martedì 7 marzo 2017

Recensione 'La fragilità delle certezze' di Raffaella Silvestri





La fragilità delle certezze
Raffaella Silvestri


Editore: Garzanti - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 286 - Prezzo: 16,90 € - eBook: 9,99€
(OMAGGIO CE)


Anna ha trent’anni e da sempre si sente fuori posto. Fuori posto al liceo e all’università che ha frequentato. Fuori posto nella sua famiglia, dove l’hanno sempre fatta sentire ingrata e inadeguata. Fuori posto nella sua relazione con un uomo più vecchio di lei, Valerio, il suo professore di teatro e attore famoso che si fa vivo solo quando vuole lui. Fuori posto a Milano, la città dei vincenti. Fuori posto anche con sé stessa, come se niente potesse cancellare un evento che ha segnato la sua adolescenza. Eppure, nonostante le sue insicurezze e le sue paure, Anna è tenace nell’andare avanti ed è riuscita ad avviare una startup di successo. Teo è il socio di Anna, un trentenne che sembra aver avuto tutto dalla vita e che ha deciso di scommettere sul suo futuro. Dopo la laurea in Bocconi e una carriera rampante, Teo ha abbandonato il pensiero muscolare al quale era stato addestrato nell’azienda in cui ha lavorato. Tra loro nasce qualcosa di impalpabile, che serpeggia nell’elettricità che pervade ogni loro conversazione. Sono divisi da quella che sembra una differenza inconciliabile, eppure devono affrontare insieme le difficoltà quando la loro startup viene travolta da un tracollo finanziario. E la loro personale battaglia si intreccia indissolubilmente alla storia italiana che, dopo aver promesso una crescita culturale, sociale ed economica che non ci sarebbe mai stata, ha dato tantissimo a una generazione, ma ha tolto tutto a un’altra. Il passato e il futuro sono le due forze che spingono Anna e Teo ora verso la rassegnazione, ora verso quella pericolosa parola che è «speranza». La speranza di due anime tradite che nonostante tutto combattono.





Un titolo emblematico quello scelto per il nuovo romanzo di Raffaella Silvestri, autrice che ho molto apprezzato con il suo primo lavoro "La distanza da Helsinki". Un titolo che è l'espressione puntuale e precisa del costante equilibrio e disequilibrio di cui è permeato il romanzo stesso. Un continuo cadere e rialzarsi nonostante tutto.
Un romanzo fuori dagli schemi, duro. Un romanzo che è una denuncia, una riflessione sulla generazione dei trentenni, uno sbattere in faccia al lettore quella che è la realtà dei fatti.
Un romanzo corale in cui a parlare, a raccontarsi, è quella stessa generazione mescolata a voci meno giovani, più mature, che auspicano a raggiungere e riafferrare quella giovinezza perduta per sentirsi forti e, forse, migliori, con tutta la vita davanti.


"A trent'anni stavate ancora aspettando che la vita cominciasse, tu e gli altri, come quando ne avevate sedici. Ma la vostra vita era già plasmata, una catena di scelte che vi aveva reso ciò che eravate, e aveva lasciato una traccia nel mondo attorno a voi."


Ed è proprio in questa altalena di voci che incontreremo Anna, la protagonista del romanzo. Una donna insicura, inadeguata, non all'altezza, mediocre, con un'idea lavorativa che tutto a un tratto le sembra vuota e futile. Una donna destinataria dei sacrifici dei propri genitori e, come tale, un investimento che doveva ricambiare seguendo le regole prestabilite: "...fai una facoltà utile e tutto andrà bene...".
Anna che vive nell'attesa di essere se stessa, aprire gli occhi e trovare una ragione per alzarsi diversa dal dolore e dalle responsabilità. Consapevole, tuttavia, che i sogni e le promesse fattele da bambina avevano ceduto il passo a qualcosa di nebuloso e insperato. Era diventata malinconica, quella malinconia attanagliante che equivale a non vivere. Il sentirsi sempre sulla soglia ad un passo dall'uscita. 

E poi c'è Teo, un uomo che viene da un'altra vita e che si porta dietro un'altra storia. Uno sfacciato certo anche quando gli esiti delle sue risposte non lo sono. Uno consapevole di avercela sempre fatta, rassicurato ulteriormente dal fatto che la sua vita segua pieghe già decise, già tracciate. Uno che ha tutto sotto controllo. Teo rappresenta la sicurezza incrollabile della gente che è nata ricca. 

Accanto a loro la voce meno giovane, quella di Valerio che, cresciuto nella morsa della paura, paura del rifiuto, della disapprovazione, della freddezza, con l'impressione di fare sempre un passo falso per quella figura paterna così ingombrante, ha finito con il recitare una parte, per essere migliore. Valerio è uno che soffoca l'altro, che lo schiaccia, lo sminuisce, lo confonde e la stessa cosa la fa con Anna rendendola insicura, ruvida, in balia di una gioventù arida. 

Con uno stile diretto, senza artifici o fronzoli di alcun tipo, con un intrecciarsi di voci che ricoprono un arco temporale di dieci anni, ripercorreremo non solo il vissuto della protagonista, ma le fila di pensieri che si dipanano pagina dopo pagina. Quella costante ricerca del cambiamento, il senso di insoddisfazione, il dover navigare in acque incerte aspettando che la vita cominci per davvero. 
Ecco, se vogliamo trovare un neo in questo romanzo è proprio l'assenza di una storia, aspetto che mi ha fatto avvertire una mancanza. Si tratta più di un viaggio introspettivo, una continua e profonda riflessione che lo rende un romanzo singolare, non convenzionale e di non facile lettura. Ed è proprio per questo motivo che la stessa lettura richiede concentrazione e attenzione. 





7 commenti:

  1. Dopo questo libro, mi commuovo ogni volta che trovo una storia!

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  2. La tua recensione mi ha fornito un quadro molto più chiaro dell'intera storia. Un romanzo che in questo momento non mi va di affrontare ma felice di aver letto il tuo pensiero. Un abbraccio!

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    1. Grazie a te per aver comunque letto il mio pensiero :)

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  3. La tua recensione propone un romanzo dai temi impegnativi ma interessanti. Mi piacerebbe leggerlo :)

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    1. Un romanzo molto riflessivo, te lo consiglio! :)

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  4. Ciao Anna, come sempre hai saputo disegnare a parole un quadro dalle linee nette e decise convincendomi che potrei davvero ritrovarmi tra queste pagine di sospensione temporanea dalla vita, dalla ricerca di un qualcosa che mi faccia sentire realizzata. Mi avevi incuriosita molto consigliando il primo lavoro dell'autrice, che qui si riconferma.
    La conoscerò il sei maggio alla presentazione che si terrà in zona, mi avvicinerò al romanzo con serenità anche grazie a te.
    Approfitto per farti i complimenti per l'avventura che hai intrapreso al Bancarella, una presenza più che meritata. A presto :-)

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