giovedì 23 novembre 2017

Recensione 'Occhi chiusi spalle al mare' di Donato Cutolo


Buongiorno lettori, siamo giunti a giovedì ed io ho deciso di salutarvi, prima del weekend, con la recensione di un romanzo bello, coinvolgente e soprattutto vero. Un romanzo per la cui proposta e copia ringrazio la casa editrice Edizioni Spartaco e Tiziana, sempre attenta a suggerirmi letture nelle mie corde. Bene, non voglio dilungarmi oltre, vi auguro una buona lettura!




 Occhi chiusi spalle al mare
Donato Cutolo


Editore: Edizioni Spartaco - Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine:143 - Prezzo: 13,00 €
(Omaggio CE)


Introverso e schivo, Piero è cresciuto all'ombra di un padre distante e autoritario su un'isola immaginaria del Sud, approdo di migranti. Dalla morte prematura della madre, il ragazzo è solito affidare a una matita pensieri e desideri, cercando nel disegno un modo per esorcizzare paure e fragilità. Un giorno, un incontro fortuito in un palazzo abbandonato cambierà prospettiva e direzione alla sua esistenza. Occhi chiusi spalle al mare è una storia intima. Con stile semplice e raffinato, Cutolo delinea i contorni di sentimenti veri come i conflitti descritti, siano essi bellici o interiori. A rendere indimenticabile la lettura è l'ascolto in sottofondo della colonna sonora composta da Rita Marcotulli e impreziosita dalla voce di Sergio Rubini.



La lettura del romanzo di Cutolo è stata, almeno per me, una vera e propria esperienza sensoriale in quanto non si ha solo il coinvolgimento della vista ma anche, e soprattutto, dell'udito. È grazie alla musica di Rita Marcotulli, che pure è voce, impreziosita dal narrato di Sergio Rubini a cui si accompagna uno stile di scrittura schietto, pulito, senza tutti quei dolcificanti che possano edulcorare la pillola ma anzi, con l'obiettivo di renderla il più amara possibile, che il lettore entra in connessione con il romanzo.

La storia che ci viene raccontata, capitolo dopo capitolo, è una storia difficile, una storia struggente, intima, sentita, silenziosa. Una storia che, rispetto ai nostri giorni non ha nulla di diverso, che ci apre gli occhi su una devastante e reale verità che, in maniera diretta o indiretta, chi più, chi meno, dovrebbe coinvolgerci, portarci a riflettere.

Il protagonista di questo romanzo è Piero, un giovane che ha vissuto proprio come nel titolo, con gli occhi chiusi e le spalle al mare. Gli occhi chiusi perché ha sempre condotto una vita non vissuta nel senso più completo del termine, una vita subita, senza possibilità di scelta, all'ombra di quel padre, ingegnere, i cui rimproveri arrivano all'anima prima ancora che alle orecchie e danno il tormento. Quello stesso padre che quasi non si aspetta nulla di buono dal figlio. Solo Viola, la madre, nonché simbolo di libertà e leggerezza per lo stesso Piero, costituisce una sorta di legame tra le due figure, legame destinato a spezzarsi in seguito alla morte della stessa addormentatasi perché il suo cuore non ha più retto la fatica. Ed è in seguito a questo episodio che gli occhi di Piero si velano di una malinconia alla quale non sembra esserci rimedio, una malinconia costituita da scatole di solitudine da riempire, un amore che scivola giù, in una voragine di indifferenza e sguardi spenti.
Le spalle al mare, invece, sono sinonimo di indifferenza per quello che avviene ad Isonta, isola immaginaria nel Sud dell'Italia, approdo di migranti e luogo in cui vive lo stesso Piero, ignaro di quella realtà che accade proprio alla sue di spalle e dalla quale si sente estraneo, non toccato. Questo fino al momento dell'incontro con Jasmine e Youseef, fino a quando non si imbatte nella storia di Jamal e Saif, elementi chiave dell'intera narrazione e punto di svolta, di crescita per lo stesso protagonista.

Ed è proprio servendosi di questi personaggi che sono macchie di colore in una realtà che ha i toni del grigio, con l'ausilio della tecnica del flashback largamente utilizzata nel corso del romanzo, già a partire da quel principio di narrazione che è anche fine, che l'autore è capace di raccontare storie che partono da lontano, che sanno di salsedine, impotenza, solitudine, paura. Storie di sbarchi e disperati.

Un romanzo breve, ma non per questo semplice. Un romanzo profondo che parla di conflitti, siano essi bellici, famigliari o intimi. Un romanzo in cui si parla di solitudini e distanze, come quelle tra un padre e un figlio e quelle dalla propria terra natia. Un'esperienza di lettura che vi consiglio di vivere, consapevoli del fatto che tra quelle pagine lascerete un pezzettino del vostro cuore. 






mercoledì 22 novembre 2017

The Hunting Word Challenge: Parola al buio... il ritorno!




Buonasera cari partecipanti alla The Hunting Word Challenge, l'orario è un po' insolito ma, d'altronde, ci troviamo di fronte ad una sfida aggiuntiva e, come tale, a sorpresa!

Ripetiamo subito un punto fondamentale: di questa sfida nella sfida non dovrete farne parola con nessuno dei partecipanti ed è per questo motivo che se avete bisogno di chiedere delle informazioni in merito potrete farlo solo ed esclusivamente contattandomi all'indirizzo email appuntidiunagiovanereader@gmail.com
Non potrete assolutamente utilizzare il gruppo Facebook: qualsiasi post pubblicato erroneamente sarà rimosso una prima volta e se doveste ricascarci sarete eliminati dalla Challenge!
Ed è proprio per questo motivo che la sezione del blog dedicata alla sfida di lettura, che trovate nella barra principale, sarà aggiornata con i post delle sfide aggiuntive, solo per conoscenza, alla fine della Tappa.

Come già detto il numero delle sfide aggiuntive varierà da uno a due per tappa, questo vuol dire che ne potrete trovare una soltanto o entrambe (ovviamente non vi dirò se questa è la prima o la seconda sfida, sta a voi scoprirlo!) e, anche in questo caso, andrà portata a termine, con la pubblicazione e l'invio della recensione, entro le ore 18:00 del 20 Dicembre!
A questa sfida potrete accedere tranquillamente anche se non avete spuntato tutte le 10 parole iniziali che vi sono state comunicate a Settembre con l'inizio della Quarta Tappa.




COME GIOCARE?


Fedelmente a quello che è il titolo di questa sfida aggiuntiva, a seguire troverete il classico Puzzle che, anche se non siete esperti di enigmistica, avrete comunque visto almeno una volta nella vita. All'interno sono state nascoste delle parole (non vi dirò quante nemmeno sotto tortura!) che dovrete scovare e utilizzare secondo le seguenti regole che vi invito a leggere attentissimamente:


  • dovrete leggere il Puzzle da sinistra verso destra e viceversa, dall'alto verso il basso e viceversa e diagonalmente in tutte le direzioni possibili;
  • poiché non sono tanto cattiva vi dico che le parole sono solo in italiano, hanno senso compiuto e partono da un minimo di 4 lettere in su (quindi seppure dovessero esserci parole formate da 2 o 3 lettere, non prendetele in considerazione);
  • dovrete scegliere una parola, una e soltanto una, e leggere un libro (e per libro si intende un libro di minimo 150 pagine a tal proposito faranno fede le schede Amazon e Goodreads, non racconti, fumetti e varie ed eventuali, né riletture!) che abbia quella parola solo ed esclusivamente nel titolo (non varrà né il collegamento per significato o idea nel titolo, né la raffigurazione in copertina).

Osservazione 1: potrete cambiare il numero della parola, cioè usarne il singolare o il plurale, ma non il genere, quindi se la parola è al femminile singolare, potreste utilizzarla al femminile plurale, ma non al maschile. 
Piccolo esempio: se la parola fosse Regina, Regine andrebbe benissimo, ma non Re!

Osservazione 2: poiché le parole non possono essere tradotte, quindi devono rimanere in italiano, non potrete utilizzare libri in lingua perché, come da regolamento, questi sono validi solo ed esclusivamente per eventuali raffigurazioni in copertina quindi, in questo caso, non potranno essere utilizzati in alcun modo.


lunedì 20 novembre 2017

Recensione 'Il romanzo degli istanti perfetti' di Thomas Montasser


Buon inizio di settimana lettori e benvenuti nel mio angolino! Il tempo dalle mie parti non promette nulla di buono ed io vi lascio la recensione di un romanzo, per la cui copia ringrazio la casa editrice DeA, che trasmette molta positività e dolcezza. Se vi ho incuriositi un pochino non vi resta che proseguire!





Il romanzo degli istanti perfetti
Thomas Montasser


Editore: DeA - Genere: Narrativa Contemporanea
 Pagine: 215 - Prezzo: 16,00 € - eBook: 9,99€
(Omaggio CE)


Marietta Piccini lavora nella redazione di una minuscola, raffinata casa editrice inglese. Un pomeriggio, sui gradini della London Library, viene investita da una folata di vento che manda all’aria le sue carte. Nell’affannarsi a raccoglierle, si appropria accidentalmente di un misterioso pacchetto che, una volta a casa, rivela un contenuto intrigante: il testo battuto a macchina di un romanzo che Marietta, curiosa, inizia a leggere senza più riuscire a smettere… È la storia, fitta di ostacoli e complicazioni, di un tale Paul Swift, impiegato di banca di trent’anni affetto da inguaribile ottimismo e da una profonda fame di vita. Affascinata, Marietta non può fare a meno di seguire gli indizi di cui il romanzo è disseminato nel tentativo di risalire al suo autore. Per provare a scrivere insieme a lui il proprio, meritatissimo lieto fine. Romantico, sognante e venato di saggia ironia, Il romanzo degli istanti perfetti è un inno ai capricci del caso e al potere della letteratura: un piccolo monumento all’amore per i libri, tutti i libri – anche e soprattutto quelli destinati a restare chiusi in un cassetto.




Mi sono imbattuta in questo romanzo in maniera del tutto casuale. Letta la trama ed immaginata quella che poteva essere l'ipotetica prospettiva della storia ho deciso di buttarmici a capofitto salvo poi scoprire che è proprio la casualità il motore che muove la vicenda nella sua interezza e le vite dei protagonisti che galleggiano tra le pagine.

Partiamo subito col dire che il romanzo non ci racconta una sola storia ma più di una, in una sorta di parallelismo narrativo che coinvolge pienamente chi legge. Presentandosi come una lettura di tipo corale, in cui sono proprio le diverse voci a raccontare e a raccontarsi, sin dalle prime pagine ci si imbatte in una delle figure cardine dell'intera storia: Marietta Piccini. Marietta può essere pensata come la protagonista femminile del romanzo. Trasferitasi a Londra, ma di origini italiane, Marietta lavora nella minuscola redazione della casa editrice Millefeuille, gestita dai coniugi Thornton, dove ha il compito di scovare manoscritti interessanti, e il più delle volte sconosciuti, in modo da essere pubblicati. Introversa, schiva, affetta da dolore cosmico, una condizione che pur non essendo collegata a niente di preciso le piomba addosso opprimendole il cuore, Marietta ha una dipendenza dai libri e dalle storie che raccontano. In una giornata come tante, sui gradini della London Library, una folata di vento manda all'aria le sue carte. Nel ricomporle si ritrova tra le mani un misterioso pacchetto al cui interno è contenuto un manoscritto dal titolo "Il romanzo degli istanti perfetti".

È a questo punto che interviene la casualità, è a questo punto che la storia prende sempre più piede insieme ad una vera e proprio caccia all'uomo perché il manoscritto è più che valido, potrebbe essere pubblicato anche l'indomani, il problema principale è che risulta essere non solo incompleto, ma soprattutto anonimo. Ed è qui che l'autore decide di aprire le porte su una nuova storia, un romanzo nel romanzo che va ad intercalarsi alla trama principale. La narrazione è infatti interrotta in alcuni punti per permettere al lettore di entrare tra le pagine di una nuova vita, di leggere piccoli stralci che, presi nella loro interezza, vanno a comporre il suddetto manoscritto, manoscritto che ha per protagonista un personaggio molto particolare: Paul Trevor Swift, un uomo in balia della sfortuna, un uomo che vedrà la sua vita, sentimentale e lavorativa, interamente stravolta nel giro di pochi giorni, un uomo per cui "... i mezzi toni apparivano spesso più affascinanti della melodia principale. Che era interessato ai dettagli. Che preferiva ascoltare piuttosto che declamare...".

Sia per lo stile delicato e gentile, sia per la storia offerta, il romanzo si lascia leggere con una facilità sorprendente, complici anche i personaggi e le bellissime descrizioni di luoghi fisici che permettono al lettore di viaggiare tra le pagine.
L'idea di base di Montasser di utilizzare il manoscritto ritrovato come il mezzo in cui i diversi personaggi si riflettono e si ritrovano per atteggiamenti, opinioni e pensieri l'ho trovata geniale e ben strutturata. Emerge il profondo amore per la scrittura, per quelle storie e per quello a cui sono destinate quando vanno a concretizzarsi e a vivere la propria esistenza nella mente di nuove persone, i lettori, al punto tale da liberarsi dell'autore che le ha scritte, assumendo nuove caratteristiche, nuovi profili, nuove dimensioni. 

Il romanzo degli istanti perfetti celebra non solo il potere della casualità, ma soprattutto quello dell'ottimismo. Insegna come, nella vita, sia necessario imparare a scorgere il lato positivo delle cose anche quando tutto sembra andare a rotoli perché la felicità si dischiude in un istante, non la riconosci subito, di primo acchito, ma lo rende perfetto. Se anche voi siete tra quelli che capiscono ed apprezzano l'importanza delle piccole cose, che sono in grado di vedere il bicchiere mezzo pieno anche nelle difficoltà, allora questa è la lettura che fa per voi. Se non lo siete potreste considerarla un punto di partenza per provarci ed imparare a vivere meglio.





domenica 19 novembre 2017

Sneak Peek Novembre!

Rubrica mensile interamente dedicata alle novità che ci attendono in libreria



Buona domenica lettori! Come state? Abbiamo abbondantemente superato la metà del mese di Novembre ed io ancora non me ne capacito. Questo vuol dire, però, che i tempi sono maturi per il nostro consueto giretto virtuale in libreria alla ricerca delle novità più interessanti che popolano gli scaffali. 
Come sempre si tratta di una selezione personale che comprende una serie di titoli che potrete già trovare o che troverete nei prossimi giorni in libreria. Se siete pronti andrei a cominciare!



CARAVAL
- Stephanie Garber -
dal 2 Novembre in libreria

Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l'imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l'aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall'isola e dal suo destino... Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l'edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre.






OLGA DI CARTA - JUM FATTO DI BUIO
- Elisabetta Gnone -

dal 6 Novembre in libreria

È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.





TI CHIAMO SUL FISSO
- Rainbow Rowell -

dal 7 Novembre in libreria

Se si parla di macchine del tempo, un semplice telefono non sembrerebbe il modo più sofisticato di viaggiare nel passato… Eppure quando Georgie, madre di due bambini e autrice televisiva perennemente sotto stress, mette piede nella casa della sua infanzia, e in un momento di nostalgia alza la cornetta del vecchio telefono fisso - un vero reperto archeologico -, improvvisamente è trasportata a quindici anni prima. Non nel senso che può vedere il suo passato. Ma nel senso che può… telefonargli. Sperando che il passato risponda. Sperando che Neal, quello che oggi è suo marito e allora stava per diventare il suo fidanzato, risponda…
Perché se c'è una cosa che Georgie cambierebbe della sua vita è il modo in cui il suo matrimonio si è pian piano spento, fino a ridursi a quello che è oggi. Forse parlando al telefono con il Neal di ieri potrà rimediare a cose che oggi sembrano irrimediabili. Forse quello stupido telefono, così antiquato da essere ancora attaccato a un filo, può davvero darle una mano…
Con l'ironia e la freschezza cui ci ha abituati con Eleanor & Park, bestseller mondiale che ha battuto ogni record di permanenza in classifica, una delle autrici più amate d'America torna a raccontare una storia di sentimenti che a fasi alterne vi farà ridere e vi spezzerà il cuore. E vi insegnerà molto sul destino, sul tempo e sul vero amore.






 IL MERCANTE DI SETA
- Liz Trenow -

dal 9 Novembre in libreria

Londra, 1760. La vita di Anna Butterfield sta per cambiare per sempre. Rimasta orfana di madre è costretta ad allontanarsi dalla sua casa natale per essere introdotta nella società londinese. Abituata alla pace del verde Suffolk, la metropoli è fin troppo grande e caotica per lei. In più gli zii sono rigidi e le impongono abitudini consone al loro status sociale. Un giorno Anna, guidata dalla sua passione per la pittura e dopo essere uscita di nascosto da casa, si ferma davanti a un banco di fiori al mercato e si mette a ritrarre ciò che vede. Quel disegno finisce tra le mani di Henri, un tessitore di seta di origini francesi, giunto nella capitale in cerca di fortuna. È l’inizio di un idillio artistico: Henri, colpito dalla bellezza dell’opera di Anna, decide di utilizzarla per le sue nuove creazioni. Eppure il destino di Anna è un altro, lontano dal tormentato mondo dell’arte. Lo zio, infatti, vuole sistemarla facendole sposare un giovane e ricco avvocato. Anna ed Henri dovranno lottare per difendere il loro amore clandestino e le loro aspirazioni.
Ispirato a eventi e personaggi storici realmente esistiti, Liz Trenow fa rivivere un’epoca segnata da persecuzioni religiose, tensioni razziali e rivolte sociali, e dipinge l’appassionante affresco di una storia d’amore travolgente e indimenticabile.






ARABESQUE
- Alessia Gazzola -

dal 13 Novembre in libreria

Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall’Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. E la luminosa (forse) e accidentata (quasi sicuramente) avventura della libera professione la attende. Ma la libertà tanto desiderata ha un sapore dolce amaro: di nuovo single dopo una lunga storia d’amore, Alice teme di perdere i suoi punti di riferimento. Tutti tranne uno: l’affascinante e intrattabile Claudio Conforti, detto CC, medico legale di comprovata professionalità e rinomata spietatezza.
Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c’è una donna di quarantacinque anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all’universo – tanto affascinante quanto spietato e competitivo – del balletto classico.


lunedì 13 novembre 2017

Recensione 'Arabesque' di Alessia Gazzola


Buon inizio di settimana lettori! Ebbene sì, il titolo di questo post è più che corretto ed io sono davvero felice. Sono felice perché, grazie a Tommaso e Gaia, nello specifico, e alla casa editrice Longanesi tutta, ho potuto leggere in super anteprima il nuovo romanzo di Alessia Gazzola con protagonista la cara e dolce Alice Allevi della quale, ormai, mi considero una grande fan a tutti gli effetti. Vi auguro una buona lettura!




Arabesque
Alessia Gazzola


Editore: Longanesi - Genere: Giallo
Pagine: 350 - Prezzo: 17,60 € - eBook: 9,99€
(OMAGGIO CE)


Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall'Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. E la luminosa (forse) e accidentata (quasi sicuramente) avventura della libera professione la attende. Ma la libertà tanto desiderata ha un sapore dolce amaro: di nuovo single dopo una lunga storia d'amore, Alice teme di perdere i suoi punti di riferimento. Tutti tranne uno: l'affascinante e intrattabile Claudio Conforti, detto CC, medico legale di comprovata professionalità e rinomata spietatezza. Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c'è una donna di 45 anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all'universo - tanto affascinante quanto spietato e competitivo - del balletto classico.


Era l'estate del 2016 quando, per la prima volta, mi imbattevo nel romanzo che ha dato i natali alla specializzanda di Medicina Legale più simpatica ed imbranata che io conosca: Alice Allevi, appunto. Sul blog vi ho parlato solo dei primi due volumi che compongono la serie (L'allieva e Un segreto non è per sempre), ma, in questo lungo periodo, mi sono comunque portata avanti tanto da mettermi in pari con l'uscita di questa nuova avventura dal titolo e dalla copertina meravigliosi. 

Come in tutte le storie a cui la Gazzola ci ha abituati, anche in questo caso, la cara Alice si ritroverà a fare i conti con una morte che di naturale ha ben poco nonostante le apparenze. Maddalena Vichi, un tempo étoile della Scala, viene ritrovata morta nel giardino della sua immensa villa con indosso un vestito quasi principesco, un vestito che, in una qualche maniera, ricorda i bellissimi abiti che vengono indossati durante il balletto. Sarà l'esame autoptico condotto da una Alice che non è più specializzanda, ma specialista a tutti gli effetti in Medicina Legale, a delineare un quadro dalle fattezze delittuose, suffragato poi dal ritrovamento di biglietti che minacciano di rivelare la verità su un caso del passato, un caso di suicidio che ha avuto per protagonista un'altra promettente ballerina: Ginevra Bley. Sarà proprio il passato l'elemento che fornirà la chiave di lettura dell'intera vicenda e permetterà di far luce sugli avvenimenti del presente anche se alcuni rapporti professionali e sentimentali verranno messi a serio rischio. 

Per lungo tempo sono stata una ballerina di danza classica. Conosco la disciplina, il rigore, il sacrificio, tutti aspetti che caratterizzano una tale professione e che chi è un tantino avvezzo al mondo del balletto, ma anche chi non lo è, ritroverà tra le pagine di questo bellissimo romanzo. La prima cosa che si nota è proprio lo studio che c'è dietro la stesura della storia: l'autrice, come ci dice nei ringraziamenti, si è documentata a lungo prima di scrivere questa nuova avventura e, a mio parere, lo ha fatto in maniera efficace e accorta andando a costruire un mondo, un palcoscenico, su cui prende le mosse l'intero racconto, più che credibile.

Vero è che il nucleo di base, attorno al quale costruire la struttura narrativa, potrebbe risultare sempre lo stesso: una morte apparentemente normale nella quale Alice intravede, per competenze o per intuito, un aspetto omicidiario che la conduce ad una indagine vera e propria in cui piccoli pretesti, collegabili al suo vissuto, la portano ad investigare in maniera silenziosa. Quello che però fa la differenza è la cornice d'insieme, la caratterizzazione dei personaggi cui si accompagna uno stile fresco, scorrevole, divertente quando necessario e preciso e puntuale quando lo richiede la narrazione. 

Punto di forza, come sempre, è la protagonista. Alice e il suo spirito di osservazione, appassionata, curiosa ed attenta ai dettagli. Alice che ha subìto un vero e proprio processo di maturazione professionale e personale che, giunti al settimo romanzo, ci si aspetta. 
Alice che si trova in quella fase della vita in cui, diventata a tutti gli effetti specialista e in attesa di sostenere il concorso per il dottorato, con un appartamento da rimodernare, un conto in banca che chiede vendetta (da questo punto di vista non è tanto cambiata!) ed una storia d'amore morta e sepolta alle proprie spalle, dovrà iniziare a camminare con le proprie gambe, da sola, in un mondo fatto di adulti. Naturalmente emerge prepotente il terrore di sbagliare, di commettere quegli errori che non le permetterebbero di ricostruire i motivi di una morte che, essendo stata comunque parte di una vita, ha lo stesso valore di quest'ultima, e che potrebbero lasciare insoluti i quesiti del pubblico ministero. 
Alice dovrà mettersi in gioco non solo professionalmente ma anche sentimentalmente. Ed è qui che farà capolino la figura di Claudio. 
La parte sentimentale è ben sviluppata e l'ho trovata molto convincente. In questa nuova avventura, infatti, conosceremo entrambe le figure sotto una veste differente, non più solo quella lavorativa, in Istituto per intenderci, ma soprattutto personale. Claudio non sarà solo il Dottor Conforti, ma un uomo che con la comunicazione verbale è un disastro, al contrario di quella gestuale. Un uomo che dovrà fare i conti con un modo di vedere la coppia ben lontano da quello della protagonista e che compirà quel salto che dalla chiusura e dalla reticenza, forse, lo porterà a mettersi finalmente in gioco. 

Arrivati al settimo romanzo ci si sarebbe potuti aspettare un calo quasi fisiologico dal punto di vista del racconto e della storia in sé. Personalmente non l'ho riscontrato in nessuno dei precedenti romanzi e nemmeno in quest'ultimo. Certo è che alcuni casi possano coinvolgere più di altri ma la capacità della Gazzola, come ho già evidenziato in passato, è quella di saper costruire gialli fitti ed intricati in cui, i continui ribaltamenti di fronte, riescono a mantenere alta e viva l'attenzione del lettore.

Il romanzo, permeato nella sua interezza di sinuosa musicalità già a partire da quel titolo, Arabesque, che richiama l'omonima opera di Debussy, non manca assolutamente di nulla tra amore, indagine e mistero. Una storia elegante, legata al mondo della danza, da leggere tutta d'un fiato e in grado di accontentare grandemente i fan della serie. Ora ricomincia l'attesa perché il finale di questo capitolo non fa presagire nulla di buono!





lunedì 6 novembre 2017

Recensione 'L'antagonista' di Edoardo Zambelli


Buon inizio di settimana lettori! Dopo qualche giorno di pausa è tempo di una nuova recensione. Oggi, infatti, vi parlo di un romanzo terminato durante il weekend e che mi è stato gentilmente inviato dalla Laurana Editore. Non ho scelto direttamente il titolo, mi è stato proposto, e forse è per questo che, a conclusione, lo ritengo un tantino lontano dalle mie solite letture.





L'antagonista
Edoardo Zambelli


Editore: Laurana Editore - Genere: Narrativa Contemporanea
 Pagine: 215 - Prezzo: 15,00 € - eBook: 4,99 €
(OMAGGIO CE)


Erika ha dovuto fare da sola, gettandosi dalla finestra, e i pochi che conservano il ricordo di lei restano attoniti. L’uomo che la amò ai tempi dell’università, l’amica del cuore con la quale tentò l’avventura a Roma, i parenti che a un certo punto non hanno più voluto aver che fare con lei, l’impresario teatrale che l'aveva vista crescere prima e svanire poi, l’artista che ne aveva fatta non si sa se una musa o una preda: a tutti sembra che quella morte volontaria abbia svelato il segreto che li accomuna: loro non sono mai stati veramente vivi, sono stati solo comparse nella vita di Erika.E noi stessi, che pure seguiamo passo passo l’uomo che pazientemente, dopo aver letta in un giornale la notizia del suicidio, raccoglie i frammenti della vita di Erika, abbiamo la sensazione di sprofondare sempre più in un mistero: per riemergerne con tra le mani una verità intollerabile.



Sin dalla più tenera età, ai bambini, viene insegnato, in maniera alquanto semplicistica ma efficace, che il mondo si divide in buoni e cattivi. Questa impronta è rintracciabile anche, e soprattutto, nelle fiabe, che accompagnano a mo' di nenia i dolci sogni serali, dove protagonisti e antagonisti si affrontano in duelli sanguinari o in intelligenti prove di astuzia che portano i primi ad avere la meglio sui secondi. L'antagonista, per definizione, è colui che lotta contro il protagonista, il cattivo, l'antieroe, colui che deve essere sconfitto. 
Succede però, in alcuni casi, che l'antagonista inizi a tessere le fila del discorso, che si conquisti un posto ben definito sulla scena e che arrivi a sovrastare l'eroe, il buono. Alle volte, però, basta guardare più attentamente per rendersi conto del fatto che, senza andare troppo lontano, il termine antagonista, nella sua forma aggettivale, si riferisca ad una sfumatura di colore, la più tetra, insita nello stesso protagonista colto nella sua veste più comune: quella di essere umano e quindi debole. Sorge spontaneo, a questo punto, un quesito che è anche il punto focale del romanzo sul quale il lettore deve porre la propria attenzione: l'antagonista è davvero un'altra persona o, il più delle volte, è una proiezione del nostro essere? 

Ed è proprio in risposta a questa domanda che Zambelli costruisce l'intera narrazione servendosi di un protagonista senza nome, di diverse comparse, anche se alla resa dei conti si comprenderà che lo stesso protagonista può essere definito tale, dipende sempre dai punti di vista, e di tante storie che, apparentemente senza un nesso, si intrecceranno tra loro. A farla da padrona la morte che lega, non libera ma condanna. 

In questo romanzo ogni figura è chiamata a fare i conti con la propria vita, con le proprie responsabilità, la propria solitudine, i propri sensi di colpa. A rimettere insieme i pezzi per dare una forma più comprensibile agli eventi. Un tuffarsi nel proprio passato, nei ricordi, nel dolore per provare a ricostruire le cause del gesto di Erika, il motore dell'intera vicenda. Errato, da parte del lettore, volerlo accostare al genere giallo. Qui non abbiamo una indagine con tutti i crismi, piuttosto la risoluzione di un mistero che coinvolge tutti, senza esclusione di colpi.
Il lettore, al fianco del protagonista, sarà chiamato e rimettere insieme i pezzi, a riosservare le scene dall'interno e dall'esterno, a prestare attenzione agli indizi disseminati dall'autore nel corso della narrazione e che conducono ad un'altra verità. Una verità che lascia l'amaro in bocca, che fa dubitare perfino di quel protagonista un po' narratore e un po' scrittore.

L'autore, servendosi dei diversi personaggi, è in grado di scavare nel loro animo, nei recessi più segreti, per rivelare le fattezze del genere umano e rappresentarlo con le proprie paure, con le proprie sofferenze, gli scheletri nell'armadio, o per meglio dire i mostri. 
Alla storia principale, in cui il protagonista senza nome, abbandonato dalla moglie, cerca di rimettere insieme quel che resta della propria esistenza allontanandosi, con l'intento di scrivere un romanzo, ed incappando nella notizia della morte di Erika, sua vecchia conoscenza, si alternano i capitoli di una storia parallela che riprende le mosse dall'idea di base del romanzo che il protagonista avrebbe voluto scrivere e che però, a mio avviso, non si amalgamano con il resto, andando a costituire un micronucleo a sé stante.

L'antagonista è un romanzo molto particolare, altamente introspettivo, complesso e caratterizzato da un'elevata componente onirica, a metà strada tra l'incubo e il sogno, cui si accompagna una distorsione della realtà, cosa che, purtroppo, non sono solita apprezzare e che, anche in questo caso, ha sortito un effetto similare. Da un certo punto in poi la narrazione perde anche quella sorta di linearità che aveva contraddistinto la parte iniziale del romanzo andando ad assumere un aspetto piuttosto confusionario che conduce ad un epilogo che è soggetto ad una vera e propria interpretazione da parte del lettore, interpretazione che, proprio per quella che è la struttura del romanzo stesso, non è necessariamente univoca.

Per concludere ottima l'idea di base, nonostante alcuni aspetti rimangano irrisolti o siano di difficile comprensione, efficace la scelta stilistica ed il modo di raccontare di Zambelli, così come l'analisi che fa dei personaggi, ma romanzo lontano dal mio gusto personale e forse per questo non apprezzato fino in fondo.




giovedì 2 novembre 2017

Monthly Recap Ottobre!


Rubrica a cadenza mensile per riepilogare quanto avvenuto nel mese appena trascorso



Buongiorno lettori! Ottobre è giunto al termine, Novembre è già iniziato ed io ancora non ci credo. Non ci credo perché mi sembra passato pochissimo tempo dall'ultima volta in cui stilavo la TBR delle letture da affrontare per il mese entrante. A quanto pare c'è poco da fare e mi devo rassegnare a questa cosa anche se, diciamola tutta, Novembre mi piace un sacco perché preludio di Dicembre che vuol dire inverno, ma soprattutto NATALEEEEE! Sì, sono una fan del freddo e delle luci colorate, e dell'albero e dell'atmosfera e dei profumi e sì, anche dei regaliiiii!
Ma prima di fare un così lungo balzo in avanti vediamo insieme cosa è accaduto nel mese di Ottobre, quali libri si sono avvicendati sul mio comodino e quali invece vorrei leggere prossimamente...




LETTURE E RECENSIONI


Alla fine dello scorso appuntamento con la rubrica Monthly Recap proponevo la mia solita TBR librosa per il mese di Ottobre e diciamo che la situazione, oggi, è la seguente:

- "Antiche voci da Salem" - Adriana Mather (lettura a tema Halloween)
- "L'uomo di neve" - Jo Nesbo (uscita cinematografica 12 Ottobre)
- "La ragazza nella nebbia" - Donato Carrisi (uscita cinematografica 26 Ottobre)
- "Wolf. La ragazza che sfidò il destino" - Ryan Graudin
- "I favolosi anni '85' - Simone Costa
- "Una lettera lunga una vita" - Loredana Limone 

Come al solito sono riuscita a rispettarla in parte perché ho dovuto inserire, in corsa, altre letture. Di seguito trovate tutte le recensioni pubblicate nel mese appena trascorso (vi basta cliccare sull'immagine di copertina!):


Testo Alternativo
3,5 stelle
Testo Alternativo
5 stelle
Testo Alternativo
4 stelle

Testo Alternativo
5 stelle
LIBRO DEL MESE
Testo Alternativo
4,5 stelle
Testo Alternativo
4 stelle
NON RECENSITO


martedì 31 ottobre 2017

The Hunting Word Challenge: Triade Quarta Tappa!




Buongiorno partecipanti alla The Hunting Word Challenge! Anche in questa quarta tappa c'è qualcuno, tra voi, che ha spuntato tutte e dieci le parole assegnate a Settembre.
Non fatevi prendere dal panico, vi ricordo che avete tempo fino alle 18:00 del 20 Dicembre per continuare a giocare con me e spuntare quante più parole possibili, tuttavia, come prevede anche il regolamento, sono obbligata ad aggiungere 3 nuove parole, da qui il nome di triade; Triade che, come per la parola bonus, sarà pubblicata una sola volta nel corso di ogni tappa!

Prima di passare alle spiegazioni del caso, che non sono per nulla differenti da quelle della tappa precedente, vi invito a leggere attentamente quanto segue:

per accedere alla Triade dovrete aver completato tutte le dieci parole iniziali. Cosa si intende per completato? Che oltre a leggere i dieci romanzi, dovrete avere inviato, e quindi io dovrò aver inserito nel File Drive, le vostre recensioni. Questo perché prima di accedere alla Triade effettuerò un ulteriore controllo a seguito del quale riceverete una email (entro 48h dall'invio della vostra ultima recensione) in cui vi si confermerà che potrete iniziare a leggere per spuntare le nuove parole. 
Quindi se siete degli accumulatori e preferite inviare le recensioni tutte insieme, ricordatevi che per proseguire con la Triade dovrete avere inviato le recensioni e ottenuto il mio consenso! Su questo non transigo perché se una delle dieci letture non dovesse andar bene non potrete accedere alla Triade!



COME GIOCARE?


Come al solito dovrete scegliere un libro (e per libro si intende un libro di minimo 150 pagine a tal proposito faranno fede le schede Amazon e Goodreads, non racconti, fumetti e varie ed eventuali, né riletture!) che abbia: 

- quella stessa parola nel titolo; 
- una o più parole nel titolo che siano ricollegabili per significato o idea;
- quella stessa parola disegnata in copertina; 


Osservazione 1: potrete cambiare il numero della parola, cioè usarne il singolare o il plurale, ma non il genere, quindi se la parola è al femminile singolare, potreste utilizzarla al femminile plurale, ma non al maschile. 
Piccolo esempio: se la parola fosse Regina, Regine andrebbe benissimo, ma non Re!

Osservazione 2: nel caso in cui leggiate in lingua le parole non possono essere tradotte, quindi rimangono in italiano e, di conseguenza, non le troverete mai nel titolo (se pure dovessero rimanere identiche il romanzo rientra comunque nella casistica libro in lingua). Tuttavia potreste usare il libro in lingua nel caso in cui la parola fosse raffigurata in copertina, quindi sarebbe l'unico caso possibile. Ovviamente a lettura in lingua corrisponde recensione in italiano!

Vi ricordo, inoltre, che i concetti astratti non possono essere rappresentati in alcun modo in copertina!


Per quanto riguarda il punteggio, nel caso della Triade, sarà triplicato quindi:
  • per ogni libro letto con la parola esatta nel titolo - 9 PUNTI;
  • per ogni libro letto con una o più parole ricollegabili per significato o idea nel titolo - 3 PUNTI;
  • per ogni libro letto con quella stessa parola raffigurata in copertina - 15 PUNTI;
  • per ogni libro che abbia la parola esatta nel titolo o una ricollegabile ed anche la raffigurazione in copertina della parola data (quindi non della ricollegabile), oltre al solito punteggio di 9 o 3 + 15 Punti, se ne aggiungeranno altri - 6 PUNTI BONUS (non è contemplato il caso di una doppia parola per uno stesso libro. Deciderete voi quale delle due spuntare in modo da leggere un libro per ogni parola!)
  • al completamento della triade - 30 PUNTI BONUS;


Per quanto riguarda le recensioni farà fede la data di pubblicazione sul vostro blog o sui vostri profili Goodreads e Anobii, quindi non varranno letture antecedenti al momento dell'invio della mia email di conferma! Le letture dovranno essere scelte da quel momento in poi (non potrete utilizzare libri conclusi da qualche giorno, né riletture, né libri che avrete usato già per altre parole!). Avrete tempo fino alle ore 18:00 del 20 Dicembre, tutte le recensioni che arriveranno dopo tale orario non verranno prese in considerazione!


Il modulo da utilizzare per l'invio delle recensioni della triade è lo stesso che avete usato fino a questo momento e che userete durante tutta la quarta tappa (fatta eccezione per le sfide aggiuntive per le quali, vi ricordo, troverete un modulo diverso!). Ovviamente lo trovate nel post di apertura della Quarta Tappa! (qui)
La compilazione dello stesso rimane invariata, dovrete solo specificare la parola spuntata nell'apposita sezione.
Per qualsiasi dubbio potete contattarmi sul gruppo Facebook o al seguente indirizzo appuntidiunagiovanereader@gmail.com


Ed ora ecco a voi la Triade!









lunedì 30 ottobre 2017

Recensione 'La ragazza nella nebbia' di Donato Carrisi


Buongiorno lettori e benvenuti nel mio angolino! Stando alla TBR stilata per il mese di Ottobre, in questo inizio di settimana, avrei dovuto lasciarvi la recensione di un romanzo letto in occasione dell'anglosassone festa di Halloween, ma così non sarà. Per questa volta i mostri, le streghe, i fantasmi e i vampiri li lascio buoni nel loro cantuccio mentre, complice un thriller mozzafiato, vi parlerò di sparizioni, omicidi e assassini.




La ragazza nella nebbia
Donato Carrisi


Editore: Longanesi - Genere: Thriller
Pagine: 373 - Prezzo: 12,00 € - eBook: 8,99€


La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di ghiaccio e nebbia ad Avechot, un paese rintanato in una valle profonda fra le ombre delle Alpi. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l'auto dell'agente speciale Vogel è finita in un fosso. Un banale incidente. Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Eppure una cosa è certa: l'agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt'altra parte, lontano da Avechot. Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico. Perché è questa la specialità di Vogel. Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l'indagine grazie all'attenzione e alle pressioni del "pubblico a casa". Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco, e questa è la sua "firma". Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, per far sì che un crimine riceva ciò che gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un'audience. Sono passati due mesi da tutto questo, e l'agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì?


Donato Carrisi, vincitore del Premio Bancarella nel 2009 con il suo romanzo d'esordio Il suggeritore (che a questo punto è quasi doveroso leggere), vanta una vasta produzione letteraria incentrata sul genere thriller ed è proprio attraverso uno dei suoi numerosi romanzi, La ragazza nella nebbia, che ho deciso di accostarmi al suo mondo narrativo. La scelta è stata dettata dal fatto che, come forse saprete, o forse no, lo scorso giovedì è apparsa in tutte le sale l'omonima trasposizione cinematografica e, come avvenuto già per il romanzo di Nesbo, volevo avere una idea più precisa prima di dedicarmi alla pellicola. 

L'argomento centrale del romanzo, che funge da perno attorno al quale far ruotare l'intera vicenda, è la scomparsa della sedicenne Anna Lou. Il pomeriggio del 23 Dicembre, infatti, ad Avechot, un piccolo paese alpino, la giovane esce di casa senza farne più ritorno. Il passo da allontanamento volontario a rapimento è breve ed è per questo che inizia una vera e propria indagine, soprattutto mediatica, affidata all'agente speciale Vogel. In realtà, e questo sarà uno dei tanti assi nella manica dell'autore, la narrazione ha inizio ben 62 giorni dopo l'episodio cardine a cui ho fatto cenno poco fa e vedrà protagonista lo stesso Vogel che, a seguito di un incidente stradale che pare avergli bloccato la memoria, ricostruirà l'intero caso giorno dopo giorno, tassello dopo tassello.

La prima carta vincente del romanzo, a mio avviso, è proprio la scelta di differenti tempi narrativi. La narrazione, infatti, si apre al presente ma subisce continue e preponderanti contaminazioni dal passato per permettere al lettore di prendere dimestichezza con quanto già avvenuto e ricostruire poco alla volta, con tutta una serie di imbeccate sparse nel corso del racconto, il caso nella sua interezza. Si stabilisce una sorta di dialogo muto tra l'autore e colui che legge, con il primo che sembra dire al secondo 'io so già tutto, adesso tocca a te fare luce su quanto accaduto'. Ed è proprio l'essere accolto in questa maniera che suscita nel lettore il desiderio di conoscere ogni cosa il prima possibile, invogliandolo a divorare pagine su pagine. Emerge così, da subito, la grande capacità progettuale di Carrisi, seconda carta vincente, a cui se ne accompagna una terza: lo stile. Carrisi conosce quello di cui parla e sa come raccontarlo anche al lettore più inesperto, a quello che potrebbe avere poca dimestichezza con il genere thriller. Il suo è un registro efficace che, non solo è in grado di mantenere alta l'attenzione ma, a completamento di quanto detto poc'anzi, incrementa la voglia di proseguire. Tutto è ricostruito alla perfezione e con dovizia di particolari. Le descrizioni, che pure sono presenti, non appesantiscono in alcun modo la lettura ma vanno a completare l'opera: ci si sente ad Avechot, nel bel mezzo della bufera.

Per non parlare poi dei continui colpi di scena, dei diversi cambi di prospettiva che mettono in luce nuove possibilità che rimescolano le carte rendendo il tutto imprevedibile, quando invece quel tutto sembrava essere giunto all'epilogo. Nulla è lasciato al caso o rimane irrisolto. Tutto fa parte di un progetto ben definito, persino quel finale, un pugno allo stomaco, che colpisce e strega e che, nonostante tutto, non ci si aspetta.

Ancora, i personaggi. Carrisi è in grado di raccontare il dolore e il senso di impotenza di una famiglia sempre più distrutta, di un padre con le spalle chine che sente di non aver vigilato sui propri figli come avrebbe dovuto. Di una giovane donna, Anna Lou, protagonista silente, timida ed un po' impacciata quando si tratta di relazionarsi ed interagire con il resto del mondo. Di un agente speciale, Vogel, vanitoso, privo di scrupoli e accentratore, che ha costruito la sua brillante carriera sulle disgrazie altrui, adattando la verità ai suoi scopi. Un uomo a cui non interessa tanto la risoluzione del caso, quanto attirare le telecamere, conquistare le prime pagine, sentire la pressione dei telespettatori e raggiungere l'audience.

Ed è servendosi di quest'ultima figura che Carrisi punta il dito, a ragione, su quella che è la realtà in cui viviamo, una realtà per la quale è più importante la cattura del colpevole che la verità: nel primo caso ci si illude di essere ormai al sicuro, e questo in una qualche maniera basta, mentre la verità coinvolge e rende complici. Una realtà in cui "la giustizia non fa ascolti. La giustizia non interessa a nessuno" perché quello che fa audience è il mostro. Una realtà in cui, se riflettete, si tende a ricordare il nome del carnefice piuttosto che quello delle sue vittime, vittime che, è importante capire, hanno una voce, un passato che di solito parla per loro e che bisognerebbe imparare ad ascoltare.

Carrisi è un autore di fama mondiale e lo è meritatamente. Geniale, arguto e attento, sa come costruire un romanzo, come raccontare una storia e come entrare in sintonia con il lettore. Leggerlo è, infatti, una vera e propria esperienza per cui, se non lo avete ancora fatto, non vi resta che provare per credere.






lunedì 23 ottobre 2017

Recensione 'Una lettera lunga una vita' di Loredana Limone



RECENSIONE IN ANTEPRIMA

Buon lunedì lettori! In questo inizio di settimana sono felice di lasciarvi la recensione di un romanzo bello ed emozionante nato dalla penna di una delle scrittrici italiane che più adoro. Come avrete letto dal sottotitolo si tratta di una anteprima, per la cui lettura devo ringraziare la casa editrice Cento Autori nella persona di Arkin, che troverete in libreria dal 26 Ottobre. Io vi consiglio di non lasciarvela sfuggire e tra poco ve ne spiego il motivo...





Una lettera lunga una vita
Loredana Limone


Editore: Cento Autori - Genere: Narrativa
 Pagine: 240 - Prezzo: 15,00 €
(OMAGGIO CE)


Tina vive con serenità i suoi ultimi anni di vita lontana dall'Italia e dalle sue radici. Un giorno in apparenza come gli altri, una telefonata sconvolge la sua tranquilla esistenza. Da quell'eco di una voce lontana dall'accento inconfondibile, un uomo sembra riportarla al suo passato e ai suoi ricordi.
L'Italia, Napoli, la sua terra, gli odori e i sapori che aveva amato da bambina e adesso credeva di aver dimenticato, riaffiorano tutti insieme all'improvviso travolgendola come un fiume in piena. Tina così decide di scrivere una lettera a quell'uomo riemerso dal suo passato ma non si tratta delle solite righe di convenevoli, ma di una lettera d'amore lunga tutta una vita.



Ogni volta che decido di leggere un romanzo nato dalla penna di Loredana Limone resto affascinata dalla sua capacità narrativa. Leggerla è viaggiare tra le parole che fluiscono dalla sua penna, è sentirsi coccolati dalle storie che racconta, è lasciare un pezzettino del proprio cuore tra le pagine inchiostrate. Conosciuta grazie alla saga dedicata al famoso Borgo Propizio, in cui tutti vorremmo trasferirci, anche questo romanzo è ammantato dalla genuinità, dalla semplicità e dalla tenerezza che contraddistinguono la sua scrittura e contribuiscono a renderla unica. 

In questo ultimo lavoro, l'autrice si cimenta con la scrittura di un romanzo che tocca tematiche storiche e culturali, ma che racconta di coraggio, di scelte, di cambiamenti, di solitudine, di famiglie e di amore. Ecco, il protagonista indiscusso di questa struggente storia è proprio il sentimento d'amore, quello che travolge come un mare in tempesta, che brucia come lava incandescente, che, nascosto nei meandri del cuore, rende i sogni inquieti ed imbriglia mente, cuore e anima.
Ed è proprio per raccontarci questa intensa storia che la Limone si serve di una cornice che toglie il fiato, una cornice con un fragrante sapore di antico, di biscotti appena sfornati, di tende inamidate, di crocchie al profumo di lavanda. Una cornice in cui la tavolozza di colori nel cielo si stempera in un mare meraviglioso e cristallino. Una cornice che ha un solo nome possibile: Napoli.

La narrazione, però, prende piede nel 1996, in una città del tutto diversa e dal nome straniero: Wilmington. Ad accoglierci una donna, Assuntina, che, con il cuore e le mani che tremano, si accinge a scrivere una lettera a Mario, grande amore che non vede da ben trent'anni. Sarà lei la voce narrante dell'intera vicenda, una voce che ha l'urgenza di raccontare, urgenza che si riflette nella costruzione sintattica delle frasi, nella loro brevità, nell'apparire quasi spezzate dall'utilizzo di una punteggiatura che rende il ritmo concitato e la lettura scorrevole e piacevolissima
Muovendosi su piani temporali differenti e con un alternarsi di capitoli corsivati scritti in prima persona, che rappresentano la famosa lettera e quindi il tempo presente, e capitoli in terza che raccontano quanto accaduto precedentemente, anche il lettore compirà quel balzo indietro, di trent'anni e più, necessario per destreggiarsi, pagina dopo pagina, nella storia che si dipanerà sotto i suoi occhi attoniti. 

Ciò che colpisce è proprio la potenza delle voci che, direttamente o indirettamente, si racconteranno, spogliandosi delle corazze dietro le quali si sono nascoste e conquistandosi, in punta di piedi, la fiducia del lettore. Conosceremo Assuntina e Mario, la loro storia d'amore: un uragano che sconquassa l'anima. Un amore grande, costretto dalla vita ai soli attimi rubati. Un amore finito, o forse no, semplicemente sopito. Un amore che sa di malinconia, di ombre, di freddo, di scheletri nell'armadio, ma anche di tenerezza, di naturalezza e di pochi ricordi. Assuntina e quella luce malinconica negli occhi che si riflette in tutto il suo essere; Mario e le sue idee bislacche, i repentini sbalzi d'umore, il suo sparire e riapparire all'improvviso. E poi Harry, il soldato americano, l'uomo che può liberarla dalla pena d'amore, che, gentile e affidabile, le dà sicurezza e con il quale può passeggiare alla luce del sole senza doversi nascondere dalla famiglia. L'uomo su cui ricadrà la scelta della giovane donna che inizierà a condurre una vita all'ombra di quella che invece aveva sognato, una vita che non le apparterrà mai, che sarà, a tutti gli effetti, quella di un'altra e che la porterà a comprendere come lo stare con una persona non significhi, necessariamente, appartenerle.

Una lettera lunga una vita è un romanzo accogliente, dolce e delicato, emozionante e ricco di sentimenti e che profuma di antico. Un romanzo che si prefigge anche un ruolo educativo affrontando tematiche storiche e culturali che fanno luce su alcuni aspetti della vita durante e dopo la guerra e aprono gli occhi sul mondo americano. Assuntina, infatti, incarna alla perfezione l'immagine di molte donne del dopoguerra cha si ritrovarono a seguire il loro marito americano in un paese sconosciuto, che avevano dovuto raccimolare in fretta quel coraggio e quella forza necessari a combattere la solitudine per poter scrivere "...una storia con la esse minuscola, senza armi e senza bombe, che non parlava di sangue e distruzione, di odio o potere, dove non c'erano vinti e vincitori (perciò non è mai entrata nei libri di storia): una storia d'amore e lontananza, di viscere e di carne; di terre che si uniscono, di radici che si intrecciano...". Un romanzo che ci permette di viaggiare nel tempo e che insegna l'importanza di alcune cose, di alcuni sentimenti, soprattutto quelli che si credono dimenticati e che invece restano per sempre, sommersi dalla vita.





venerdì 20 ottobre 2017

The Hunting Word Challenge: Parola Bonus Quarta Tappa!




Buongiorno a tutti i partecipanti alla The Hunting Word ChallengeCome avrete intuito dal titolo, questo post è tutto per voi e riguarda la famosa parola bonus che vi permetterà di accumulare 15 PUNTI EXTRA. Adesso vi spiego per filo e per segno di cosa si tratta cercando di essere il più precisa possibile.

La parola bonus sarà sempre una, e soltanto una, nel corso delle diverse tappe. Questo vuol dire che fino al 20 Dicembre, data di conclusione della Quarta Tappa, non ne troverete un'altra e che potrete utilizzarla una sola volta, proprio come avviene per le 10 parole di base.

Ancora, la parola bonus potrà essere spuntata in qualsiasi momento (ovviamente la recensione dovrà essere pubblicata e inviata sempre entro le ore 18:00 del 20 Dicembre) anche se non avrete completato tutte le dieci parole iniziali che vi sono state assegnate a settembre con l'inizio della tappa. 



COME GIOCARE?


Come al solito dovrete scegliere un libro (e per libro si intende un libro di minimo 150 pagine a tal proposito faranno fede le schede Amazon e Goodreads, non racconti, fumetti e varie ed eventuali!). 


Qual è la particolarità? In questo caso specifico la parola dovrà essere contenuta solo ed esclusivamente nel titolo del romanzo (non varrà né il collegamento per significato o idea nel titolo, né la raffigurazione in copertina), così come dovrà conservare il numero, cioè se si tratta di singolare dovrà rimanere singolare e viceversa nel caso del plurale.

Anche per la parola bonus valgono le regole della sfida principale, cioè non si può cambiare il genere da femminile a maschile e viceversa, così come non si può tradurre, in qualsiasi lingua, la parola stessa (questo vuol dire che, poiché i libri in lingua sono validi solo ed esclusivamente per eventuali raffigurazioni in copertina, come da regolamento, in questo caso non potranno essere utilizzati in alcun modo).



Per quanto riguarda le recensioni farà fede la data di pubblicazione sul vostro blog o sui vostri profili Goodreads e Anobii, quindi non varranno letture antecedenti al momento della pubblicazione di tale post! Come specificato nel regolamento le letture dovranno essere scelte da oggi in poi (non potrete utilizzare libri conclusi da qualche giorno, né riletture!).
Se, casualmente, il libro che avete scelto per spuntare la parola bonus presenta anche una delle dieci parole e viceversa, potrete usarlo o per l'una o per l'altra ma non per entrambe, come già sapete!

Il modulo da utilizzare per l'invio delle recensioni della parola bonus è lo stesso che avete usato fino a questo momento e che userete durante tutta la quarta tappa (fatta eccezione per le sfide aggiuntive per le quali, vi ricordo, troverete un modulo diverso!). Ovviamente lo trovate nel post di apertura della Quarta Tappa! (qui)
Al momento della compilazione specificatemi la parola bonus nella sezione "Parola spuntata" in modo da assegnarvi il giusto punteggio!

Credo di non avere nulla da aggiungere se non che per qualsiasi dubbio o perplessità potremo confrontarci nel Gruppo Facebook o contattandomi all'indirizzo email appuntidiunagiovanereader@gmail.com.


Ed ora ecco a voi la parola bonus della Quarta Tappa!






mercoledì 18 ottobre 2017

Recensione 'L'uomo di neve' di Jo Nesbo


Buon mercoledì lettori! Oggi vi lascio la recensione di un romanzo che ho terminato qualche giorno fa e che ho letto in occasione dell'uscita del suo adattamento cinematografico. Come sempre mi piace prima leggere il libro e poi dedicarmi alla pellicola. Nonostante sia un'amante del genere thriller, Jo Nesbo appartiene a quella categoria di autori, soprattutto nordici, che non fanno ancora parte del mio personale bagaglio. Come sarà andata? Ve lo lascio scoprire tra pochissimo.




L'uomo di neve
Jo Nesbo


Editore: Einaudi - Genere: Thriller
Pagine: 536 - Prezzo: 20,00 € - eBook: 9,99€


La città di Oslo è avvolta nel buio e i primi fiocchi di neve cadono leggeri imbiancando le strade. Birte Becker è appena tornata a casa dal lavoro quando, fuori dalla propria finestra, nota un pupazzo di neve che sembra scrutarla. Poche ore dopo, Birte scompare senza lasciare traccia. Unico indizio, un pupazzo di neve avvolto nella sciarpa della donna, all'interno del quale viene ritrovato anche il suo cellulare. Il commissario Harry Hole, chiamato per indagare sulla misteriosa scomparsa, si getta a capofitto nel caso per sfuggire ai fantasmi che lo perseguitano giorno e notte e alla notizia che lo ha gettato nel baratro dopo mesi di astinenza dall'alcol e di buona condotta: Rakel, l'unica donna che abbia mai amato, sta per sposarsi. Appena inizia a indagare sulla scomparsa della Becker, Harry si rende conto che il caso ha moltissime somiglianze con altre sparizioni misteriose avvenute a Oslo negli ultimi vent'anni. La procedura è sempre la stessa: una donna, sposata con figli, scompare nel nulla, nella notte in cui sulla città cade la prima neve. Hole è l'unico che può avvicinarsi alla verità, perché il male, subito e inferto, lo conosce molto da vicino e può calarsi pienamente nella testa del serial killer. La scoperta, però, sarà più amara e sconcertante del previsto, perché la mano in grado di perpetrare quegli orrendi crimini è molto più vicina di quanto Harry si sarebbe mai immaginato.



L'uomo di neve, titolo del romanzo nonché soprannome dato al serial killer che conosceremo nel corso della narrazione, è il settimo libro facente parte del ciclo dedicato all'ispettore Harry Hole. Premetto che, di base, tendo a seguire l'ordine cronologico di pubblicazione, e quindi di lettura, per poter avere un quadro completo della storia. Questo caso rappresenta un'eccezione ma, c'è da ammettere, che non ho riscontrato delle particolari mancanze a livello narrativo e di caratterizzazione dei personaggi.
Sicuramente non siamo a conoscenza del background del protagonista, comprendente vissuto e rapporti interpersonali, così come si fa riferimento ad epidosi che molto probabilmente avranno trovato una collocazione più precisa nei precedenti romanzi però, alla resa dei conti, la storia in sé è strutturalmente completa così come le inquadrature delle diverse figure che, direttamente o indirettamente, vengono coinvolte.

Il filo conduttore è costituito dalla neve, il cui candore prende possesso non solo dell'immagine di copertina ma della vicenda nella sua interezza. Alla caduta della prima neve è legata la scomparsa di alcune donne, tutte sposate e con figli. Unico indizio un pupazzo di neve, osservatore silente. Ad indagare è chiamato Harry Hole, esperto nella cattura di serial killer e conoscitore del male in tutte le sue sfaccettature. Ben presto, però, l'ispettore scoprirà come vi siano moltissime somiglianze con le altre sparizioni che hanno avuto luogo ad Oslo negli ultimi vent'anni e come l'assassino sia più vicino di quanto sembri.

La voce portante dell'intera narrazione, nonostante la presenza di molti personaggi e diversi punti di vista, cosa che un tantino confonde, c'è da ammetterlo, è proprio quella del protagonista. Harry il cui compito è "...sbattere in carcere persone già da tempo prigioniere di se stesse, di un odio e di un disprezzo di sé che lui conosceva fin troppo bene". Harry e quello stesso lavoro che è ormai diventato un'ossessione, l'unica cosa che, insieme alla rabbia, gli permette di andare avanti e che però ha compromesso il suo rapporto con Rakel, la donna che ora prova solo compassione per lui. Harry e la sua ricerca disperata di qualcosa che non aveva mai avuto e che non avrebbe mai trovato. Schivo, con un temperamento poco malleabile, da lupo solitario, indisciplinato e dipendente dall'alcol, un bisogno impellente che deve essere soddisfatto. Nonostante questo, però, è uno di quei personaggi che ispirano simpatia nel lettore perché incarna sì i difetti più classici dell'essere uomo, ma ha la grande capacità di sapersi riscattare attraverso l'acume investigativo e l'intuizione.

La storia in sé è un vero e proprio rompicapo ed è strutturalmente organizzata allo stesso modo. I continui cambi di rotta della pista investigativa faranno sì che la vostra personale lista dei sospettati si arricchirà di nomi sempre nuovi e sempre diversi tra i quali, state pur certi, apparirà anche quello dell'assassino. Nesbo ci offre la soluzione del caso in pillole sparse nei vari capitoli che costituiscono il romanzo e, tuttavia, questo ad un occhio più esperto non sfugge. Purtroppo è proprio cogliendo questi segnali e riunendo i pezzi del puzzle che si giunge alla conclusione prima del tempo, nonostante l'autore cerchi di sviare il lettore con il rischio di perdere, a tratti, le redini del suo raccontare. Questo aspetto, però, non ha disturbato in alcun modo la mia lettura anche perché il movente alla base di tutto lo si scoprirà solo nelle ultime pagine.

Per quanto riguarda la narrazione, invece, mi è piaciuta l'idea di farla muovere su tre piani temporali ben definiti: 1980, 1992 e 2004, anche se la maggior parte della storia prende piede in un arco temporale di 22 giorni in quello che è il periodo a noi più vicino, quindi 2004, pur affondando le origini di ogni cosa nel passato. Ammetto che potrebbe crearsi un po' di confusione per i diversi punti di vista e i diversi personaggi che si alternano nel corso delle pagine, però, mantenendo la giusta concentrazione si riesce a districare il bandolo della matassa.
Il ritmo è un continuo crescendo: si passa da una prima parte, quasi preparatoria, o per meglio dire introduttiva e ricca di descrizioni, in cui la storia può risultare un tantino statica, seppur corredata di colpi di scena, e lenta, ad una seconda in cui il susseguirsi degli improvvisi cambi di rotta, nel corso dell'indagine, rende il tutto più dinamico e adrenalinico ed è proprio da questo punto in poi che la lettura fila via, liscia come l'olio.
Bella anche l'idea di riprendere, sul finire del romanzo, il prologo che avevamo già trovato in apertura e narrarlo dall'altro punto di vista. Costituisce il legame tra inizio e fine, alfa ed omega, portando il cerchio a chiudersi.

In definitiva posso affermare che questo incontro con Jo Nesbo mi ha piacevolmente colpita. La mia unica perplessità sta nell'aver intuito quasi subito chi fosse l'assassino ed è per questo che vorrei leggere altro di suo, per scoprire se è una sua caratteristica quella di rivelare anzitempo ogni cosa o semplicemente il mio occhio ben allenato. Se non avete letto nulla e siete alle prime armi con il genere thriller credo proprio che dovreste farci un pensierino. Se siete più esperti dovete mettere in conto che potreste scoprire molte cose subito, almeno per quanto riguarda questo romanzo, e decidere se la cosa potrebbe infastidirvi o meno!