giovedì 6 luglio 2017

Premio Bancarella... La parola ai Librai! #2



Buongiorno miei cari lettori! Come avrete intuito dal titolo oggi vi scrivo in qualità di #bancarellablogger. L'avventura sta per giungere al termine e in questa seconda parte si è deciso di dare spazio ai protagonisti indiscussi del premio: i librai votanti.
La scorsa settimana vi ho lasciato l'intervista che ho condotto personalmente presso la Libreria Roma (la trovate qui se ve la siete persa!), questa volta, invece, ho dovuto accontentarmi di un contatto virtuale per il quale devo ringraziare la signora Alessia Panassi per la disponibilità e la gentilezza, con la speranza di poterla incontrare di persona quanto prima.



LIBRERIA PANASSI ANGELO

Intervista alla Signora Alessia Panassi


LIBRERIA PANASSI di SANT'AMBROGIO

Nel titolo di questa intervista vi parlo di libreria, in realtà sarebbe più corretto utilizzare il plurale perché le Librerie Panassi sono tante. Dislocate nel torinese, ne troverete una a Sant'Ambrogio (aperta nel 1973), una a Susa (aperta nel 1990), una a Rivoli (aperta nel 2001) e una nel centro commerciale Le Baite di Oulx (aperta nel 2015).

Ciò che davvero affascina è la storia o meglio come tutto abbia avuto inizio e, a questo proposito, ringrazio la Signora Alessia per l'esaustività. Come lei stessa racconta, era il giugno del 1965 quando, a fine anno scolastico, un giovane Angelo Panassi, appena diciassettenne, trova un lavoro estivo, destinato a diventare continuativo, presso la Libreria Druetto di Via Roma in Torino: dovrà risistemare il magazzino della scolastica in previsione di settembre. A settembre, però, invece di riprendere gli studi, il giovane Angelo prosegue con la campagna scolastica 1965-66: l’avventura di commesso di libreria e la personalità della signora Pina Druetto lo contageranno con la febbre (oggi si direbbe virus) del libro. Nel 1968 presta il servizio militare e dopo 15 mesi riprende con il ripristino del reparto tecnico della Libreria Druetto, cominciando però a maturare l’idea di una libreria propria in Valle di Susa e a fantasticare su progetti faraonici, come la trasformazione del Grand Hotel Principi di Piemonte in libreria a piani tematici. Nel luglio del 1973, in collaborazione con la moglie Albina, apre la libreria con cartoleria a S. Ambrogio in Valle di Susa, rilevandone una già esistente (15 mq, £. 800 incasso del primo giorno). Qui inizia subito l’attività con mailing alle scuole, stampa degli elenchi delle adozioni scolastiche, etc., incrementando immediatamente il giro d’affari. Tanto che nel 1980 affittano un locale (180 mq) nella piazza principale del paese (molto commerciale), dove ha inizio l’espansione del bacino di utenza della libreria verso gli altri paesi della Valle. Risale a quel periodo (1984) l’informatizzazione della libreria con programmi eseguiti internamente dal titolare e quindi, a seconda delle reali esigenze, della gestione scolastica e della fatturazione (Angelo è il primo in Piemonte a fare ordini tramite il computer, su carta e suddiviso per distributori).
Nel corso degli anni, poi, sono state aperte altre tre librerie, di cui vi ho già parlato all'inizio, che hanno visto anche il coinvolgimento delle figlie Alessia, Alice e Adele.
Dopo questa parte introduttiva che ho ritenuto non solo interessantissima ma doverosa, vi lascio alla vera e propria intervista condotta alla Signora Alessia Panassi, responsabile della sede di Susa. Buona lettura!


D. I lettori che frequentano la sua libreria arrivano con le idee ben precise su cosa acquistare o tendono a farsi consigliare?
R. Allora, diciamo che i lettori che frequentano la mia libreria sono vari: ci sono quelli affezionati che girovagano e scelgono in base all'offerta che gli viene proposta o che, magari, hanno idee molto precise e ordinano quello che vogliono, e poi ci sono quelli occasionali che si fanno consigliare sia per letture proprie che per libri da regalare.

D. Con quale criterio sceglie i libri da esporre in vetrina?
R. Diciamo che non c'è un vero e proprio criterio. Le vetrine vengono allestite a seconda delle occasioni oppure in base alle ultime novità o, ancora, ad eventi particolari di interesse pubblico.

D. Come combatte la crisi delle vendite, la concorrenza delle grandi catene e dei siti di vendita online? Ci sono iniziative che la sua libreria propone per fidelizzare i clienti (ad es: tessere punti, sconti, incontri con gli autori, club di lettura, ...)?
R. La crisi c’è e non so se è più il caso di chiamarla così non essendo più una cosa passeggera, ma una nuova realtà; più che combattere si cerca di penetrare nuovi mercati e di stimolare i lettori con presentazioni di autori locali o nazionali, con offerte su libri per adulti e per bambini, con il nuovo sito rinnovato, la tessera sconti e la pubblicazione di una rivista in cui raccogliamo sia articoli di interesse locale che informazioni sui libri presenti nelle librerie. Nella sede di Susa c’è anche un club di lettura che raccoglie parecchi clienti affezionati.

D. Secondo lei, cosa spinge un lettore, oggi, a scegliere una libreria indipendente?
R. Credo che il lettore scelga una libreria indipendente per la professionalità e la familiarità del personale. Potrebbe sembrare una contraddizione di termini ma ora le spiego cosa intendo dire: la professionalità gioca il suo ruolo nel consigliare e procurare i libri, mentre la familiarità nel trattamento e nell'affezione al cliente, nel tipo di rapporto che si instaura.

D. Cosa pensa dei blog letterari? Li segue?
R. I blog letterari sono un ottimo modo per divulgare e stimolare la lettura in questo mondo sempre più virtuale, globale e interconnesso; devo però ammettere, anche se dicendolo mi sento un po’ “passata”, che li seguo solo da quando c’è stata l’iniziativa del Premio Bancarella... il cartaceo è sempre nella mia natura!

D. Qual è il "libro Bancarella", vincitore o partecipante, che le è rimasto nel cuore?
R. Essendo un’amante dei gialli, sono particolarmente affezionata a "Il suggeritore" di Donato Carrisi, vincitore nel 2009, mentre, della scorsa edizione, ho amato la meravigliosa Signora Oggero, vincitrice con "La ragazza di fronte", e il bellissimo giallo di Roberto Costantini, "La moglie perfetta".


Ed anche questa seconda intervista è giunta al termine. Io ringrazio i librai che hanno deciso di rispondere alle mie domande, è stato per me un piacere conoscere parte della vostra storia. Come la volta scorsa, prima di lasciarvi, ho deciso di creare un piccolo focus sui libri Bancarella, visto che sono più d'uno, citati dalla signora Alessia, giusto per approfondire insieme a voi e soddisfare qualche curioso. 






Il suggeritore
Donato Carrisi

VINCITORE PREMIO BANCARELLA 2009


Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte sembianze, che li mette costantemente alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida. Sarà con l’arrivo di Mila Vasquez, l’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e il dottor Gavila. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo... Una storia che non dà tregua, che esplora la zona grigia fra il bene e il male fino a cogliere l’ultimo segreto, il minimo sussurro.




La ragazza di fronte
Margherita Oggero

VINCITRICE PREMIO BANCARELLA 2016


Quando era bambino, arrivato a Torino dal Sud, Michele era rimasto incantato dalla bambina che leggeva, seduta sul terrazzino di fronte. Quando era bambina, tormentata dai fratelli gemelli scatenati, Marta si rifugiava sul balcone per sognare le vite degli altri. Come una folata di vento che scompigli la quiete del grande cortile che li separa, ora la vita ha rimescolato le carte. Marta è una donna adulta, indipendente e sola, con un solo motto - bastare a se stessi, come i gatti - e un solo piacere segreto: spiare da dietro le tende, al buio, la finestra di fronte. È andata lontano, ha viaggiato e da poco è tornata a casa, in un condominio simile a quello dell'infanzia. Anche Michele si è spinto dove nessuno avrebbe pensato, e ogni giorno per mestiere vede gente che fugge e che torna: guida i Frecciarossa attraverso l'Italia, e in poche ore solca la penisola per poi rientrare nel suo nuovo appartamento e affacciarsi ancora una volta su un cortile. Fino a quando succede una cosa imprevista, anzi più d'una: di quelle che accelerano il corso dell'esistenza, che costringono a uscire dal guscio protettivo che ci costruiamo, a guardarsi negli occhi. A quanti di noi è capitato di abitare in un grande caseggiato, di quelli con un ampio cortile di giorno popolato di voci e la sera di luci che rivelano le vite degli altri?





La moglie perfetta
Roberto Costantini

FINALISTA PREMIO BANCARELLA 2016


Nel maggio del 2001, a Roma, due coppie, il professore italoamericano Victor Bonocore e la moglie Nicole Steele, il pubblico ministero Bianca Benigni e il marito Nanni. Due matrimoni come tanti, a volte felici, a volte meno. Tra loro una ventenne pericolosa, Scarlett, sorella di Nicole. Intorno, la terra di mezzo del Sordomuto e del Puncicone, gli appalti pubblici, il gioco d’azzardo, l’usura, e la morte atroce di una ragazza, Donatella. Sembra essere l’ennesimo atto di violenza patito da una donna per mano di un uomo violento, l’assassino viene scoperto e giustizia è fatta. O forse no? Quando viene ucciso Victor Bonocore, Michele Balistreri dirige la terza sezione della squadra Mobile e indaga insieme al pm Bianca Benigni. La miscela è esplosiva, le modalità di conduzione dell’indagine contro le sorelle Steele sono fuori dai confini della legge e l’esito è disastroso. L’arresto di Scarlett e Nicole incrina le relazioni tra Italia e Stati Uniti. Tutto finisce male. Nel 2011 una rivelazione inattesa spinge Balistreri a riaprire quel caso rimasto senza colpevoli. Ma se non è tardi per la giustizia, forse lo è per l’amore e per la vita. O forse no.







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