro che avete scelto per spuntare la parola della sfida aggiuntiva presenta anche una delle dieci iniziali o della triade o della parola bonus e viceversa, potrete usarlo o per l'una o per l'altra ma non per entrambe, come già sapete!

Come già detto il file Drive, nella sezione riguardante le sfide aggiuntive, sarà aggiornato solo dopo le 18:00 del 20 Giugno proprio per mantenere il più segreta possibile la cosa. 
Inoltre, alla fine di questo post troverete un nuovo modulo che sarà utilizzato solo per questa sfida aggiuntiva e che dovrete compilare in ogni sua parte come siete soliti fare!
Dopo aver inviato la recensione tramite modulo, riceverete una email dalla sottoscritta (quindi occhio alla casella di posta!). Bene, credo di non dovervi dire altro per cui vi lascio alla Griglia di Parole e alle definizioni necessarie per completarla!



1. Rocco vicequestore protagonista dei romanzi di Antonio Manzini.
2. La Madame protagonista del romanzo di Gustave Flaubert.
3. Il Borgo nato dalla penna di Loredana Limone.
4. Celebre maghetto con cicatrice a forma di saetta sulla fronte.
5. Fabio autore del romanzo "Chi manda le onde".
6. Il famoso Premio Letterario la cui serata finale si svolge a Pontremoli.
7. Il nome della protagonista del nuovo romanzo di Lorenzo Marone, "Magari domani resto".
8. Maurizio autore della serie di libri con protagonista il commissario Ricciardi.



Buon divertimento e buon gioco!!!








mercoledì 12 aprile 2017

Autho(r)psy #2: Un pomeriggio con Carmen Pellegrino

Rubrica a cadenza occasionale dedicata ad interviste ed incontri con gli autori



Buongiorno lettori, la primavera è ormai nell'aria e questo vuol dire che è tempo di grandi pulizie. Rispolvero oggi, con grande piacere, una rubrica silente, una di quelle che vede la sua pubblicazione strettamente connessa ad una serie di eventi che dalle mie parti mancano come l'acqua nel deserto. Ma, come nel deserto, ogni tanto appare un'oasi alla quale abbeverarsi e questo è quello che è successo qualche sera fa quando, alla Libreria Monbook di Bari, ho avuto finalmente il piacere di incontrare in carne ed ossa una delle scrittrici talentuose che adoro grandemente: Carmen Pellegrino.


BARI
Partiamo dal principio, ovvero dalla partenza. Sono le 17:30 e, insieme alla mia amica Maria, partiamo alla volta di Bari. Giunte a destinazione molliamo l'auto e iniziamo ad incamminarci verso il luogo dell'incontro che, teoricamente, è molto vicino al parcheggio, avendo anche imboccato l'uscita pedonale che si immette proprio sulla via designata. L'evento inizia alle 18:00, ma si sa che l'orario non viene mai rispettato, quindi anche se sono le 18:10 non ce ne curiamo. Ecco, questo fino a quando non ci rendiamo conto di esserci perse. A Bari, Città che dovremmo conoscere come le nostre tasche. Appunto, dovremmo (la prossima settimana noi saremo a Milano quindi non oso immaginare dove andremo a finire). Eppure, inizio a pensare, sono sempre stata brava ad orientarmi (a Roma mi muovo come se fosse casa mia!) e niente.
Come uscire da questa spiacevole situazione a parte fare una figura barbina e chiedere a qualche passante? Impostando il navigatore pedonale sul cellulare. Tuttavia la buona sorte non è con noi, l'omino stilizzato, stretto nella sua pelle bruna, si è messo in sciopero decidendo di non muovere nemmeno un passo (una falcata nel suo caso). Insomma, alla fine abbiamo scoperto di essere passate proprio davanti alla libreria appena arrivate. Minuto di silenzio.

18:40: facciamo il nostro ingresso, trionfale se la gente sapesse, in libreria. Fortunatamente Carmen è in super ritardo, essendo arrivata da poco in pullman, e penso che la fortuna ci abbia arriso perché arrivare ad incontro iniziato non è affatto bello!
Il ritardo comporta che ci si segga nelle ultime file con la speranza che si riesca a sentire qualcosa da quaggiù. Pienone assoluto e cassa funzionante malamente fino a quando non arriva un vero e proprio salvatore che, venendo in nostro soccorso, sistema il tutto.

19:00: arriva Carmen!!! Ora, sapete cosa mi piace di questo tipo di incontri, soprattutto se si è letto e amato il romanzo? Che si instaura un vero e proprio dialogo nel quale si parla di personaggi e di storie che si conoscono. Un po' come se si stesse conversando con un amico. Ma soprattutto si scoprono i retroscena, i dietro le quinte, cosa ha dato vita a quel determinato romanzo. E questa è una delle domande che mi pongo ogni volta che ne termino uno. Bene, Carmen si è messa a nudo raccontandoci che "Se mi tornassi questa sera accanto" ha molto della sua vita. Lei è Lulù e in Giosué Pindari si può scorgere la figura di suo padre.
Così come nel romanzo, anche il loro rapporto è stato costellato da alti e bassi, da silenzi e allontanamenti e Carmen, come Lulù, è stata colei che ha compiuto il passo. Quel passo che non le è costato nulla, come lei stessa ci spiega, ma che è stato necessario, in quanto figlia, per recuperare il rapporto col genitore. O ancora, come la malattia di Nora riguardi un altro componente della sua famiglia. Ed è mentre lei si racconta che mi rendo conto del dolore, di quanto quella storia non sia poi frutto dell'immaginazione ma di quella realtà che è maestra di vita, che segna ed insegna.

Si è parlato a lungo del primo romanzo, "Cade la Terra", e di come anche in quel lavoro ci siano eventi legati al passato della famiglia dell'autrice, nello specifico l'episodio drammatico, l'errore medico che poi ha portato alla morte di una delle zie paterne, e di suo nonno che, sentendosi dare anche del fesso, e che quindi come tale non avrebbe avuto nessuno dalla sua in tribunale, prende il corpo della figlia dal ciglio della strada e lo riporta a casa, impotente. Una scena descritta in maniera straziante e che diventa ancora più forte se si pensa che è realmente accaduta.

Il passato, quello stesso passato da cui Lulù vorrebbe fuggire cambiando residenza ma che, in realtà, scoprirà incombere sempre su ognuno di noi perché è quello che ci forma. Alle ombre e alla morte che aleggiano nel primo romanzo che, devo ammetterlo, forse ho amato un pizzico di più del secondo, si contrappone la luce e la speranza di questo secondo lavoro. Infine, è stato dedicato largo spazio anche alla sua passione per la riscoperta dei luoghi abbandonati e delle storie che si celano dietro i singoli casolari o i paesi del nostro sud.

Attraverso la lettura di estratti del libro si giunge al finale, al momento di autografi, foto e dediche. Al momento in cui i nostri sguardi, i nostri sorrisi si sono incontrati dietro quel "Finalmente!" o "Ecco la mia recensitrice preferita!"
Un'emozione che forse in pochi possono comprendere! Carmen è una persona gentilissima, disponibile e timida come la sottoscritta. La osservi e ci ritrovi la profondità delle storie che racconta, una dote che in pochi hanno.

Con una doppia dedica, con la consapevolezza che il mio bagaglio di sorrisi ed emozioni non è più così vuoto, ma si arricchisce sempre più, incontro dopo incontro, si torna a casa, felici di aver partecipato ad un incontro così pieno e ricco di belle sensazioni e riflessioni!





venerdì 7 aprile 2017

Recensione 'Una storia nera' di Antonella Lattanzi





Una storia nera
Antonella Lattanzi


Editore: Mondadori - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 249 - Prezzo: 18,00 € - eBook: 9,99€
(OMAGGIO CE)


Roma, 7 agosto 2012. Il giorno dopo la festa di compleanno della figlia minore, Vito Semeraro scompare nel nulla. Vito si è separato da qualche tempo dalla moglie Carla. Ma la piccola Mara il giorno del suo terzo compleanno si sveglia chiedendo del papà. Carla, per farla felice, lo invita a cena. In realtà, anche lei in fondo ha voglia di rivedere Vito. Sono stati insieme per tutta la vita, da quando lei era una bambina, sono stati l'uno per l'altra il grande amore, l'unico, lo saranno per sempre. Vito però era anche un marito geloso, violento, capace di picchiarla per un sorriso al tabaccaio, per un vestito troppo corto. "Può mai davvero finire un amore così? anche così tremendo, anche così triste." A due anni dal divorzio, la famiglia per una sera è di nuovo unita: Vito, Carla, Mara e i due figli più grandi, Nicola e Rosa. I regali, la torta, lo spumante: la festa va sorprendentemente liscia. Ma, nelle ore successive, di Vito si perdono le tracce. Carla e i ragazzi lo cercano disperatamente; e non sono gli unici, perché Vito da anni ha un'altra donna e un'altra quasi figlia, una famiglia clandestina che da sempre relega in secondo piano. Ma ha anche dei colleghi che lo stimano e, soprattutto, una sorella e un padre potenti, giù a Massafra, in Puglia, i cui amici si mobilitano per scoprire la verità a modo loro. Sarà però la polizia a trovarla, una verità. E alla giustizia verrà affidato il compito di accertarla. Ma in questi casi può davvero esistere una sola, chiara, univoca verità?



Una storia di violenza, nera come la pece. Un amore malato quello di un uomo, padrone, per la sua donna, intesa come una proprietà. Vito è un uomo geloso di qualunque cosa, persino dei pensieri di sua moglie, quella stessa moglie che, dopo anni di umiliazioni e botte, ha deciso di lasciarlo e chiedere il divorzio. La famiglia, composta da Carla, la madre, Nicola, Rosa e Mara, i figli, si riunirà in occasione del compleanno della piccola di casa dopo di che Vito sparirà. Se ne perderanno le tracce e di pari passo inizieranno ricerche ed interrogatori che condurranno alla verità. Ma può mai finire davvero un amore così? Un amore tremendo, un amore triste?

Attraverso la routine quotidiana di Carla e della sua famiglia entreremo in punta di piedi in una storia in cui i personaggi sono silhouette su carta con la voglia di raccontarsi. 
Carla, gli occhi stanchi e addolorati da quella forma di dolore che accoglie su di sé per il bene dei propri figli. Un dolore taciuto, accettato e nascosto. Un dolore così netto e così chiaro per i figli che lo guardano, lo osservano riflesso in quegli stessi occhi. Una famiglia che si ama nonostante tutto il male, nella gioia e nel dolore, vicini e indivisibili. Dei personaggi che comprenderanno come "Essere adulti vuol dire anche accettare che certi problemi non si possono risolvere".

Nonostante ciò, però, se dovessi fare un paragone per descrivere questo romanzo, vi direi che è come trovarsi sulle montagne russe, all'apice, sospesi nel vuoto, in attesa di quella discesa, così improvvisa e repentina da farvi sobbalzare cuore e stomaco e urlare a squarciagola, che non arriva. O ancora, è come quando in montagna, inforcati scii ed occhialoni, siete pronti ad affrontare una delle piste più impervie, perché in fondo vi piace cedere al brivido, ed invece vi trovate dinanzi ad un rettilineo, senza ostacoli o pericoli di ogni sorta. 
Ecco, il romanzo della Lattanzi è proprio così. Manca di quella discesa improvvisa, di quell'ostacolo da evitare, di quel qualcosa che renda la lettura meno piatta e meno scontata di come appare. Ogni cosa sembra già decisa, il sentiero tracciato sin dalle prime pagine, senza quel colpo di coda che renda il tutto meno inevitabile. 

L'aggettivo nera che accompagna il titolo, descrive al meglio non solo la storia ma anche lo stile. Uno stile cupo, lento, caratterizzato da periodi alle volte molto lunghi in cui, al presente, si frappongono i racconti di aneddoti del passato che fanno perdere il cosiddetto filo del discorso. Pochi dialoghi, a volte inglobati nel discorso indiretto, e una prosa che appesantisce. 

Le basi per un romanzo forte, deciso, di quelli che lasciano il segno, ci sarebbero tutte però credo che non siano state sfruttate al meglio. La storia diventa banale e scontata e di pari passo scema anche l'entusiasmo nel voler proseguire con la lettura. Un vero peccato!




lunedì 3 aprile 2017

Recensione 'Una ragazza bugiarda' di Ali Land




Una ragazza bugiarda
Ali Land


Editore: Newton Compton Editori - Genere: Thriller
Pagine: 345 - Prezzo: 9,90 € - eBook: 2,99€
(OMAGGIO CE)


Denunciare la propria madre a soli quindici anni può essere straziante. Dopo quella decisione, la vita di Annie è completamente cambiata. Ora ha un nuovo nome, Milly, e vive insieme alla sua nuova famiglia: Mike, la moglie Saskia e la figlia, Phoebe. Adattarsi ai loro ritmi e alle loro abitudini è molto più complicato di quanto avesse pensato. E il pensiero del processo che si avvicina, nel quale sarà chiamata come testimone, non le dà tregua. Mike, che inizialmente aveva richiesto l’affidamento di Milly sperando di poterla aiutare, è sopraffatto dai suoi impegni di psicoterapeuta. Saskia riesce a malapena a gestire la figlia naturale, e non è in grado di occuparsi anche di quella adottiva. Phoebe ha reagito malissimo all’arrivo di Milly: è sempre di malumore, vorrebbe che se ne andasse e, per rivalsa, comincia a maltrattarla, spalleggiata dalle amiche. Milly si sente isolata e in cerca di sostegno. Avrebbe assoluto bisogno di qualcuno che le desse ascolto: ci sono segreti che riguardano i crimini di sua madre, di cui sa molto di più di quanto non abbia confessato. Eppure nessuno sembra disposto a farlo.



Generalmente rifuggo da tutti quei romanzi che si auto osannano con frasi del tipo "un grande qualcosa" dove, al posto della parola qualcosa, potete metterci il genere che vi pare. Quindi vi starete chiedendo perché abbia deciso di leggere questo "grande thriller". Ebbene ci sono tre ragioni alla base di questa mia scelta: prima di tutto mi è stato inviato, a sorpresa, dalla casa editrice (che per inciso ringrazio per la copia); poi, ero nella fase in cui avevo bisogno di leggere un thriller (ogni tanto si manifesta questa sorta di dipendenza); in ultimo, i pareri entusiasti su Goodreads (ammetto di sbirciare le stelline date da altri utenti ogni volta che inizio un nuovo romanzo).

Detto questo, è bene fare una piccola, ma importante, precisazione: il romanzo della Land appartiene ad un sottogenere ben preciso del thriller quindi il punto da cui partire è inquadrarlo nella maniera più corretta. Si tratta, infatti, di un thriller psicologico ed in questo tipo di romanzi si tende ad enfatizzare, a dare maggiore importanza ai personaggi e alla loro psiche. Questo lo si comprende sin dalle prime pagine. Attraverso uno stile costituito da frasi brevi, quasi spezzate dai segni di interpunzione, dove la prosa prende il sopravvento sul discorso diretto e con un narratore che racconta in prima persona, entreremo nella mente di Milly, la protagonista, che vive un vero e proprio dissidio interiore, un conflitto mentale in cui alla sua voce si alternerà quella materna, un'ombra che, spesso e volentieri, viene a trovarla, a minare la sua abbastanza labile integrità fisica e mentale.

Non ci sarà una scia di sangue, gli omicidi sono già avvenuti e ci verrà raccontato il dopo. Milly è un'adolescente a cui hanno portato via tutto, persino il nome. È stata lei stessa a denunciare sua madre, una serial killer accusata di aver ucciso nove bambini. 
Il punto di forza del romanzo, a mio parere, è proprio la protagonista ed il suo legame viscerale con la genitrice. Nonostante la madre rappresenti la persona da cui scappare, al contempo è anche quella da cui tornare. Un cordone ombelicale mai reciso con la figlia che rappresenta una sorta di proiezione della madre. Milly dovrà fare i conti con la propria coscienza, un castello di carte pronto a crollare, e con quella sensazione di similarità che la avvicina, e di molto, alla figura materna. 

Non sono un'esperta del thriller psicologico e nemmeno una fan di questo sottogenere motivo per cui ritengo che quello della Land sia un buon esordio. Da lettrice ho avvertito delle mancanze generali che non mi hanno permesso di valutare la lettura con un metro di giudizio massimo. 
Se non ho nulla da eccepire sulla costruzione del personaggio che ritengo caratterizzato ottimamente, ho da ridire sulla vicenda in sé. Ritengo che sia stato dato davvero poco spazio al processo, che pure sarebbe dovuto essere il fulcro attorno al quale far ruotare la vicenda. Se ne parla, ma dopo 200 pagine, e soprattutto viene liquidato in pochi capitoli, in modo molto sommario senza quella costruzione necessaria a delineare il caso. I bambini sono morti, è chiaro, ma come? Perché? Che prove sono state raccolte? Ecco la linea investigativa non viene ricostruita lasciando il lettore spaesato. 
Per non parlare del titolo che, nella traduzione italiana, mina la suspense di cui dovrebbe essere permeato il romanzo. Durante la lettura, infatti, diventa quasi inevitabile lasciare spazio al dubbio che Milly ci stia mentendo fino a quando non si giunge alle battute finali e a quell'epilogo un po' scontato.
In definitiva un romanzo che ha dalla sua il fatto di lasciarsi leggere velocemente ma che non è ammantato da quell'aura di eccezionalità che pure ci si aspettava.




sabato 1 aprile 2017

Monthly Recap Marzo!



Rubrica a cadenza mensile per riepilogare quanto avvenuto nel mese appena trascorso



Oh,oh! Siamo già ad Aprile e questo vuol dire che si sta per aprire il quarto dei dodici capitoli che compongono questo nuovo anno che, a quanto pare, tanto nuovo più non è. Bene, non so voi ma credo che il tempo galoppi inesorabilmente e tra Pasqua, estate e Natale ci ritroveremo a breve con trombette e cappellini a salutare il 2018!
Sì, la pianto! Riavvolgo il nastro...Oggi inizia un nuovo mese e ciò vuol dire che è tempo di riepiloghi, ma anche di sbirciatine tra gli scaffali della mia libreria. Siete pronti? Iniziamo!!!




LETTURE E RECENSIONI


A marzo, complice un costante mal di testa, ho letto davvero pochissimo rispetto ai miei standard. Nonostante questo non posso assolutamente lamentarmi circa la qualità dei romanzi che mi hanno fatto compagnia in questi trentuno giorni. Di seguito trovate copertine e recensioni:



Testo Alternativo Testo Alternativo Testo Alternativo
Testo Alternativo
PROSSIMAMENTE



Il libro del mese di Marzo è, senza ombra di dubbio, "Magari domani resto" di Lorenzo Marone che ho anche avuto il piacere di incontrare il 21 Marzo, partecipando ad una delle sue ultime presentazioni in Puglia.





LIBRI SUI MIEI SCAFFALI


Marzo è stato il mese del mio compleanno per cui ho alcuni buoni da spendere nei prossimi mesi. Tuttavia i miei scaffali non sono rimasti indenni tra regali ed omaggi che vado a mostrarvi:


OMAGGI:
- "Se mi tornassi questa sera accanto" di Carmen Pellegrino, Giunti;
- "Distorted Fables" di Deborah Simeone,  Mondadori;
- "Una storia nera" di Antonella Lattanzi, Mondadori;
- "Una ragazza bugiarda" di Ali Land, Newton Compton Editori;
- "Fore Morra" di Diego di Dio, Fanucci (TimeCrime);
- "La moglie americana" di Katherine Wilson, Piemme.


REGALI e ACQUISTI:
- "Cose che non voglio dimenticare" di Lara Avery;
- "L'arminuta" di Donatella di Pietrantonio;
- "La ragazza con la bicicletta rossa" di Monica Hesse.




COSA LEGGO AD APRILE?


Cercando di stilare una sorta di TBR, ed incrociando le dita affinché io la rispetti, posso dirvi che vorrei leggere:



"Una storia nera" di Antonella Lattanzi
"La locanda dell'ultima solitudine" di Alessandro Barbaglia
"L'arminuta" di Donatella di Pietrantonio
"Fore Morra" di Diego di Dio
"E le stelle non stanno a guardare" di Loredana Limone
"La moglie americana" di Katherine Wilson



Bene, il breve viaggio è terminato per cui non mi resta che chiedervi: come è andato il vostro mese? Noi ci rileggiamo al prossimo appuntamento anche se posso anticiparvi che questo Aprile sarà molto molto ricco di belle esperienze, incontri, ma soprattutto belle persone!






mercoledì 29 marzo 2017

Recensione 'Distorted Fables' di Deborah Simeone





Distorted Fables
Deborah Simeone


Editore: Mondadori - Genere: Narrativa Contemporanea Pagine: 175 - Prezzo: 16,00 € - eBook: 6,99€
(OMAGGIO CE)


C'era una volta, in un tempo non troppo lontano, una principessa dai lunghi capelli biondi e dai grandi occhi scuri... Che sia chiaro: la protagonista di questa storia non è la solita principessa delle fiabe. Non è né magra né alta, e neppure bella da far girare la testa. E poi con la gente è spesso intrattabile, dura e spigolosa, proprio come il suo nome, Rebecca. Per lei non ci sono castelli incantati, fatine o scarpette di cristallo, ma un monolocale umido in un condominio chiassoso, e lunghe serate passate in solitudine a guardare serie tv, con in grembo un gatto birmano e nella testa una valchiria-grillo parlante che la sprona a non darsi mai per vinta.Le cose cambiano, però, il giorno in cui Rebecca inizia a lavorare come portinaia in un bel palazzo nel centro di Milano. Qui, nonostante la sua avversione per i rapporti umani, la sua vita si intreccia con quella di alcuni condomini: un settantenne stravagante, ostinatamente aggrappato al ricordo della moglie, una giovane donna devota a un marito che la tradisce neanche tanto di nascosto e una ragazza stregata da un uomo freddo e calcolatore. Tutte fiabe d'amore, e tutte imperfette, come imperfetta è la vita di Rebecca, che ha smesso di credere al "vissero per sempre felici e contenti" nell'istante in cui il suo principe azzurro, anziché salvarla e poi giurarle amore eterno, l'ha mollata senza troppe spiegazioni a un binario della stazione. Ma chissà che Rebecca non scopra, anche grazie ai suoi nuovi amici, che proprio nell'imperfezione si nasconde il segreto per trovare qualche momento di vera felicità.




Ci sono romanzi che possono essere definiti stagionali, che letti in alcuni periodi possono colpire il lettore più che in altri. E poi ci sono quei romanzi che racchiudono una serie di elementi che ci permettono di associarli ad ognuna delle quattro stagioni. 'Distorted Fables' ne è un esempio, o meglio la porzione di vita della protagonista che viene raccontata a chi legge. Una giovane donna che dal brio estivo, dove ogni cosa della sua esistenza sembra perfetta, si ritroverà a precipitare come le foglie dagli alberi in autunno. Attraverserà la malinconia, il dolore e la solitudine dell'inverno, indossando una corazza che possa scaldarle il cuore e l'anima, fino a risvegliarsi, a rifiorire, ad uscire dal bozzolo e volare via come le farfalle in primavera. 

Rebecca è il suo nome. Un nome duro, per nulla musicale. Più che di sonorità, infatti, si può parlare di spigolosità. Un nome che, nonostante tutto, calza a pennello a quel suo carattere irriverente: una simpatica burbera, due aggettivi così contrastanti ma così ben accostati quando si parla di lei. Cinica, dotata di ironia e di quella comicità che lei stessa definisce di nicchia, Rebecca affronta le sue giornate con un groppo in gola, quello stesso groppo che un po' ci caratterizza, chi più chi meno. 
Con il peso delle non scelte sulle spalle, cresciuta con l'idea di essere brava come molte persone ma non straordinaria come poche, con un lavoro che non le piace, Rebecca inizierà a vivere nel limbo dell'inutilità.
Sarà l'aiuto di uno psicoterapeuta che vuole convincerla ad ammettere di essere fragile e sperduta, tanto da crearsi un alter ego mentale, la famosa Crimilde, una figura che governa la sua vita con l'intento di ristabilire l'ordine perduto, insieme a quello stesso lavoro da portinaia che non le piace, ma che pure le permetterà di divenire spettatrice delle vite altrui, a far sì che la maschera della zitella scorbutica cada, lasciando il posto a tutta la fragilità di una giovane donna che, uscita dal guscio, tornerà a vivere perseguendo i proprio sogni. 


"Ho sempre avuto un debole per i secondi amori, se ne parla troppo poco, avrei voluto vedere una principessa che inizia da una fine, da un rapporto distrutto, e alla fine incontra un altro uomo, ma non per questo crede nuovamente nel 'per sempre': piuttosto crede di poter amare meglio, con maggiore dignità e meno ingenuità, e costruisce un rapporto equilibrato. Perché non ha bisogno di essere salvata, ma preferisce farsi trovare indipendente, arguta, e piena d'interessi coltivati durante la sua solitudine."


'Distorted Fables' è un romanzo leggero, frizzante e brioso, da leggere tutto d'un fiato. Un romanzo che è un intrecciarsi di vite, di storie, di amori, di solitudini, di passioni, di segreti, di tradimenti. Si parla di amicizia ma anche, e sopratutto di amore. Di quello che tradisce, di quello che abbandona, di quello in cui bisogna affrontate l'altra faccia della medaglia, quella meno luccicante, dell'amore solitario, di quello in cui l'io sostituisce il noi e ti squarcia il petto, ma soprattutto dell'amore per se stessi. 

Un romanzo divertente in cui al narrato, caratterizzato da uno stile semplice ed ironico, si accompagnano scenette surreali in cui la protagonista lascia il posto alla sua proiezione mentale. Una relazione fantasiosa la loro, in cui conosceremo Crimilde, una guerriera, una valchiria che armata di scudo e spadone scenderà in guerra in alcuni momenti, e, a bordo di vascelli, sfiderà la nera immensità delle acque in altri. Questo aspetto, ben intercalato nel racconto generale, è quello che più colpisce perché l'autrice se ne serve per mostrare al lettore, proprio attraverso Crimilde, l'evoluzione che, pagina dopo pagina, la stessa protagonista affronta. Un percorso di trasformazione, di cambiamento

A fare da sfondo Milano. Milano e la sua folla, quella folla che "...non ti lascia mai il tempo di meditare troppo, dove si deve sempre essere forti perché nessuno vuole essere quello che piange in mezzo alla gente..."

Un romanzo che, devo ammetterlo, mi rappresenta. Una favola moderna, che rende consapevoli del fatto che, uscendo dal proprio castello, si possano incontrare sia mostri che principi, che il per sempre non esiste e che è necessario vivere alla giornata, senza grandi aspettative, ma godendo di quello che il momento ci offre.
Un romanzo con una protagonista imperfetta che ci insegna che si è qualcuno anche senza l'altro, che si vive per se stessi e che se vogliamo salvarci in un mare in tempesta non dobbiamo attendere nessuna scialuppa di salvataggio ma iniziare a nuotare. 
Un finale più reale, con una principessa che si basta da sola e un principe che, per una volta, è costretto ad aspettare! 

(Io vi consiglio di leggere anche i ringraziamenti scritti dalla Simeone, sono qualcosa di meraviglioso!)





lunedì 27 marzo 2017

Premio Bancarella: La Storia!



Buongiorno lettrici e lettori! Oggi un post molto speciale, dedicato al Premio Bancarella al quale, quest'anno, insieme ad altri colleghi book blogger, avrò il piacere e l'onore di prendere parte.
L'avventura è iniziata di lunedì, ne abbiamo parlato sui nostri blog di lunedì (se ve lo foste perso lo trovate qui) e, come se fosse ormai una tradizione, abbiamo deciso di fare luce sui diversi aspetti di uno dei premi più famosi proprio di lunedì. Non a caso oggi è lunedì! Va bene, la smetto. Il concetto, ormai, è chiaro!

Bene, il viaggio ha inizio oggi e, attraverso una serie di fermate e stazioni in cui vi racconteremo il dietro le quinte, vi condurremo al capolinea, ovvero la serata finale della premiazione a Pontremoli.
Per iniziare questo tour nel migliore dei modi è necessario partire, come ogni cosa, dalle origini raccontandovi proprio quella che è la Storia del Premio Bancarella, la sua nascita. A farlo saremo in due, io e La Biblioteca di Eliza, per cui vi invito a dare un'occhiata anche al suo bellissimo resoconto! A questo punto è tempo di cominciare...


"Non avevano confidenza con l’alfabeto, ma 'sentivano' quali libri era il caso di comprare e quali no: in virtù di un sesto senso che, dicono, è stato loro donato dal demonio in un’ora di benevolenza."


Così scrive Oriana Fallaci che, nel 1952, prese parte alla nascita del Premio. Una frase ricca di significato a cominciare da quel verbo: sentire. 
Esempio di gerla
Il Premio Bancarella nasce da una tradizione, quella dei Librai Pontremolesi e rappresenta in sé un fenomeno unico nel panorama italiano. Generazioni e generazioni di librai ambulanti, provenienti dall'alta Lunigiana, dai paesi di Montereggio, Parana, Pozzo, Mulazzo, Busatica, Filattiera e Bratto, si incontravano a primavera al passo della Cisa, tra i verdi prati appenninici, per dare vita al sacro rito dell'assegnazione delle zone in cui andare a vendere ma anche per scambiarsi preziosi consigli su come e dove reperire libri. A tal proposito, l’ideale era trovare un editore dove acquistare i resti di magazzino coi pochi soldi ricavati dalla vendita delle castagne, del formaggio e delle foglie di gelso.
Oltre agli almanacchi, utili a scandire la vita dei campi, i Pontremolesi acquistavano nell'Ottocento libri popolari. Con la gerla (una cesta in legno, vimini o viburno intrecciati a forma di tronco di cono rovesciato) piena di libri, pietre da limare e altra merce, andavano per le campagne soprattutto del nord d’Italia a vendere con mille accorgimenti i libri ai contadini.



"Aprivano per esempio una pagina qualsiasi dell’Orlando Furioso e cominciavano a declamare. Non leggevano, ma ripetevano le ottave che avevano sentito leggere da altri. I contadini, dopo essersi fatti giurare sulla Madonna dei Sette Rosari che lì dentro c’erano scritte proprio quelle belle parole, si decidevano a prendere il libro per non meno di dieci soldi" (Ibidem).


Se la vendita all'aperto presentava una serie di vantaggi rispetto ai negozi, come l'esposizione di tutta la merce e i costi di esercizio ridotti, dall'altra però bisognava fare i conti con la precarietà delle stagioni e il trasporto delle merci. Per ovviare ai tanti inconvenienti, i librai lunigianesi si affidano ai banchi stabili come punti di vendita nei luoghi più centrali delle città. I "bancarellai", poveri di capitali e costretti a praticare i prezzi bassi, puntano sul passante frettoloso, cui offrono un tipo determinato di merce: stampe, calendari, libretti religiosi, romanzi e opere teatrali. Tutti prodotti che risentono meno della concorrenza dei negozi.

Molte delle librerie del nord e centro Italia sono state aperte e, in parte, sono ancora gestite dai Pontremolesi che sono emigrati dalle balze dei monti dell’alta Lunigiana. I loro nomi appartengono tutti ad uno stesso ceppo, in quanto imparentati fra loro, e tutti, dopo aver svolto la vendita ambulante, si sono fermati con le loro bancarelle e hanno aperto negozi nelle varie città. Questi uomini abbracciarono per primi l'idea del libro venduto a basso prezzo, accessibile ad ogni borsa, e costituiscono ancora oggi, nonostante le trasformazioni subite dai loro discendenti, "una casta a parte".


«Gli appartenenti si distinguono immediatamente, hanno caratteristiche tipiche del popolo della Lunigiana, non si assomigliano ma in comune hanno l’originalità che ogni soggetto esprime in maniera propria e singolare senza mai cadere in banali imitazioni, si propongono rudi e simpatici, cordiali e suscettibili, umili e altezzosi, timidi e arroganti, ma sempre coscienti che il loro mestiere è anche una missione. Sanno che librai pontremolesi si nasce e non si diventa» (Ma cos'è, dunque, questo Premio Bancarella, «Almanacco del Bancarella 1991»)


Il Campanone a Pontremoli
L'importanza di un tale fenomeno fece sì che nell'agosto del 1952 si svolgesse il primo raduno dei Librai Pontremolesi. Scrive Oriana Fallaci: "Giunsero da tutte le parti d’Italia. Qualcuno arrivava in automobile, ma la maggior parte scendeva dal treno[...] gli uomini vestivano per lo più abiti a righe, e avevano sul panciotto, bene in mostra, la catena d’oro. Le donne, più dimesse, tenevano al braccio sinistro certe ampie borse da spesa. Erano i librai più vecchi del mondo: i capelli bianchi apparivano come distinzione necessaria in quell'adunata"
Da Pontremoli circa sessanta librai si trasferiscono a Mulazzo, dove in pineta "avevano alzato un palco alla meglio, con un microfono, quattro seggiole e una bandiera". Nel verde tra i pini sono presenti tanti bancarellai giunti dalle varie città, scrittori, editori e uomini politici. L’indomani si barricano dentro il municipio di Pontremoli e fanno il solenne giuramento. In quella sala del palazzo comunale, proprio sotto il Campanone, "le loro facce rugose apparivano, nella penombra, solenni come quelle di arcaiche statue di legno".


" 'Ed ora, amici, propongo un solenne giuramento: quello di ritrovarsi nel nostro paese, ogni anno, in un dato giorno, a questa stessa ora, finché Iddio ci conserva, e fare una bella mangiata'. Seguì un lungo silenzio; poi i librai alzarono lentamente all’altezza del viso la mano e giurarono." 


Premiazione a Pontremoli
Così nasce il Premio Bancarella, l’unico premio letterario gestito esclusivamente dai librai. Un evento che è riuscito a ritagliarsi un proprio posto tra le varie manifestazioni letterarie. Ogni anno, infatti, il penultimo sabato o domenica di Luglio, a Pontremoli, i librai si danno appuntamento in piazza per partecipare alla loro festa e assistere al rito dello spoglio dei voti da parte del notaio. La proclamazione avviene ai piedi della torre medievale di Cacciaguerra, che è simbolo di pace come deve essere un buon libro.
Un premio nel quale, quindi, quello che conta è il libro e la fiducia reciproca che si instaura tra lettori e libraiUn Premio che si vince con orgoglio.


Per questa prima tappa è tutto. È sempre emozionante fare un tuffo nel passato, ma soprattutto nella storia e spero che questo breve resoconto sia stato di vostro gradimento. Ci tengo a precisare che le varie informazioni presenti in questo articolo sono state prese dal sito dedicato al Premio Bancarella che, ovviamente, vi invito a visitare. Non perdete i prossimi appuntamenti con i #bancarellablogger!






venerdì 24 marzo 2017

Recensione 'Se mi tornassi questa sera accanto' di Carmen Pellegrino




Se mi tornassi questa sera accanto
Carmen Pellegrino


Editore: Giunti - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 231 - Prezzo: 16,00 € - eBook: 9,99€
(OMAGGIO CE)


Giosuè Pindari è un uomo antico, legato alla terra, alla famiglia e a un ideale politico. Poco alla volta, senza riuscire a impedirlo, ha perso tutto: la moglie, dopo anni in cui il male di vivere non le ha concesso che brevi tregue, è ormai preda di un irreversibile declino; il socialismo, in cui ha creduto con una tenacia e una dedizione tipicamente “appenniniche”, è stato trascinato nel fango dalla corruzione; l’amatissima figlia Lulù se ne è andata e non dà più notizie di sé. Contro la degenerazione di corpo e mente si può fare poco; contro la fine di un'utopia si può fare ancor meno, mentre a una figlia che è viva e lontana – provata dalle inevitabili incomprensioni generazionali, ma sorretta da una sensibilità ancestrale e profonda – si può comunque scrivere. È ciò che decide di fare Giosuè, affidando alla corrente del fiume le lettere per Lulù. Arriveranno mai? Non è importante saperlo. In fondo il fiume, con le sue piene improvvise, sa sempre come arrivare a destinazione… «Se mi tornassi questa sera accanto» è il memorabile incipit della poesia A mio padre di Alfonso Gatto, un verso che è già una dichiarazione: questo è un romanzo sulla distanza, a volte abissale, tra gli esseri umani, specie quelli che una volta si sono amati (o almeno così era parso). In quella distanza vive Lulù, che adesso è sulle sponde di un altro fiume, lontana migliaia di chilometri dal fiumeterra che la legava al padre. Sulla nuova riva ha conosciuto Andreone, l’uomo "leggero" che aspetta la piena e, anche lui come Giosuè, il ritorno di una donna amata e perduta. La fragile meraviglia dell'incontro con quest'uomo bislacco – l'altro, così necessario al riconoscimento di sé – rivela qui tutta la sua forza. Infatti, da quel fiume lontano, è come se Lulù rispondesse alle lettere paterne seguendo la corrente, e su un registro magico, dentro un'aura d’incantamento, cercasse la via per il perdono.



Capita, non spesso ma succede, di imbattersi in romanzi di rara bellezza, romanzi con i quali si instaura una sorta di simbiosi, si diventa un tutt'uno. "Se mi tornassi questa sera accanto" è il secondo lavoro della Pellegrino, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare grandemente con il precedente romanzo "Cade la terra". Un titolo, il nuovo, che già di per sé è l'emblema di una tacita invocazione ricolma di speranza, la speranza dell'attesa, supportata poi dall'immagine di copertina in cui è raffigurato, in maniera inequivocabile, questo senso dell'aspettare, tematica che permea ogni pagina del romanzo. 

Quando leggo diversi romanzi di uno stesso autore mi domando sempre se possa esserci una sorta di comunanza che possa legare un lavoro all'altro. Bene, nello specifico, il cosiddetto file rouge io l'ho ritrovato ed è rappresentato, secondo me, dagli elementi. Nel primo lavoro la protagonista era la madre Terra, quella che trema e che seppellisce ogni cosa che, in questo romanzo, pur continuando ad essere presente come genitrice del fiume, lascia comunque il posto ad un altro elemento: l'Acqua.
L'acqua che è vista come fonte di rinascita, che unisce, inghiotte e restituisce. A lei saranno affidate le lettere di Giosuè Pindari, un padre, per Lulù, la figlia ormai lontana.

Un raccontarsi che è quasi un confessarsi, un giustificarsi agli occhi della sua bambina, un allineare pensieri e parole affinché non restino inespressi. E sarà proprio da questi pensieri impressi su carta che emergerà la figura di un uomo di altri tempi che, pur vivendo nel presente è ancora legato, saldamente, al passato. Un uomo con un proprio ideale politico che continua a perseguire, nonostante tutto. Un uomo che colpito dalla "Grande delusione", sentendosi straniero nel suo stesso paese, ripenserà alla campagna come ad un dolce riparo, da qui il sogno della "Città dell'Ignoto Ideale" che vedrà coinvolta sua figlia e il suo futuro in prima persona. Un uomo che si contraddice quando resta senza argomenti. Un uomo con le colpe di un padre in balia della solitudine e del rammarico. Un padre che proverà a chiedere perdono a quella figlia, forse perduta, ma che spera di ritrovare, quella figlia con "...il piglio dei Pindari e l'orgoglio muto...".

Dall'altra parte troviamo proprio la figlia, Lulù, ormai diventata donna. Una giovane che aveva sempre vissuto in disparte, senza amici con cui parlare ma con una vita interiore popolata di presenze: parole e oggetti abbandonati e con una propria anima. Con la consapevolezza, poi, che in lei ci fosse qualcosa di guasto che non le permetteva di ricevere amore, perché non lo meritava, era cresciuta troppo in fretta, abbandonando gli anni dell'infanzia per prendersi cura della genitrice, Nora, una donna che dell'accezione di madre ha ben poco, una donna con l'infelicità nel sangue, vicina al dolore di chiunque si senta perduto o ammaccato, che trae consolazione dai dialoghi con gli ascoltatori muti, coloro che abitano i cimiteri: i morti, la parte più fragile dell'essere umano, quella che ha compreso l'inesistenza del concetto di immortalità, quella che i vivi occultano. 
Stanca di una vita che ha come unica amica la morte, di un padre che si erge a custode del suo futuro, di una madre che non è in grado di darle amore e di una casa, in cui aleggia il soffio delle cose perdute, Lulù lascerà la famiglia per intraprendere il proprio cammino, lontana dai propri cari.


"Si devono avere buoni ricordi per amare il silenzio, pensava Lulù, oppure non averne più. Per quando poi torneranno - lo fanno sempre - si deve avere un corpo gigantesco per non piegarsi sotto i colpi che danno."


Questo è il romanzo dell'attesa, della malinconia, della solitudine, delle colpe, delle mancanze, degli amori sfumati e di quelli traditi. Questa è la storia di un padre e di una figlia, di un legame spezzato che forse troverà il modo di essere sanato, o forse no. Il tutto raccontatoci, magistralmente, dalla voce cristallina della scrittrice, con quel timbro che ammalia e affascina al contempo. 

Con un passato che si alterna ad un presente fatto di lettere, con una scrittura pulita, limpida come acqua di fonte, quella stessa acqua che zampillando dalla terra fuoriesce a formare un fiume, con personaggi che occupano una dimensione atemporale e che pure si immergono in quella stessa acqua, perdendosi e ritrovandosi, l'autrice ci racconta di una famiglia, di un rapporto fatto di mancanze, di colpe, di distanze, dei progetti di un padre, per un futuro prospero, il più lontano possibile dall'amore, un sentimento che, anzi, viene negato, alla figlia. 
Nonostante questa negazione, saranno proprio la tenerezza e lo stesso amore, a permeare i monologhi paterni facendo sì che il lettore non riesca ad odiare quella figura di padre. Giosuè rappresenta il fallimento ma anche la voglia di rivalsa, di rinascita, perché i semi piantati torneranno nuovamente a fiorire. 

Infine, da elogiare il lavoro di ricerca dell'autrice che, nel narrato, con l'ausilio di citazioni, poesie, testi e canti ripercorre il passato mescolandolo al presente, "...la Storia con le storie immaginate, trattando il verosimile come si tratta il vero. Ho a cuore la perdita, le storie di ferite. Ho a cuore chi siede nel buio".

Un romanzo che è un piccolo gioiello, che si legge con piacere, scivolando via, pagina dopo pagina, ma rimanendo imbrigliato all'anima e al cuore di chi sa ascoltare. Un romanzo che aiuta a riflettere e che insegna come, il più delle volte, "...un semplice cambio di residenza non basta perché il presente non assomigli più al passato...", quel passato che, nonostante tutto, fa parte di ognuno di noi e ci rende quello che siamo. 





martedì 21 marzo 2017

The Hunting Word Challenge: Seconda Tappa!




Miei cari partecipanti, ben trovati! Ieri è terminata la prima Tappa della The Hunting Word Challenge, la sfida di lettura che vi farà compagnia fino alla fine dell'anno. Permettetemi di fare i complimenti ad ognuno di voi per l'impegno e la costanza. Sono molto orgogliosa di tutti, anche di chi magari non ha avuto tempo di partecipare assiduamente, in questo caso spero possiate rifarvi nella nuova tappa.

Riassumendo un po' cosa è avvenuto nel trimestre appena trascorso notiamo che alcuni concorrenti sono riusciti a spuntare tutte le dieci parole iniziali per cui, come da regolamento, ne sono state aggiunte altre tre che costituiscono la cosiddetta Triade. Vi è stata data una parola bonus ed è apparsa anche una sfida aggiuntiva (che oggi è stata aggiunta, per conoscenza, nella sezione del blog dedicata alla Challenge). Come detto più volte le sfide aggiuntive potranno essere una o due, nella tappa appena trascorsa ve ne è stata presentata soltanto una ed è quella sfida che avreste dovuto scovare voi senza essere avvertiti.
Dopo questo breve riepilogo possiamo procedere a presentare gli obiettivi del nuovo trimestre e spero vivamente che continuiate a divertirvi! Se qualcuno vorrà aggiungersi in corsa potrà farlo iniziando a giocare da questa tappa (iscrizioni qui).



SECONDA TAPPA
dal 21 Marzo al 20 Giugno


Ora, dimenticate tutte le parole precedenti perché ha inizio oggi la Seconda Tappa che si concluderà alle ore 18:00 del 20 Giugno. Questo vuol dire che, come già sapete, potrete inviare le vostre recensioni entro tale orario. Tutto ciò che arriverà successivamente alle suddette non verrà preso in considerazione.

Il modo di giocare rimane invariato ma vi ripeto ogni cosa in modo che non abbiate nessun tipo di problema o dimenticanza.


1) Dovrete scegliere un libro (e per libro si intende un libro di minimo 150 pagine, a tal proposito faranno fede le schede Amazon e Goodreads, non singoli racconti, fumetti e varie ed eventuali, né riletture!) che abbia: 

- quella stessa parola nel titolo; (3 PUNTI)
- una o più parole nel titolo che siano ricollegabili per significato o idea; (1 PUNTO)
- quella stessa parola disegnata in copertina; (5 PUNTI)


Piccolo esempio: se una delle parole date fosse LUNA/LUNE potreste leggere "La luna e i falò" di Cesare Pavese oppure "Cinder. Cronache lunari" di Marissa Meyer oppure "Blue" di Kerstin Gier (che ha una luna rappresentata in copertina!).

Osservazione 1: potrete cambiare il numero della parola, cioè usarne il singolare o il plurale, ma non il genere, quindi se la parola è al femminile singolare, potreste utilizzarla al femminile plurale, ma non al maschile. 
Piccolo esempio: se la parola fosse Regina, Regine andrebbe benissimo, ma non Re!

Osservazione 2: nel caso in cui leggiate in lingua le parole non possono essere tradotte, quindi rimangono in italiano e, di conseguenza, non le troverete mai nel titolo. Tuttavia potreste usare il libro in lingua nel caso in cui la parola fosse raffigurata in copertina, quindi sarebbe l'unico caso possibile. Ovviamente a lettura in lingua corrisponde recensione in italiano. Questo concetto si estende anche a libri che in italiano presentano il titolo in una qualsiasi altra lingua (ad esempio "Chocolat" di Joanne Harris ha un titolo straniero per cui potrebbe essere usato solo per la raffigurazione!)


2) Se prima della fine della tappa, quindi 20 Giugno, ci sarà un primo giocatore, tra tutti i partecipanti, che avrà completato l'intero giro di 10 parole (10 PUNTI BONUS + premio, ovvero un eBook a scelta da un elenco proposto che riceveranno tutti coloro che completeranno l'intero giro delle 10 parole) troverete un nuovo post che, oltre a comunicarvi la lieta novella, annuncerà l'aggiunta di altre 3 parole, un po' più difficili. A questa triade potranno accedere solo i giocatori che avranno spuntato le 10 parole iniziali e il punteggio base, al completamento di una delle tre parole, si triplicherà.

Piccolo esempio: completato il giro delle 10 parole, se una delle nuove tre scelte fosse SOLE/SOLI e voi leggeste un libro con quella stessa parola nel titolo otterreste 9 PUNTI, se la parola fosse ricollegabile per significato o idea 3 PUNTI, se fosse rappresentata in copertina 15 PUNTI. Se spuntate tutte e tre le parole avrete altri 30 PUNTI BONUS.


3) Infine nel corso di ognuna delle 4 tappe verrà pubblicato un post contenente una parola bonus che potrete spuntare in qualsiasi momento, anche se non avrete completato le 10 parole iniziali e che vi permetterà di acquisire 15 PUNTI EXTRAAttenzione però, in questo caso specifico la parola dovrà essere contenuta, precisa ed identica, solo ed esclusivamente nel titolo (non varrà né il collegamento per significato o idea, né la raffigurazione in copertina). Se si tratta di singolare dovrete trovarla al singolare così come nel caso del plurale.

Occhio anche alle sfide aggiuntive che, nel corso di ogni tappa troverete da un minimo di una ad un massimo di due, per le quali non sarete avvertiti in alcun modo e che quindi dovrete scovare sul blogOvviamente una volta individuate non dovrete farne parola con gli altri partecipanti pena la squalifica!
In ognuna di esse troverete pubblicate tutte le spiegazioni necessarie e potrete partecipare anche se non avrete spuntato tutto l'elenco delle 10 parole iniziali!



PUNTEGGIO

Ricapitoliamo le varie modalità per l'acquisizione dei PUNTI:
  • per ogni libro letto con la parola data nel titolo - 3 PUNTI;
  • per ogni libro letto con una o più parole ricollegabili per significato o idea nel titolo - 1 PUNTO;
  • per ogni libro letto con quella stessa parola raffigurata in copertina - 5 PUNTI;
  • per ogni libro che abbia la parola esatta nel titolo o una ricollegabile ed anche la raffigurazione in copertina della parola data (quindi non della ricollegabile), oltre al solito punteggio di 3 o 1 + 5 Punti, se ne aggiungeranno altri - 6 PUNTI BONUS(non è contemplato il caso di una doppia parola per uno stesso libro. Deciderete voi quale delle due spuntare in modo da leggere un libro per ogni parola!)
  • al completamento delle 10 parole - 10 PUNTI BONUS;
  • solo nel caso della triade i punti triplicheranno - 9 PUNTI/ 3 PUNTI/ 15 PUNTI;
  • solo al completamento della triade - 30 PUNTI BONUS;
  • parola bonus - 15 PUNTI EXTRA:
  • sfide aggiuntive a sorpresa - PUNTI EXTRA da definire di volta in volta.

Vi ricordo, perché questo passaggio vi sfugge di continuo, che l'eventuale ricollegabilità vale solo ed esclusivamente per il titolo, non per la raffigurazione. Per questo motivo, se dovessi darvi delle parole che indicano dei concetti astratti non rappresentabili, fatevene una ragione perché non potrete mai trovarli raffigurati, si tratterebbe di un collegamento e quindi non valido!