venerdì 14 aprile 2017

Recensione 'La moglie americana' di Katherine Wilson





La moglie americana
Katherine Wilson


Editore: Piemme - Genere: Biografia
Pagine: 294 - Prezzo: 18,50 € - eBook: 4,99€
(OMAGGIO CE)


Napoli è un po' come New York, una città di estremi, o la ami o la odi. Ma se la ami, la ami spassionatamente. Quando Katherine, giovane americana fresca di laurea a Princeton, sbarca a Napoli per uno stage presso il consolato americano, si innamora perdutamente della città, della sua bellezza sconcertante. L'energia caotica che sprigiona è quanto di più lontano dalla sua educazione di brava ragazza ligia alle regole di famiglia, l'amore per la vita e per il cibo degli italiani, e più ancora dei partenopei, sono all'opposto del suo stile di vita, della sua dieta disordinata e di una certa incapacità ad accettarsi. Nonostante tutto, però, non le ci vuole molto per sentirsi a casa. Merito di Salvatore, studente di giurisprudenza di cui inaspettatamente si innamora, e della famiglia di lui, soprattutto della madre Raffaella, che la accoglie in un caldo abbraccio. A contatto con Raffaella, cuoca sublime e gran donna, Katherine impara i segreti della cucina e del vivere bene. Impara a lasciarsi andare senza paura alla bellezza, alla bontà e alla carnalità. Una storia vera che è un percorso di formazione e apprendimento della felicità, e una dichiarazione d'amore a Napoli e al gusto della vita.



Se dovessi descrivere questo romanzo ricorrendo ad una tonalità di colore direi, senza ombra di dubbio, azzurro. Azzurro come il cielo che svetta alle spalle del Vesuvio. Azzurro come il mare che si infrange sulle coste con quel suo movimento ciclico: arriva, bagna e si ritira.

A fare da sfondo Napoli, una città in cui la magia esiste. Una città che profuma di salsedine e di ragù che deve rigorosamente pippiare, verbo che onomatopeicamente ricorda il sobbollire della carne per ore. Una città in cui gli edifici sono uniti tra loro dai fili del bucato, così come i legami che si intesseranno nel cuore della protagonista. Una città in cui la roba intima da lavare non la tocca nessuno tranne il proprietario. Una città dove, all'ora di pranzo, le voci risuonano non solo per tutta la casa ma anche nei cortili e nelle piazze circostanti. Una città dove alla musicalità della lingua parlata si accompagna una coreografia gestuale, un movimento delle mani che, nella sua semplicità e schiettezza racchiude un milione di parole ed espressioni.
Una città in cui il caos, il rumore e i colori cedono il posto, quasi inaspettatamente, alla solennità. Ed è persi in questi profumi, in queste sensazioni ed emozioni che sembra quasi di potersi figurare e di ritrovare semplicemente allungando la mano, che l'autrice, voce e protagonista, si racconta al lettore in maniera limpida e cristallina, quasi senza peli sulla lingua, in quello che può essere pensato come una sorta di diario personale fatto di pensieri e riflessioni. 

"Quando sai usare solo i verbi al presente, rimani per forza ancorato al presente: dovere, volere, piacere, non piacere. [...] Quello che dici è essenziale e vero, e questo fa meraviglie per i rapporti personali. [...] Sfortunatamente, però, se sai usare il congiuntivo e il condizionale, i rapporti cambiano. [...] La vita non è più qui e ora, ma diventa un continuo confronto con qualche vita ideale che hai nella testa. [...] È tutto un continuo essere o non essere all'altezza di un ideale creato con quelle ricercate forme verbali."


Attraverso quello che è un vero e proprio resoconto romanzato, ripercorreremo, nero su bianco, la vita della giovane Katherine, studentessa americana, poco più che ventenne, giunta in Italia, a Napoli, per uno stage formativo post laurea. Con un narrato ed uno stile sensibile ed emozionante, che coinvolge, avvolge e coccola il lettore, respireremo il profumo del sud, le usanze di una classica famiglia meridionale che sono quelle di un intero popolo. Leggere, almeno per me, è stato come tornare a casa. Sono pugliese ma certe sensazioni, certi gesti, certi suoni dialettali non sono molto dissimili e sanno far battere il cuore. 

Con l'aiuto, poi, di culture a confronto, quella americana e quella napoletana, saranno analizzati i diversi aspetti della nostra nazione, raccontati attraverso l'occhio critico di una straniera. Aspetti nei quali, inevitabilmente, ci riconosceremo, e a cui si accompagna anche un'analisi, uno spaccato dell'Italia in cui vengono a palesarsi anche le brutture della nostra nazione che, pure a volerle nascondere, c'erano e ci saranno. 

Katherine, caparbia e permalosa, e quella che diventerà sua suocera, Raffaella, una vera e propria mamma del Sud, sono dei personaggi a tutto tondo, ognuno con le proprie caratteristiche e con il proprio modo di relazionarsi agli altri, surclassando qualsiasi altra figura. Sono loro a contendersi, in maniera equilibrata, la scena.
Diversi i temi trattati tra cui l'amicizia, l'amore, la famiglia. A completare il tutto, poi, la presenza, nell'epilogo, delle ricette di tutti quei piatti del cui profumo e del cui sapore sono permeate le pagine. 
In definitiva un romanzo dolce, sincero, sensibile. Un romanzo dalle tinte turchine nel panorama letterario, che emoziona quanto basta. Un romanzo in cui, come disse Goethe "Vedi Napoli e poi muori"? No, una lettura in cui "Vedi Napoli e poi...vivi".




6 commenti:

  1. quanto mi ispira questo libro. davvero "assai" e spero di riuscire a leggerlo presto!

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  2. mi sono piaciute molto le tue parole, tanto per cambiare, ma non credo sia il libro per me. Mi ha ricordato Un anno in Provenza

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  3. Adoro le atmosfere che hai descritto e il profumo di ragù...A Napoli c'è un pezzo di cuore... Ad agosto mentre passeggiavo eccitata come una bimba con il mio caro amico accanto, mi osservava divertito e ogni tanto ripeteva: Francé vedi Napoli e poi muori! E per me quei giorni, quel momento, sono tutto! Che bel libro deve essere, spero di leggerlo <3

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    1. Ovviamente te lo consiglio perché si tratta di un bellissimo resoconto che profuma di buono e bello :)

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