venerdì 12 maggio 2017

Recensione 'Le stanze dei ricordi' di Jenny Eclair





Le stanze dei ricordi
Jenny Eclair


Editore: Sperling&Kupfer - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 372 - Prezzo: 18,90 € - eBook: 9,99€
(OMAGGIO CE)


Londra, Kennington Road. La grande casa georgiana al numero 137 è in vendita. Tanto affollata un tempo, ora è soltanto un nido vuoto, troppo grande per una donna sola. Troppo carica di ricordi per chi non vuole più essere prigioniera del proprio passato. E così Edwina Spinner, ex artista e illustratrice, ha deciso di andarsene. Mentre conduce l'agente immobiliare di stanza in stanza, si sente trasportare indietro nel tempo. La sua mente torna a cinquant'anni prima, quando si era trasferita lì dopo le nozze, giovanissima, con il primo, grande amore. Torna ai suoi bambini, i gemelli Rowena e Charlie, così imprevedibili, così diversi. Torna al secondo marito e al figlio acquisito, che l'ha sempre detestata – e che lei ora non riesce nemmeno a nominare. Ogni angolo della casa è intriso della loro gioia, delle loro lacrime, del loro sangue. Ci sono porte da cui Edwina sente ancora risuonare risate cristalline. Altre che preferirebbe non aprire mai più, per non lasciare uscire i segreti più inconfessabili. Come il ricordo della notte che ha spezzato per sempre la sua famiglia. Ma nemmeno Edwina conosce davvero tutta la storia. La verità su quella notte è un mosaico al quale mancano alcune tessere: un indizio nascosto in un baule mai aperto, una confessione rimandata da troppo tempo. E, per scoprire tutta la verità, Edwina dovrà affrontare proprio l'unica persona che non avrebbe voluto rivedere mai più.



Credo che a tutti sia capitato, almeno una volta, di passare davanti ad una vecchia casa, magari anche abbandonata, e di domandarsi chi abbia sorriso o pianto tra quelle mura, come si presentava alla vista dei passanti a suo tempo, o ancora di immaginare da quante e quali stanze sia costituita al suo interno.

Anche a Londra, al numero 137 di Kennington Road, c'è una casa, in stile georgiano. Una casa, tre piani, una miriade di stanze e una donna, Edwina, la protagonista del romanzo.
Da solitaria allieva di un college a sensibile studentessa d'arte, da giovane moglie a madre e, infine, a vedova. Diverse identità incassate una dentro l'altra in quel corpo che, oramai, stenta a riconoscere, la cui vista la angoscia così come il cambiamento che le appare sotto forma di nemico. Edwina è una donna anziana e, soprattutto, sola. E questo senso di anzianità e solitudine traspare sin da subito, sin da quando si presenta al lettore, nuda e fragile. 
A farle da spalla, quasi, una casa, ma non una qualsiasi, il civico 137 al quale è rimasta aggrappata troppo a lungo intessendo un legame così serrato che i cambiamenti della vita della protagonista si sono riflessi in qualche maniera in quelli della casa. Una casa in decadenza come le sue membra.
L'unica alternativa possibile è andarsene, vendere l'immobile che, nonostante la sua grandezza è, paradossalmente, troppo stretto per la povera Edwina perché carico di ricordi per una donna che non vuole più essere prigioniera del proprio passato. 

Inizia così il romanzo della Eclair. Un romanzo che è un viaggio a ritroso nel tempo, sul viale dei ricordi. Un viaggio sulle strade impervie della vita, fatto di salite repentine, discese improvvise e brusche frenate. Una casa le cui stanze sono come cipolle, uno strato dopo l'altro di memorie. Ogni stanza costituisce il punto di affaccio su un ricordo, su quei famosi cassetti della memoria in cui riponiamo di tutto: gioie, dolori e cianfrusaglie. Fiduciosi di ritrovare tutto lì, ad attenderci. 

Ma il romanzo è molto più ampio e questo non emerge dalla sinossi. Diverse sono le storie che ci vengono presentate così come le voci che narrano la vicenda. Strutturalmente, infatti, può essere ripartito in tre grandi sezioni affidate a tre diversi narratori: Edwina, Fern, che apparentemente non ha alcun legame con l'altra donna e con la sua famiglia, e Lucas, il figliastro della protagonista, una sagoma ritagliata in un cartone, un bambino che si era sempre sentito fuori posto. A loro si alterneranno, sul finale, voci solitarie ma che di questo aggettivo hanno ben poco perché ogni personaggio è legato all'altro da un filo conduttore. 

Il raccontare di Edwina è un accavallarsi di pensieri, di accenni ad episodi già avvenuti nel suo passato ma a noi sconosciuti. Ciò non disturba il lettore, ma lo rende più curioso incentivandolo a proseguire, a mettere ordine in quel mosaico di informazioni, un tassello dietro l'altro. Conosceremo Ollie, il marito che amava, e Dickie, quello a cui era grata; i gemelli, Rowena e Charlie. Ecco quest'ultimo è, forse, il personaggio più affascinante, il punto in comune con tutte le voci che si raccontano, il file rouge. Quel ragazzo che, a seconda della prospettiva, sapeva apparire come un tipo completamente diverso agli occhi di chi lo guardava.

La scrittura della Eclair è ricercata, ricca di descrizioni precise e puntuali e, inevitabilmente, conquista il lettore, così come le voci dei suoi personaggi che premono per raccontarsi. Un vero e proprio puzzle in cui i singoli episodi vanno a costituire un disegno di più ampio respiro. 

Un romanzo complesso che ruota attorno all'avverbio chissà, una continua riflessione su quello che è stato ma col senno del poi. Un romanzo che racconta i segreti e i drammi di una famiglia che non sembra tale, costellata da fratture insanabili e da identità che non potrebbero essere più diverse di così, e quelli di una casa intrisa di sangue, sudore, amore, risate e tradimenti che un aspirapolvere o uno straccio non potranno mai cancellare. Un romanzo che insegna l'importanza dei legami di sangue e la forza del perdonare. 




14 commenti:

  1. Aspettavo la tua recensione come sempre molto curata e chiara. Ieri ho fatto un giro in libreria e stavo per prenderlo poi la mia scelta è caduta su altri libri ma comunque intendo leggerlo. Queste storie mi intricano troppo!

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  2. Che bella la tua recensione, delicata, quasi come se stessi entrando tu stessa in punta di piedi in quella casa. Una storia che deve averti coinvolta, credo, e che credo mi piacerà sicuramente, quindi la metto dritta dritta in lista :-)

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    1. Ciao Mikla! Grazie :)
      Aggiungila assolutamente in WL, ti conquisterà, in punta di piedi ;)

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  3. Che bella la tua recensione di questo romanzo che mi è piaciuto tanto!

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    1. Grazie Tessa, ricordo benissimo la tua recensione!
      Credo sia stata la prima che abbia letto.
      Come vedi, in questo caso, la pensiamo allo stesso modo ;)

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  4. Porca miseria, tu mi fai sempre venire voglia di leggere i libri, pure quelli che ho già letto!

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    1. Non puoi rileggere perché ne hai già tanti sul comodino :D

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  5. E' in attesa tra i libri da leggere. Felice me.
    La tua recensione è una conferma graditissima del valore del libro.
    Lo leggerò a giugno.
    Bacio da lea

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    1. Felicissima che anche la mia recensione ti sia stata utile. Attendo il tuo pensiero. Bacio :)

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  6. Trovo che la cover originale sia molto più calzante della nostra italiana, tenendo in considerazione i punti che hai toccato, come sempre impeccabile, nella tua recensione. Mi aveva già convinta Tessa e tu ora riconfermi il pensiero che mi ero fatta sul libro: i ricordi e le vecchie case sono pane per i miei denti! Ovviamente ho il libro che mi attende nella mia libreria. Ti abbraccio Anna.

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    1. Concordo con te ed è per questo motivo che mi diverto a cercare le cover originali e a riproporle insieme alla recensione. Le originali, poi, sono molto più calzanti. Chissà perché :)
      Un grande abbraccio!

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  7. Ciao Anna!
    è sempre bello leggere le tue recensioni!! :)
    Le stanze dei ricordi è un libro che ho già in prenotazione in biblioteca. Spero arrivi presto perchè sto morendo dalla voglia di leggerlo!! :D

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    1. Ciao Jasmine!
      Allora spero che arrivi presto, anzi prestissimo, in modo che tu possa fiondarti tra le pagina. Io faticavo a metterlo giù :)

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