sabato 30 dicembre 2017

Un anno se ne va...



Ed anche questo anno volge al termine e, come per lo scorso, è tempo di tirare le somme e fare bilanci. Il 2017, in ottemperanza a quelle ultime due cifre che lo caratterizzano e lo rendono unico almeno per il prossimo secolo, un po' di sfortuna se l'è portata dietro.
Iniziato nel migliore dei modi, si è poi perso per strada come un po' mi aspettavo. Non sono una fan dei pronostici, men che meno degli oroscopi, indi per cui non ci avevo tanto creduto.

Eppure questo 2017 è stato l'anno delle rivelazioni. Nella sua bruttezza è stato portatore di piccole verità a cui avrei dovuto essere abituata (dopo anni di esperienza il callo ancora non l'ho fatto, a quanto pare!). Forse lo considero negativamente proprio per questo, perché mi ha aperto gli occhi ancora una volta, insegnandomi che le favole con il lieto fine non esistono e che bisogna sempre andarci con i piedi di piombo.
Non sono una che ama parlare e sbandierare ai quattro venti quello che pensa, non ho manie di protagonismo, piuttosto sono una che incassa e in punta di piedi lascia la scena. Ed è un po' quello che è successo nei mesi passati. Ovviamente se ve ne parlo è perché quanto accaduto non riguarda tanto il mio vissuto personale (altrimenti non sarei qui a fare questo lungo discorso) quanto proprio la blogosfera.
Ci ho messo qualche mese a metabolizzare il tutto ed oggi sono consapevole del fatto che forse questo 2017 io dovrei ringraziarlo perché, ancora una volta, mi ha permesso di crescere. Le sue delusioni, i sogni spezzati, le scelte inaspettate, le machere cadute e i rapporti interrottisi sono tanti altri tasselli che, non solo mi hanno aperto gli occhi, ma messi insieme vanno a formare quella che sono, nel bene e nel male.

Un anno di crescita, quindi, non solo anagrafica ma anche caratteriale. Un anno disastroso in termini di amicizie ma non di letture. Come vi avevo preannunciato, infatti, il 2017 sarebbe un po' stato l'anno delle sperimentazioni di genere, un uscire, ogni tanto, dalla comfort zone per provare letture non proprio vicine al mio io lettrice. Cosa è successo? Ebbene, ho scoperto che ci sono generi che fino a questo momento avevo bellamente snobbato perché non abbastanza nelle mie corde salvo poi scoprire che, ad esempio, una vena fantasy scorre in me. Sì, diciamo che la scoperta più eclatante è stata proprio la mia passione verso il genere fantasy. Ma il 2017 è stato anche un anno di conoscenza di nuovi autori, di incontri letterari, di trasferte, di sorrisi, di mani che si stringono, di abbracci, di sguardi che, in fondo, potrebbe essere bello non dimenticare. 

Ed ora ecco la parte che un po' tutti aspettavate, quella in cui fare un bilancio delle letture. Il 2017 è stato un anno molto ricco di pagine inchiostrate, di emozioni forti e coinvolgenti. Avevo fissato una meta di 100 libri su Goodreads, come già era avvenuto lo scorso anno, ne ho letti solo 74, battendo così il record passato, e mi accingo a riprovarci, fiduciosa che quest'anno sia quello giusto per sfidare me stessa in termini di quantità ma, soprattutto, di qualità.
Come già avveniva lo scorso dicembre, arrivati a questo punto, è più che difficile stilare un elenco di letture che possano essere definite le "migliori". Per quanto uno ci provi, qualcuna resta sempre fuori. Allora ho deciso di proporre una piccola selezione di letture del cuore, quelle che avranno sempre un posto speciale nella mia biblioteca; accanto ad ognuna troverete un piccolo stralcio della mia recensione:






"Questo romanzo è una vera e propria presa di coscienza. Tra le pagine prendono piede diverse storie, ognuna dotata di una propria autonomia ma ben legate al contesto generale attraverso una fitta trama intessuta con maestria ed eleganza, alla francese, e mai stucchevole. Questo è anche il romanzo della consapevolezza attraverso il quale il lettore in primis sarà chiamato a rapportarsi al mondo dell'anzianità con occhi diversi, andando al di là della semplice idea seconda la quale l'anziano rappresenta, agli occhi di chi osserva, l'intero ciclo della vita. Comprenderà come dietro quei volti, quei capelli grigi ci siano delle persone che sono state giovani, hanno fatto dei progetti, hanno amato, fatto delle scelte, costruito una vita intera."











"Con uno stile semplice ed ammaliante, arricchito dalle sonorità del dialetto napoletano che rendono la lettura quasi musicale, Lorenzo ci insegna che, il più delle volte, anche noi annodiamo la nostra vita a formare un gomitolo la cui struttura è completamente diversa da quella che ci aspettavamo. E per fare ciò si serve di personaggi che bucano la pagina, un coro di voci che ti si insinuano nelle orecchie e che, quando tutto è compiuto, li immagini ancora lì, pronti a restare. Loro ce l'hanno fatta a sbrogliare la matassa.
Ed è per questo motivo che il romanzo è un riconciliarsi con se stessi e con le brutture della vita. Un romanzo che tra un respiro e un battito di ciglia, smuove qualcosa nel lettore portandolo, inevitabilmente, a sorridere ma anche a versare lacrime."



venerdì 22 dicembre 2017

5 Cose Che...: "5 libri che vorrei trovare sotto l'albero"


Rubrica a cadenza occasionale ideata dal blog Twins Books Lovers con protagonisti i libri



Finalmente è arrivato Natale, il periodo più magico dell'anno, ed è anche venerdì. Questo vuol dire che è tempo di lasciare spazio alla rubrica 5 Cose Che..., ideata da Giorgia e Debora del blog Twins Books Lover (se voleste partecipare, il link precedente rimanda alla pagina delle iscrizioni), che questo mese è stata ricca di argomenti davvero interessanti e soprattutto a tema.
Ebbene, quello scelto per questo venerdì che precede il Natale non poteva che essere...



... 5 LIBRI CHE VORREI TROVARE SOTTO L'ALBERO





CHIAMATE LA LEVATRICE
- Jennifer Worth-

La cronaca, quasi un diario, delle giornate di una levatrice nell'East Side di Londra inizi anni Cinquanta. Con lei si entra nella realtà delle Docklands, vite proletarie che sembrano immagini della plebe ottocentesca più che cittadini lavoratori del democratico Novecento. Si entra in questa desolazione impensabile con una voglia di verità quotidiana raramente riscontrabile in un libro, ma anche con una rispettosa allegria, con la sicura fiducia che quel mondo stia per finire, senza rimpianti, grazie ai radicali cambiamenti apportati dal Sistema sanitario nazionale appena nato. Come poi fu, almeno fino ad oggi. La fresca verve di Jennifer Worth, nel trattare una materia così cruda, crea una formula ingegnosa (e di grande successo sia letterario che come fiction televisiva). L'eroismo quotidiano di interventi clinici spesso drammatici, si mescola alla denuncia sociale, alla fiamma inestinguibile dei sentimenti umani, e alla ricchissima quantità di storie e ritratti. Accanto a questi, la galleria, tenera, nobile e a tratti comica, delle giovani levatrici e delle suore del convento di Nonnatus House, da cui le ragazze dipendevano professionalmente e dove abitavano. Su questa testimonianza aleggia un lieve "effetto Dickens" con un tocco di innocente gaiezza, che però non nasconde un monito evidente a favore delle politiche sociali solidaristiche, a non smantellare, per la scarsa memoria del passato, gli strumenti che hanno permesso di diffondere dignità umana.






LA BASTARDA DEGLI SFORZA
- Carla Maria Russo -

1463. In una Milano splendida e in subbuglio dopo l'ascesa al potere di Galeazzo Maria Sforza, tiranno crudele e spietato ma anche amante delle arti e della musica, nasce Caterina, figlia illegittima di Galeazzo, la quale fin da bambina dimostra qualità non comuni e uno spirito ribelle: impossibile imbrigliarla nell'educazione che sarebbe appropriata per una femmina, ama la caccia, la spada, la lotta. Una sola regola sua nonna Bianca Maria riesce a inculcarle nell'animo: la necessità, per una nobildonna, di pagare il privilegio della sua nascita accettando il proprio destino, qualunque esso sia, per il bene del casato cui appartiene, anche a costo di tradire la propria natura. Per questo, quando è costretta a nozze forzate per salvare il ducato da una pericolosa guerra scatenata dal papa Sisto IV, Caterina subisce il matrimonio e, con esso, gli orrori perpetrati dal marito, che si rivela tanto violento quanto pavido e imbelle. Quando però, dopo la morte improvvisa di Sisto IV, loro protettore, si troverà coinvolta in una serie di feroci scontri tra gruppi di potere e opposte fazioni, il suo palazzo assalito e distrutto, la vita sua e dei figli in gravissimo pericolo, ritroverà lo spirito battagliero e il coraggio indomabile di un tempo e combatterà come e meglio di un uomo, lasciando un segno così indelebile nella vita di chi la ama e di chi la odia da guadagnarsi l'appellativo di Tygre.


giovedì 21 dicembre 2017

The Hunting Word Challenge: gran finale con podio!



*Piccolo siparietto, tanto per restare in tema*
"Ma come, è già finita?" "E certo! Un anno è già passato, non abbiamo
mica pettinato le bambole in questi mesi!"
"Ne sei sicura?" *Io sì, tu non so mica"
"Ma quindi...?" "Quindi ci siamo..."



Buongiorno lettrici e lettori, il post di oggi è dedicato a tutti coloro che hanno preso parte alla The Hunting Word Challenge, la sfida di lettura che vi ha fatto compagnia (si spera!) nel corso di tuuutto il 2017 e che si è conclusa proprio ieri pomeriggio alle ore 18:00.
Per me è stata la prima esperienza come organizzatrice, avevo avuto modo di prendere parte alle varie challenge che vengono organizzate annualmente, lo faccio tutt'ora, ma trovarsi dall'altra parte della barricata è stata una novità assoluta.
Una novità che ha anche richiesto molto impegno, pazienza, costanza, ma soprattutto molto tempo. Ho capito che è proprio per questo motivo che la maggior parte delle challenge di lettura viene organizzata da più persone che cooperano tra loro al meglio per essere non solo sempre presenti, ma per garantire un ottimo risultato.

Molti di voi mi hanno chiesto se avrei organizzato una challenge anche per il 2018 ma, come avrete capito essendo già al 21 di Dicembre, la cosa non si farà per un motivo molto semplice: il tempo.
Purtroppo quest'anno, dopo esattamente dieci anni dalla prima immatricolazione e cinque dalla seduta di laurea, dovrò tornare tra i banchi dell'università per giocarmi il mio futuro (che detta così suona tipo minaccia di morte ma ovviamente non lo è) e, conseguentemente, dovrò concentrarmi sullo studio e sulla preparazione del successivo concorso. Molto probabilmente rallenterà anche l'attività del blog ed è per questo che non ho voluto imbarcarmi in un'avventura che avrebbe richiesto una certa continuità e presenza che, al momento, non posso assicurare.
Ovviamente mi dispiace moltissimo perché relazionarmi con voi e leggervi è stato bello, interessante e illuminante. Ho capito l'importanza della diversità dell'essere lettori, di come si possa essere differenti per scelte di lettura, di come si possano avere idee dissimili o simili su uno stesso titolo. Avete allungato la mia WL suggerendomi romanzi che, magari, non avrei mai preso in considerazione. Mi avete dato molto, inconsapevolmente, e spero di avervi spinti a superare anche i vostri limiti, spingendovi ad approcciarvi a nuovi generi. Vi chiedo scusa se su qualche decisione non siete stati d'accordo, io, dal canto mio, ho cercato di applicare sempre lo stesso metro di giudizio, attenendomi al regolamento di base, ma se così non dovesse essere stato lasciate che mi trinceri dietro la classica frase: errare è umano.

Dopo questa parentesi, luuunga ma doverosa, lasciate che faccia i complimenti a tutti coloro che hanno accettato il guanto di sfida e deciso di giocare con me, dal primo all'ultimo, da chi è rimasto fino alla fine a chi ha deciso di interrompere il cammino anzitempo, da chi ha partecipato assiduamente a chi lo ha fatto meno o per nulla. La vostra presenza l'ho percepita e continuo a percepirla. Adesso potrò gettare la maschera dell'imparzialità, indossata fino a questo momento, e godermi le amicizia nate in sordina, tra un quesito e l'altro, tra una immagine di copertina e una parola nel titolo...

...Ebbene, i tempi sono maturi, le menti prima e le calcolatrici poi hanno svolto il ruolo che compete loro, i numeri si sono accavallati gli uni agli altri e le somme hanno decretato i seguenti vincitori che si porteranno a casa i premi che già conoscevate ma che vi ripeto con piacere:

  • PRIMO CLASSIFICATO: buono Amazon del valore di 20 €;
  • SECONDO CLASSIFICATO: buono Amazon del valore di 10 €;
  • TERZO CLASSIFICATO: buono Amazon del valore di 5 €.


venerdì 15 dicembre 2017

Recensione 'Ritratto di donna in cremisi' di Simona Ahrnstedt





Ritratto di donna in cremisi
Simona Ahrnstedt


Editore: Sperling & Kupfer - Genere: Romanzo Rosa
Pagine: 433 - Prezzo: 19,90 € - eBook: 6,99€



Stoccolma, 1880. È una sera di dicembre e la città è come incantata sotto una coltre di neve. Nel foyer luccicante del Teatro dell'Opera, gremito di dame in abiti eleganti e gentiluomini dell'alta società, un uomo e una donna si incontrano. Lei è Beatrice Löwenström, dai meravigliosi capelli rosso fuoco e il viso spruzzato di lentiggini, una ragazza volitiva e ribelle che mal sopporta le rigide convenzioni borghesi degli zii con cui vive. Lui è Seth Hammerstaal, lo scapolo più discusso della città, con un debole per le belle donne e per le regole da infrangere. Un incontro fuggevole, eppure destinato a cambiare per sempre due vite. Perché quella sera nasce la più travolgente passione che la fredda Stoccolma abbia conosciuto: da allora le strade di Seth e Beatrice si incrociano più volte. Seth è incantato dall'intelligenza di Beatrice, una donna che non assomiglia a nessun'altra, e Beatrice spaventata e insieme sedotta da quest'uomo affascinante e inaffidabile, che non ha mai vissuto secondo gli schemi. Lungo le vie scivolose per la brina, dinanzi alla baia ghiacciata scintillante di luci, tra convegni notturni e passeggiate in carrozza, si consuma così un amore segreto, e per questo ancor più bruciante. Ma su Beatrice sono già stati fatti progetti e conclusi accordi che non includono né la libertà, né la felicità e tantomeno Seth... Traboccante di passione, con il passo ammaliante di un classico, "Ritratto di donna in cremisi" è un'indimenticabile storia d'amore.



Nell'ultimo periodo, in fatto di letture, ho iniziato ad alternare alle novità anche titoli pubblicati già da qualche tempo, con l'intento di smaltire un po' di arretrati che giacciono, impolverati, sugli scaffali della mia libreria. Il libro della Ahrnstedt fa parte di questa categoria e devo ammettere che mi ha fatto molta compagnia durante lo scorso weekend.

Appartenente al genere romance, che si riflette in quella che è la caratteristica peculiare, ovvero la narrazione di una storia d'amore con tanto di intrighi e macchinazioni, il romanzo in questione presenta alcuni aspetti formali e strutturali propri della fiaba, che si riflettono nella caratterizzazione dei personaggi che svolgono un ruolo ben preciso nel contesto narrativo. Oltre al fatto che è corredato di una serie di sfumature che lo rendono molto vicino al genere storico, soprattutto per ambientazioni.
La storia, in effetti, prende piede nel freddo nord: siamo a Stoccolma nel 1880, e ci racconta, come ogni romance che si rispetti, una storia d'amore alquanto travagliata.

In una società in cui le donne devono accettare che è l'uomo a sapere cosa sia meglio per loro, in quanto mente pensante della donna stessa, Beatrice Löwenström, rappresenta l'eccezione alla regola. Diciottenne dai capelli rosso fuoco e dal viso cosparso di efelidi, orfana di entrambi i genitori e per questo cresciuta dallo zio paterno insieme ai cugini Sophia ed Edvard, Beatrice ha un carattere ribelle, mal sopporta le rigide convenzioni borghesi e si dedica allo sviluppo culturale del proprio intelletto nonostante sia, appunto, una donna. Proprio per questo motivo viene educata dallo zio a suon di verga, quello stesso zio che, a causa di problemi economici, venderà la verginità di sua nipote al conte Rosenschiöld promettendogliela così in moglie. Beatrice, all'oscuro di questo accordo, si imbatterà nello scapolo più discusso della città, Seth Hammerstaal, innamorandosene e venendo, a sua volta, ricambiata.

Come accennato precedentemente, gli elementi fiabeschi sono ravvisabili nella caratterizzazione dei personaggi. Colta, istruita, raffinata, sognatrice dall'eloquio pungente, Beatrice è l'eroina femminile del romanzo e, come tale, colei cha va incontro al pericolo. A lei si interfaccia Seth, uomo solitario, scaltro, ricco ed affascinante. Uno scapolo ambito, capitalista spregiudicato che costruisce i suoi successi sui fallimenti altrui e che svolge, nella vicenda, la funzione di eroe coprotagonista. Saranno i loro punti di vista a farla da padroni nel corso della narrazione. Ovviamente non poteva certo mancare la matrigna con le due sorellastre: la prima, impersonata da una figura maschile, lo zio della fanciulla, e le seconde dai due cugini, Sophia per la buona ed Edvard per la cattiva. Così come ritroverete l'antagonista, il cattivo, i cui panni saranno indossati dal grottesco e ripugnante conte Rosenschiöld. Manca sicuramente l'elemento magico ma non le fatine che, impersonate da diverse figure secondarie, aiuteranno la protagonista nella sua impresa. 

Strutturalmente parlando, l'intreccio della storia è tra i più semplici e i più scontati. Le strade dei due protagonisti tenderanno ad unirsi e separarsi continuamente, in balia di forze avverse, fino al famoso lieto fine perché, è innegabile, ce lo si aspetta dall'inizio e, come è giusto che sia, si viene accontentati. Nonostante si riesca ad intuire sin dal principio cosa accadrà nel corso della lettura, il romanzo coinvolge totalmente il lettore e si lascia leggere con fluidità, complice anche uno stile semplice, caratterizzato da periodi brevi e dalla giusta quantità di descrizioni, e le carismatiche figure che calcano la scena. Violenza e sentimenti sono spesso esplicitati in maniera abbastanza evidente ma il livello di sangue, nel primo caso, e di erotismo, nel secondo, non turbano affatto il lettore.

Spesso, quando si parla di romance, si pensa solo ed esclusivamente al carattere romantico del libro e al fatto che non possano essere affrontati temi importanti o particolari. Nel caso specifico così non è perché, tra feste da ballo, corsetti troppo stretti e acconciature alla moda, si concede ampio spazio ad una tematica storica molto importante come il ruolo ricoperto dalla donna nel 1800. La donna vista come un essere che non può dedicarsi al lavoro intellettuale perché causa di indebolimento, più della mancanza di cibo, e di malattie. Il suo è un ruolo passivo, deve onorare il marito e la casa altrimenti non potrà essere felice.

Un romanzo che è una miscela di ingredienti come la passione, il tradimento, l'inganno, l'ingiustizia e il riscatto. Un romanzo godibile e di compagnia quando si vuole staccare la spina o quando, semplicemente, si vuole provare qualcosa di diverso!





martedì 12 dicembre 2017

Recensione 'Assassinio sull'Orient Express' di Agatha Christie


Buongiorno lettori e benvenuti nel mio angolino! Dopo una lettura abbandonata a metà strada (quella della Maraini, per chi se lo stesse chiedendo), ho deciso di tornare nella mia comfort zone ed è proprio per questo motivo che, oggi, vi propongo la recensione di un romanzo appartenente ad uno dei miei generi letterari preferiti. Ovviamente non potevo che farlo in grande stile in compagnia di uno degli investigatori più famosi a livello mondiale, Hercule Poirot, e della sua progenitrice, Agatha Christie, la regina del giallo. Buona lettura!




Assassinio sul'Orient Express
Agatha Christie


Editore: Mondadori - Genere: Giallo
 Pagine:278 - Prezzo: 10,00 € - eBook: 4,99€


Salito a bordo del leggendario Orient Express, l'impareggiabile investigatore Hercule Poirot è costretto a occuparsi di un efferato delitto. Mentre il treno è bloccato nella neve, infatti, qualcuno tra i passeggeri pugnala a morte il ricco signor Ratchett. Evidentemente l'assassino deve nascondersi fra i viaggiatori, ma nessuno di loro sembra avere motivo per commettere il crimine. Un'indagine complicata attende l'infallibile detective.







Mentre mi accingo a scendere da uno dei treni più famosi nella storia della letteratura, l'Orient Express, con un piede ancora sul predellino metallico e le porte del vagone ristorante che si chiudono alle mie spalle, ripenso all'ingegno di quell'ometto dai baffi impomatati, alla sua orazione finale, e al fatto che leggere le sue avventure, nate dalla penna di una delle mie autrici preferite, sia sempre un tornare a casa, in un porto sicuro.  

L'Orient Express, messo in servizio alla fine del 1800, è stato un treno passeggeri a lunga distanza che collegava Istanbul a Parigi, un treno che lo stesso Poirot si ritroverà a prendere, in maniera del tutto casuale, per far ritorno a casa. Un treno che, sul vagone Istanbul-Calais, vedrà consumarsi un efferato omicidio. Dodici coltellate squarceranno il petto di Monsieur Ratchett, un delitto non pulito con colpi vibrati a casaccio e, molto probabilmente, sferrati non da un unico assassino. Sarà la doppia identità del defunto, il riaffiorare di alcuni episodi del suo passato, ad instradare l'indagine dell'investigatore belga anche se, almeno all'apparenza, nessun passeggero sembrerebbe essere implicato nella vicenda. L'unica certezza, tuttavia, è che l'assassino debba trovarsi necessariamente ancora sul treno che, fermo nella neve ed incapace di ripartire, non ha permesso una via di fuga al responsabile. 

Pubblicato in Italia nel lontano 1935, Assassinio sull'Orient Express costituisce, per gli amanti del genere, un vero e proprio rompicapo in cui, nonostante si presti la giusta attenzione, non si riesce a scoprire nulla prima del tempo, anzi si tende a cambiare opinione più e più volte. Ciò che colpisce sin da subito è la scelta del luogo in cui ambientare la vicenda, un luogo chiuso, un treno fermo nella neve, che funge da palcoscenico per l'intera narrazione, nonché i personaggi o, per essere più precisi, il loro numero in quanto nessuno può scendere dal mezzo di locomozione o salirvi. Questo vuol dire che gli indizi e gli eventuali indiziati sono tutti lì, bisogna semplicemente rimettere ordine al tutto per poter arrivare alla verità. Ed è proprio per questo motivo che, strutturalmente, l'opera viene pensata nella maniera più classica possibile: una prima parte in cui si verificano i fatti, una seconda in cui dare avvio alle deposizioni vere e proprie ascoltando le voci dei diversi passeggeri ed infine una terza contenente le riflessioni dello stesso Poirot che sono, più che altro, un voler mettere in ordine le testimonianze raccolte con l'intento di scorgervi comunanze o discordanze che possano condurre alla risoluzione del caso. 

Colui che tiene le fila del discorso, che riesce ad imprimergli una certa logicità grazie alle sue capacità investigative, ma soprattutto deduttive, è Hercule Poirot. È innegabile che il suo personaggio, dotato di acume, calma ed ingegno, prenda il sopravvento sugli altri personaggi, nonostante la loro caratterizzazione, supportata dai vari interrogatori che ci permettono di conoscerli meglio, non manchi di nulla. Saranno proprio i loro atteggiamenti, le loro espressioni, le loro reazioni, che guideranno Poirot alla risoluzione del caso. Una risoluzione che, come in tutte le sue indagini e più in generale tutti i romanzi della Christie, si basa unicamente su logica e deduzione

Poirot è un grande oratore ed è proprio con il suo fluente eloquio che, in maniera scorrevole e precisa, ci condurrà nei meandri di un caso che, pagina dopo pagina, si farà sempre più complesso. L'autrice getta un vero e proprio guanto di sfida al lettore, cerca di coinvolgerlo sin dal principio proponendogli un giallo all'apparenza scontato e di facile risoluzione, salvo poi aggiungere, con grande abilità, nuovi pezzi di verità, nuovi indizi, che rendono la soluzione del quadro d'insieme sempre più difficile. 

Il punto di forza è lo stile che, nella sua semplicità, è dotato di un ritmo incalzante e accattivante, un raccontare in cui le parti dialogiche hanno un peso preponderante rispetto alle narrative andando a coinvolgere in maniera più diretta il lettore e facendo in modo che la storia proceda speditamente. A ciò si accompagna la descrizione di alcuni particolari che mettono chi legge di fronte ad alcuni aspetti ovvi che tendono continuamente a ribaltarsi andando a perdere quello stesso senso di ovvietà che ne costituiva quasi una certezza, per non parlare poi dell'arma del delitto, un pugnale, che può essere usato da chiunque, forte o debole, e che non fa rumore.

In questa che forse è una delle più famose avventure con protagonista uno degli investigatori più ammirati dagli amanti del genere, vi ritroverete a fare i conti con un delitto perfetto, un delitto studiato a tavolino, con cura, un delitto che porta tutte le tracce di quella che è una mente fredda e decisa e che ha tutta l'intenzione di non farsi smascherare. E voi, siete pronti ad accettare la sfida?





lunedì 4 dicembre 2017

Recensione 'L'assassinio di Florence Nightingale Shore' di Jessica Fellowes





L'assassinio di Florence Nightingale Shore
Jessica Fellowes


Editore: Neri Pozza - Genere: Giallo
 Pagine: 391 - Prezzo: 18,00 € - eBook: 9,99€
(Omaggio CE)


Il 12 gennaio 1920 l'infermiera Florence Nightingale Shore ore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell'ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello, È l'ultima volta che qualcuno la vedrà viva. Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannion salta giù da un treno in corsa per sfuggire all'opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolano sempre dal naso. Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell'Oxfordshire, dove la ragazza deve sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la prestigiosa famiglia Mitford. Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento. Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l'aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello dell'infermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton. Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di gialli ambientati nell'Inghilterra degli anni venti e trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford.



A quanto pare, in ambito letterario, il cognome Fellowes è sinonimo di garanzia. Jessica Fellowes, l'autrice del romanzo di cui sto per parlarvi, non è altro che la nipote di Julian Fellowes, famoso per opere quali Downton Abbey e Belgravia, sempre edite dalla casa editrice Neri Pozza.
Tralasciando però questo piccolo aspetto, che voleva essere solo una precisazione, devo confessarvi che, quando ho scoperto che ci sarebbe stata la pubblicazione del suddetto romanzo, ho sentito quasi l'esigenza di doverlo leggere un po' per soddisfare il mio personalissimo gusto di lettrice, un po' per potervene poi parlare. Le aspettative erano altissime, sì, ma sono state pienamente soddisfatte.

È indubbio che l'autrice ha una grandissima capacità narrativa, di quelle che tengono incollato il lettore, con il fiato sospeso, dalla prima all'ultima pagina, e questo lo si comprende sin da subito. Così come è indubbio che lo stesso lettore si senta perfettamente calato nel contesto storico e culturale che gli viene magistralmente presentato, quasi fosse un piccolo insetto onnisciente che tutto vede e tutto sa, eccetto chi sia il colpevole.

Florence Shore e Mabel Rogers
L'assassinio di Florence Nightingale Shore è, infatti, il primo romanzo di una serie di sei gialli nei quali saranno presentati casi di omicidi realmente accaduti ma che nella realtà non hanno trovato una risoluzione. Trovo l'idea davvero geniale, non solo perché l'autrice basandosi su fatti e prove reali propone un'indagine in versione romanzata che in qualche modo possa condurre ad una pseudo verità, ma soprattutto perché pone l'attenzione su fatti di cronaca del passato che, riportati alla luce, si pongono l'obiettivo di far conoscere e omaggiare queste figure che non hanno ottenuto giustizia. 
Perché proprio sei romanzi? Ebbene, il numero non è affatto casuale perché fa riferimento a quelle che saranno le protagoniste degli stessi, ovvero le sei sorelle Mitford, Nancy, Pamela, Diana, Unity, Jessica e Deborah, giovani controverse e alla moda se si pensa al periodo storico, sociale e politico del 1900.
Associare a queste sei figure il termine di protagoniste, per la verità, non è propriamente corretto. Bisognerebbe piuttosto considerarle delle coprotagoniste in quanto non primeggiano sulla scena e il racconto non ruota attorno ad esse, ma, al contempo, non hanno nemmeno un ruolo marginale. Sarà proprio grazie all'intervento di una delle sei sorelle che i vari casi troveranno una loro risoluzione.
In questo primo romanzo la sorella coprotagonista non poteva che essere la maggiore, Nancy, che si porrà al fianco di quella che, a mio avviso, indossa i panni della vera e propria protagonista: Louisa Cannon.

Louisa costituisce l'elemento di contatto tra le varie figure che calcano la scena. Rappresenta il collegamento con la stessa Nancy, in quanto lavora come cameriera addetta alla nursery per la famiglia Mitford; rappresenta il collegamento con Guy Sullivan, l'allampanato agente della polizia ferroviaria che la soccorrerà durante la fuga da suo zio Stephen e che diventerà essenziale per la risoluzione del caso; ma rappresenta anche il collegamento con la stessa vittima, l'infermiera Shore, in quanto sarà Louisa, da profana, a farsi carico della vera e propria indagine, supportata dalle altre due figure: Guy e Nancy. Il punto di forza è costituito proprio dai personaggi che, sottovalutati dalla società, ma dotati di intelligenza e perspicacia, riescono a rialzarsi garantendosi un vero e proprio riscatto, una vera e propria rivincita su quella che è stata la loro esistenza fino a quel momento.

Le sorelle Mitford
Il romanzo, presentatoci come giallo, per via del caso di omicidio che viene strutturato in maniera ineccepibile e rispettosa, senza quelle forzature che avrebbero potuto renderlo poco verosimile, presenta molte sfumature di genere. L'assassinio funge, infatti, da pretesto per presentarci un quadro molto più complesso, delle storie che, perseguendo un proprio filone, arrivano ad intrecciarsi tra loro, capitolo dopo capitolo, in maniera molto naturale, complice anche uno stile ricercato, efficace ed ammaliante.

Con sullo sfondo un'Inghilterra schiacciata dal peso della guerra, dosando in maniera eccellente realtà storica e finzione letteraria, l'autrice ci offre una narrazione dai connotati netti e precisi. Uno spaccato della vita inglese che tra balli, ricevimenti, piste investigative ed interrogatori, saprà soddisfare non solo il lettore amante del genere giallo ma anche, e soprattutto, dello storico.





domenica 3 dicembre 2017

Monthly Recap Novembre!


Rubrica a cadenza mensile per riepilogare quanto avvenuto nel mese appena trascorso



Buona domenica lettori e benvenuti nel mio angolino! Da qualche giorno abbiamo accolto, trepidanti, il mese di Dicembre che è sinonimo del Natale tanto atteso. Questo è sicuramente il periodo dell'anno che preferisco: l'aria che si respira, la temperatura vicina allo 0, lo stare in famiglia tutti insieme, le letture accanto al caminetto cullati dal tepore delle fiamme. Insomma credo di aver reso abbastanza l'idea...
Bene, per un mese che inizia ce n'è uno che finisce e questo vuol dire che è tempo di dare uno sguardo a quanto accaduto, in termini librosi, nel mese di Novembre per cui mettetevi comodi in modo che possa illustrarvi il tutto...




LETTURE E RECENSIONI


Alla fine dello scorso appuntamento con la rubrica Monthly Recap proponevo la mia solita TBR librosa per il mese di Novembre e diciamo che la situazione, oggi, è la seguente:

- "L'antagonista" - Edoardo Zambelli
- "La rilegatrice di storie perdute" - Cristina Caboni
- "Occhi chiusi spalle al mare" - Donato Cutolo
- "Tre donne" - Dacia Maraini
- "Il romanzo degli istanti perfetti" - Thomas Montasser 


Ora, come potete vedere, sono riuscita a rispettarla in parte per il semplice fatto che ho dovuto inserire dei romanzi che ci tenevo particolarmente a leggere e che facevano parte delle uscite del mese. Se vi siete persi qualche recensione, vi basta cliccare sulle immagini che trovate di seguito:


Testo Alternativo
2,5/3 stelle
Testo Alternativo
5 stelle
Testo Alternativo
3,5 stelle
Testo Alternativo
4 stelle
Testo Alternativo
5 stelle
LIBRO DEL MESE
(Recensione il 4/12)




LIBRI SUI MIEI SCAFFALI


Nel mese di Novembre, in previsione dei regali di Natale, e soprattutto per non sballare i piani a chi mi ha già chiesto di poter leggere la mia lista dei desideri, non ho fatto alcun tipo di acquisto (sono stata brava!). Proprio per questo gli unici arrivi sono stati gli omaggi delle case editrici, che ringrazio sempre infinitamente, e un regalo da parte di Dolci per la challenge di lettura alla quale sto partecipando.

- "La dama e l'unicorno" - Tracy Chevalier (regalo challenge)
- "Arabesque" - Alessia Gazzola (omaggio Longanesi)
- "L'assassinio di Florence Nightingale Shore" - Jessica Fellowes (omaggio Neri Pozza)




COSA LEGGO A DICEMBRE?


Come ogni anno, stilare una TBR per il mese di Dicembre non è affatto semplice in quanto gli impegni del periodo natalizio, tra cenoni e tombolate in compagnia, non lo rendono fattibile. Tra l'altro questo è anche il mese in cui prendono piede le nuove challenge di lettura con tutti i loro fantastici obiettivi da spuntare che, ora come ora, non conosco. Tutto questo per dirvi che la mia TBR sarà molto più che breve e che riprenderò quei romanzi che ho lasciato indietro a novembre, ovvero: 


"La rilegatrice di storie perdute" - Cristina Caboni
"Tre donne" - Dacia Maraini


Ed anche questo appuntamento è giunto a conclusione per cui non mi resta che girarvi la domanda e chiedervi: come è andato il vostro Novembre? Noi, invece, ci rileggiamo presto!






venerdì 1 dicembre 2017

5 Cose Che...: "5 libri che regalerei"


Rubrica a cadenza occasionale ideata dal blog Twins Books Lovers con protagonisti i libri



Buongiorno lettori, inizia oggi uno dei mesi più magici dell'anno: Dicembre! Tra l'altro è anche venerdì e questo vuol dire che, dopo un piccolo periodo di latitanza, torna a farvi compagnia la rubrica 5 Cose Che... ideata da Giorgia e Debora del blog Twins Books Lover (se voleste partecipare, il link precedente rimanda alla pagina delle iscrizioni). Gli argomenti scelti per questo mese sono davvero belli e, soprattutto, a tema natalizio. Spero di riuscire a seguire gran parte degli appuntamenti perché li trovo molto interessanti.
Per questo motivo apriamo le danze con un tema che potrebbe essere fonte di ispirazione per quanti di voi sono soliti regalare libri a Natale. Oggi, infatti, vi parlo dei...



... 5 LIBRI CHE REGALEREI





IO CHE AMO SOLO TE
- Luca Bianchini -

Lo regalerei perché è uno di quei romanzi che mette a suo agio il lettore, gli parla, lo investe di profumi, emozioni, sensazioni e lo abbaglia con la sua bellezza. E il lettore è lì che, quasi senza scampo, perché in verità scampo non ne vorrebbe, si lascia conquistare, si lascia persuadere a proseguire, fino a quando non si rende conto di esserne diventato completamente dipendente. Un romanzo che racconta delle storie, storie che hanno bisogno del buio e del silenzio, storie che solo dopo il giusto tempo potranno essere narrate. Un romanzo dalla tinte delicate, come la storia d'amore che ne è protagonista, e calde, come la terra che le fa da cornice.









L'ARMINUTA
- Donatella Di Pietrantonio -

Lo regalerei perché questo è un romanzo fuori dal tempo, un romanzo ancestrale e che profuma di antico, della vita che fu. Un romanzo che si incentra sul concetto di maternità, in senso stretto, e sulla complessità dei rapporti famigliari, in un senso più ampio. Un romanzo che racconta gli strappi della vita e i diversi tentativi compiuti per ricucirli. Un romanzo che insegna come, a volte, basta poco alla vita stessa per cambiare all'improvviso, lasciando quella sgradevole sensazione di amaro in bocca, di sofferenza, e come sia importante, però, imparare a lottare per ritrovare il proprio posto nel mondo.









IL MARE DOVE NON SI TOCCA
- Fabio Genovesi -


Lo regalerei perché, grazie alla sua autentica semplicità, ad una scrittura unica, suggestiva e che sa raccontare, ci viene offerta una storia che ha il sapore dei tempi andati e che profuma di buono. Un romanzo che si prefigge l'obiettivo, grande e magnifico, di ricordare.
Un romanzo di rara bellezza, un dono inatteso per il quale è doveroso ringraziare.










LA GUARDIA, IL POETA E L'INVESTIGATORE
- Jung-myung Lee -


Lo regalerei perché è un romanzo ad ampio respiro, complesso e sublime, un testo poetico in prosa dotato di rara bellezza e che racchiude in sé tutta una serie di sfaccettature, di gradazioni di colore. 
Un romanzo che si sofferma sul potere delle parole, sul loro significato, su quello che dicono e che tacciono, sul modo in cui mescolandosi o contrapponendosi creano suggestioni dando corpo a pensieri e sentimenti: semplici frasi cambiano non solo le persone ma il mondo intero, diventando appiglio, ancore di salvezza nelle ore più buie.









LA PERFEZIONE NON E' DI QUESTO MONDO
- Daniela Mattalia -


Lo regalerei perché in questo romanzo si parla di perdita, di possibilità, di casualità, di destino e la bellezza risiede già nel titolo. La perfezione non è di questo mondo è uno degli ammonimenti salvavita: non sei diverso dagli altri perché non sei perfetto, anzi, sei tale e quale a loro proprio perché nessuno lo è ed errare è umano. E questa stessa imperfezione si riflette nei diversi personaggi di questa storia. Smarriti, ammaccati dalla vita, in bilico, ognuno alla ricerca di un punto fermo nella propria esistenza che vada a riequilibrare il baricentro delle loro priorità.





Come sempre non è stato semplice scegliere solo 5 titoli da proporvi per la rubrica, per la verità ne avrei molti altri da suggerire, fatto sta che questi sono quelli che, nell'immediato, regalerei. Sono quei romanzi che, in un modo o nell'altro, mi hanno segnata regalandomi emozioni in grande quantità e che, proprio per questo, vi consiglio.
Ed ora, a conclusione di questo appuntamento, vi domando:



quali sono i 5 romanzi
che voi regalereste?






giovedì 23 novembre 2017

Recensione 'Occhi chiusi spalle al mare' di Donato Cutolo


Buongiorno lettori, siamo giunti a giovedì ed io ho deciso di salutarvi, prima del weekend, con la recensione di un romanzo bello, coinvolgente e soprattutto vero. Un romanzo per la cui proposta e copia ringrazio la casa editrice Edizioni Spartaco e Tiziana, sempre attenta a suggerirmi letture nelle mie corde. Bene, non voglio dilungarmi oltre, vi auguro una buona lettura!




 Occhi chiusi spalle al mare
Donato Cutolo


Editore: Edizioni Spartaco - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine:143 - Prezzo: 13,00 €
(Omaggio CE)


Introverso e schivo, Piero è cresciuto all'ombra di un padre distante e autoritario su un'isola immaginaria del Sud, approdo di migranti. Dalla morte prematura della madre, il ragazzo è solito affidare a una matita pensieri e desideri, cercando nel disegno un modo per esorcizzare paure e fragilità. Un giorno, un incontro fortuito in un palazzo abbandonato cambierà prospettiva e direzione alla sua esistenza. Occhi chiusi spalle al mare è una storia intima. Con stile semplice e raffinato, Cutolo delinea i contorni di sentimenti veri come i conflitti descritti, siano essi bellici o interiori. A rendere indimenticabile la lettura è l'ascolto in sottofondo della colonna sonora composta da Rita Marcotulli e impreziosita dalla voce di Sergio Rubini.



La lettura del romanzo di Cutolo è stata, almeno per me, una vera e propria esperienza sensoriale in quanto non si ha solo il coinvolgimento della vista ma anche, e soprattutto, dell'udito. È grazie alla musica di Rita Marcotulli, che pure è voce, impreziosita dal narrato di Sergio Rubini a cui si accompagna uno stile di scrittura schietto, pulito, senza tutti quei dolcificanti che possano edulcorare la pillola ma anzi, con l'obiettivo di renderla il più amara possibile, che il lettore entra in connessione con il romanzo.

La storia che ci viene raccontata, capitolo dopo capitolo, è una storia difficile, una storia struggente, intima, sentita, silenziosa. Una storia che, rispetto ai nostri giorni non ha nulla di diverso, che ci apre gli occhi su una devastante e reale verità che, in maniera diretta o indiretta, chi più, chi meno, dovrebbe coinvolgerci, portarci a riflettere.

Il protagonista di questo romanzo è Piero, un giovane che ha vissuto proprio come nel titolo, con gli occhi chiusi e le spalle al mare. Gli occhi chiusi perché ha sempre condotto una vita non vissuta nel senso più completo del termine, una vita subita, senza possibilità di scelta, all'ombra di quel padre, ingegnere, i cui rimproveri arrivano all'anima prima ancora che alle orecchie e danno il tormento. Quello stesso padre che quasi non si aspetta nulla di buono dal figlio. Solo Viola, la madre, nonché simbolo di libertà e leggerezza per lo stesso Piero, costituisce una sorta di legame tra le due figure, legame destinato a spezzarsi in seguito alla morte della stessa addormentatasi perché il suo cuore non ha più retto la fatica. Ed è in seguito a questo episodio che gli occhi di Piero si velano di una malinconia alla quale non sembra esserci rimedio, una malinconia costituita da scatole di solitudine da riempire, un amore che scivola giù, in una voragine di indifferenza e sguardi spenti.
Le spalle al mare, invece, sono sinonimo di indifferenza per quello che avviene ad Isonta, isola immaginaria nel Sud dell'Italia, approdo di migranti e luogo in cui vive lo stesso Piero, ignaro di quella realtà che accade proprio alla sue di spalle e dalla quale si sente estraneo, non toccato. Questo fino al momento dell'incontro con Jasmine e Youseef, fino a quando non si imbatte nella storia di Jamal e Saif, elementi chiave dell'intera narrazione e punto di svolta, di crescita per lo stesso protagonista.

Ed è proprio servendosi di questi personaggi che sono macchie di colore in una realtà che ha i toni del grigio, con l'ausilio della tecnica del flashback largamente utilizzata nel corso del romanzo, già a partire da quel principio di narrazione che è anche fine, che l'autore è capace di raccontare storie che partono da lontano, che sanno di salsedine, impotenza, solitudine, paura. Storie di sbarchi e disperati.

Un romanzo breve, ma non per questo semplice. Un romanzo profondo che parla di conflitti, siano essi bellici, famigliari o intimi. Un romanzo in cui si parla di solitudini e distanze, come quelle tra un padre e un figlio e quelle dalla propria terra natia. Un'esperienza di lettura che vi consiglio di vivere, consapevoli del fatto che tra quelle pagine lascerete un pezzettino del vostro cuore. 






mercoledì 22 novembre 2017

The Hunting Word Challenge: Parola al buio... il ritorno!




Buonasera cari partecipanti alla The Hunting Word Challenge, l'orario è un po' insolito ma, d'altronde, ci troviamo di fronte ad una sfida aggiuntiva e, come tale, a sorpresa!

Ripetiamo subito un punto fondamentale: di questa sfida nella sfida non dovrete farne parola con nessuno dei partecipanti ed è per questo motivo che se avete bisogno di chiedere delle informazioni in merito potrete farlo solo ed esclusivamente contattandomi all'indirizzo email appuntidiunagiovanereader@gmail.com
Non potrete assolutamente utilizzare il gruppo Facebook: qualsiasi post pubblicato erroneamente sarà rimosso una prima volta e se doveste ricascarci sarete eliminati dalla Challenge!
Ed è proprio per questo motivo che la sezione del blog dedicata alla sfida di lettura, che trovate nella barra principale, sarà aggiornata con i post delle sfide aggiuntive, solo per conoscenza, alla fine della Tappa.

Come già detto il numero delle sfide aggiuntive varierà da uno a due per tappa, questo vuol dire che ne potrete trovare una soltanto o entrambe (ovviamente non vi dirò se questa è la prima o la seconda sfida, sta a voi scoprirlo!) e, anche in questo caso, andrà portata a termine, con la pubblicazione e l'invio della recensione, entro le ore 18:00 del 20 Dicembre!
A questa sfida potrete accedere tranquillamente anche se non avete spuntato tutte le 10 parole iniziali che vi sono state comunicate a Settembre con l'inizio della Quarta Tappa.




COME GIOCARE?


Fedelmente a quello che è il titolo di questa sfida aggiuntiva, a seguire troverete il classico Puzzle che, anche se non siete esperti di enigmistica, avrete comunque visto almeno una volta nella vita. All'interno sono state nascoste delle parole (non vi dirò quante nemmeno sotto tortura!) che dovrete scovare e utilizzare secondo le seguenti regole che vi invito a leggere attentissimamente:


  • dovrete leggere il Puzzle da sinistra verso destra e viceversa, dall'alto verso il basso e viceversa e diagonalmente in tutte le direzioni possibili;
  • poiché non sono tanto cattiva vi dico che le parole sono solo in italiano, hanno senso compiuto e partono da un minimo di 4 lettere in su (quindi seppure dovessero esserci parole formate da 2 o 3 lettere, non prendetele in considerazione);
  • dovrete scegliere una parola, una e soltanto una, e leggere un libro (e per libro si intende un libro di minimo 150 pagine a tal proposito faranno fede le schede Amazon e Goodreads, non racconti, fumetti e varie ed eventuali, né riletture!) che abbia quella parola solo ed esclusivamente nel titolo (non varrà né il collegamento per significato o idea nel titolo, né la raffigurazione in copertina).

Osservazione 1: potrete cambiare il numero della parola, cioè usarne il singolare o il plurale, ma non il genere, quindi se la parola è al femminile singolare, potreste utilizzarla al femminile plurale, ma non al maschile. 
Piccolo esempio: se la parola fosse Regina, Regine andrebbe benissimo, ma non Re!

Osservazione 2: poiché le parole non possono essere tradotte, quindi devono rimanere in italiano, non potrete utilizzare libri in lingua perché, come da regolamento, questi sono validi solo ed esclusivamente per eventuali raffigurazioni in copertina quindi, in questo caso, non potranno essere utilizzati in alcun modo.


lunedì 20 novembre 2017

Recensione 'Il romanzo degli istanti perfetti' di Thomas Montasser


Buon inizio di settimana lettori e benvenuti nel mio angolino! Il tempo dalle mie parti non promette nulla di buono ed io vi lascio la recensione di un romanzo, per la cui copia ringrazio la casa editrice DeA, che trasmette molta positività e dolcezza. Se vi ho incuriositi un pochino non vi resta che proseguire!





Il romanzo degli istanti perfetti
Thomas Montasser


Editore: DeA - Genere: Narrativa Contemporanea
 Pagine: 215 - Prezzo: 16,00 € - eBook: 9,99€
(Omaggio CE)


Marietta Piccini lavora nella redazione di una minuscola, raffinata casa editrice inglese. Un pomeriggio, sui gradini della London Library, viene investita da una folata di vento che manda all’aria le sue carte. Nell’affannarsi a raccoglierle, si appropria accidentalmente di un misterioso pacchetto che, una volta a casa, rivela un contenuto intrigante: il testo battuto a macchina di un romanzo che Marietta, curiosa, inizia a leggere senza più riuscire a smettere… È la storia, fitta di ostacoli e complicazioni, di un tale Paul Swift, impiegato di banca di trent’anni affetto da inguaribile ottimismo e da una profonda fame di vita. Affascinata, Marietta non può fare a meno di seguire gli indizi di cui il romanzo è disseminato nel tentativo di risalire al suo autore. Per provare a scrivere insieme a lui il proprio, meritatissimo lieto fine. Romantico, sognante e venato di saggia ironia, Il romanzo degli istanti perfetti è un inno ai capricci del caso e al potere della letteratura: un piccolo monumento all’amore per i libri, tutti i libri – anche e soprattutto quelli destinati a restare chiusi in un cassetto.




Mi sono imbattuta in questo romanzo in maniera del tutto casuale. Letta la trama ed immaginata quella che poteva essere l'ipotetica prospettiva della storia ho deciso di buttarmici a capofitto salvo poi scoprire che è proprio la casualità il motore che muove la vicenda nella sua interezza e le vite dei protagonisti che galleggiano tra le pagine.

Partiamo subito col dire che il romanzo non ci racconta una sola storia ma più di una, in una sorta di parallelismo narrativo che coinvolge pienamente chi legge. Presentandosi come una lettura di tipo corale, in cui sono proprio le diverse voci a raccontare e a raccontarsi, sin dalle prime pagine ci si imbatte in una delle figure cardine dell'intera storia: Marietta Piccini. Marietta può essere pensata come la protagonista femminile del romanzo. Trasferitasi a Londra, ma di origini italiane, Marietta lavora nella minuscola redazione della casa editrice Millefeuille, gestita dai coniugi Thornton, dove ha il compito di scovare manoscritti interessanti, e il più delle volte sconosciuti, in modo da essere pubblicati. Introversa, schiva, affetta da dolore cosmico, una condizione che pur non essendo collegata a niente di preciso le piomba addosso opprimendole il cuore, Marietta ha una dipendenza dai libri e dalle storie che raccontano. In una giornata come tante, sui gradini della London Library, una folata di vento manda all'aria le sue carte. Nel ricomporle si ritrova tra le mani un misterioso pacchetto al cui interno è contenuto un manoscritto dal titolo "Il romanzo degli istanti perfetti".

È a questo punto che interviene la casualità, è a questo punto che la storia prende sempre più piede insieme ad una vera e proprio caccia all'uomo perché il manoscritto è più che valido, potrebbe essere pubblicato anche l'indomani, il problema principale è che risulta essere non solo incompleto, ma soprattutto anonimo. Ed è qui che l'autore decide di aprire le porte su una nuova storia, un romanzo nel romanzo che va ad intercalarsi alla trama principale. La narrazione è infatti interrotta in alcuni punti per permettere al lettore di entrare tra le pagine di una nuova vita, di leggere piccoli stralci che, presi nella loro interezza, vanno a comporre il suddetto manoscritto, manoscritto che ha per protagonista un personaggio molto particolare: Paul Trevor Swift, un uomo in balia della sfortuna, un uomo che vedrà la sua vita, sentimentale e lavorativa, interamente stravolta nel giro di pochi giorni, un uomo per cui "... i mezzi toni apparivano spesso più affascinanti della melodia principale. Che era interessato ai dettagli. Che preferiva ascoltare piuttosto che declamare...".

Sia per lo stile delicato e gentile, sia per la storia offerta, il romanzo si lascia leggere con una facilità sorprendente, complici anche i personaggi e le bellissime descrizioni di luoghi fisici che permettono al lettore di viaggiare tra le pagine.
L'idea di base di Montasser di utilizzare il manoscritto ritrovato come il mezzo in cui i diversi personaggi si riflettono e si ritrovano per atteggiamenti, opinioni e pensieri l'ho trovata geniale e ben strutturata. Emerge il profondo amore per la scrittura, per quelle storie e per quello a cui sono destinate quando vanno a concretizzarsi e a vivere la propria esistenza nella mente di nuove persone, i lettori, al punto tale da liberarsi dell'autore che le ha scritte, assumendo nuove caratteristiche, nuovi profili, nuove dimensioni. 

Il romanzo degli istanti perfetti celebra non solo il potere della casualità, ma soprattutto quello dell'ottimismo. Insegna come, nella vita, sia necessario imparare a scorgere il lato positivo delle cose anche quando tutto sembra andare a rotoli perché la felicità si dischiude in un istante, non la riconosci subito, di primo acchito, ma lo rende perfetto. Se anche voi siete tra quelli che capiscono ed apprezzano l'importanza delle piccole cose, che sono in grado di vedere il bicchiere mezzo pieno anche nelle difficoltà, allora questa è la lettura che fa per voi. Se non lo siete potreste considerarla un punto di partenza per provarci ed imparare a vivere meglio.





domenica 19 novembre 2017

Sneak Peek Novembre!

Rubrica mensile interamente dedicata alle novità che ci attendono in libreria



Buona domenica lettori! Come state? Abbiamo abbondantemente superato la metà del mese di Novembre ed io ancora non me ne capacito. Questo vuol dire, però, che i tempi sono maturi per il nostro consueto giretto virtuale in libreria alla ricerca delle novità più interessanti che popolano gli scaffali. 
Come sempre si tratta di una selezione personale che comprende una serie di titoli che potrete già trovare o che troverete nei prossimi giorni in libreria. Se siete pronti andrei a cominciare!



CARAVAL
- Stephanie Garber -
dal 2 Novembre in libreria

Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l'imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l'aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall'isola e dal suo destino... Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l'edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre.






OLGA DI CARTA - JUM FATTO DI BUIO
- Elisabetta Gnone -

dal 6 Novembre in libreria

È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.





TI CHIAMO SUL FISSO
- Rainbow Rowell -

dal 7 Novembre in libreria

Se si parla di macchine del tempo, un semplice telefono non sembrerebbe il modo più sofisticato di viaggiare nel passato… Eppure quando Georgie, madre di due bambini e autrice televisiva perennemente sotto stress, mette piede nella casa della sua infanzia, e in un momento di nostalgia alza la cornetta del vecchio telefono fisso - un vero reperto archeologico -, improvvisamente è trasportata a quindici anni prima. Non nel senso che può vedere il suo passato. Ma nel senso che può… telefonargli. Sperando che il passato risponda. Sperando che Neal, quello che oggi è suo marito e allora stava per diventare il suo fidanzato, risponda…
Perché se c'è una cosa che Georgie cambierebbe della sua vita è il modo in cui il suo matrimonio si è pian piano spento, fino a ridursi a quello che è oggi. Forse parlando al telefono con il Neal di ieri potrà rimediare a cose che oggi sembrano irrimediabili. Forse quello stupido telefono, così antiquato da essere ancora attaccato a un filo, può davvero darle una mano…
Con l'ironia e la freschezza cui ci ha abituati con Eleanor & Park, bestseller mondiale che ha battuto ogni record di permanenza in classifica, una delle autrici più amate d'America torna a raccontare una storia di sentimenti che a fasi alterne vi farà ridere e vi spezzerà il cuore. E vi insegnerà molto sul destino, sul tempo e sul vero amore.






 IL MERCANTE DI SETA
- Liz Trenow -

dal 9 Novembre in libreria

Londra, 1760. La vita di Anna Butterfield sta per cambiare per sempre. Rimasta orfana di madre è costretta ad allontanarsi dalla sua casa natale per essere introdotta nella società londinese. Abituata alla pace del verde Suffolk, la metropoli è fin troppo grande e caotica per lei. In più gli zii sono rigidi e le impongono abitudini consone al loro status sociale. Un giorno Anna, guidata dalla sua passione per la pittura e dopo essere uscita di nascosto da casa, si ferma davanti a un banco di fiori al mercato e si mette a ritrarre ciò che vede. Quel disegno finisce tra le mani di Henri, un tessitore di seta di origini francesi, giunto nella capitale in cerca di fortuna. È l’inizio di un idillio artistico: Henri, colpito dalla bellezza dell’opera di Anna, decide di utilizzarla per le sue nuove creazioni. Eppure il destino di Anna è un altro, lontano dal tormentato mondo dell’arte. Lo zio, infatti, vuole sistemarla facendole sposare un giovane e ricco avvocato. Anna ed Henri dovranno lottare per difendere il loro amore clandestino e le loro aspirazioni.
Ispirato a eventi e personaggi storici realmente esistiti, Liz Trenow fa rivivere un’epoca segnata da persecuzioni religiose, tensioni razziali e rivolte sociali, e dipinge l’appassionante affresco di una storia d’amore travolgente e indimenticabile.






ARABESQUE
- Alessia Gazzola -

dal 13 Novembre in libreria

Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall’Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. E la luminosa (forse) e accidentata (quasi sicuramente) avventura della libera professione la attende. Ma la libertà tanto desiderata ha un sapore dolce amaro: di nuovo single dopo una lunga storia d’amore, Alice teme di perdere i suoi punti di riferimento. Tutti tranne uno: l’affascinante e intrattabile Claudio Conforti, detto CC, medico legale di comprovata professionalità e rinomata spietatezza.
Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c’è una donna di quarantacinque anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all’universo – tanto affascinante quanto spietato e competitivo – del balletto classico.