mercoledì 30 novembre 2016

The Hunting Word Challenge 2017!




* Piccolo siparietto*
"Non se ne fa nulla!" "Ma ne sei sicura? Perché non provarci?" "Dici?" "Beh, io ci sto!" "Allora facciamolo!!!"


Ebbene sì cari lettori e lettrici, il titolo è chiaro che più chiaro non si può! Il piccolo soliloquio che avete letto in apertura rimarca la mia indecisione nell'organizzare un siffatto evento nonostante ci stia pensando dall'estate. Ecco io e il mio cervello siamo giunti ad un compromesso e ci siamo decisi a scrivere questo post che vi comunica, ufficialmente, che la sottoscritta ha pensato di indire una carinissima Challenge per il 2017 (Oddio carinissima lo deciderete voi!)
Prima di passare alle varie spiegazioni è doveroso spiegarvi che mi sono lasciata ispirare da una Challenge organizzata qualche anno fa da Serena del blog Attraverso i libri e quel che Serena vi trovò. Sapete quando trovate la giusta ispirazione? Bene c'è stato una sorta di imprinting per cui l'idea di base è la stessa ma arricchita in lungo e in largo dalla sottoscritta.




DI COSA SI TRATTA?


The Hunting Word Challenge, letteralmente "Caccia alla parola", è una vera e propria sfida di lettura a cui potrete partecipare per tutto il 2017. La Challenge inizierà il 20 Dicembre, con un post di apertura qui sul blog, e terminerà il 20 Dicembre 2017 con la proclamazione dei vincitori. Sarà strutturata in 4 tappe della durata di tre mesi ciascuna. Le quattro tappe saranno così ripartite:

  • PRIMA TAPPA: dal 20 Dicembre al 20 Marzo;
  • SECONDA TAPPA: dal 21 Marzo al 20 Giugno;
  • TERZA TAPPA: dal 21 Giugno al 20 Settembre;
  • QUARTA TAPPA: dal 21 Settembre al 20 Dicembre.

All'inizio di ogni tappa, quindi 20 Dicembre, 21 Marzo, 21 Giugno e 21 Settembre, troverete sul blog un post di apertura che darà il via al nuovo trimestre con l'elenco di obiettivi da portare a termine nel corso dei tre mesi e il form da compilare ogni volta che vorrete inviare la recensione del romanzo letto per un determinato obiettivo. Il post sarà o fissato in alto nella colonna di destra del blog o in un'apposita sezione nella barra principale, ma di questo ne parleremo al momento opportuno!




COME FUNZIONA LA CHALLENGE?


Partecipare alla Challenge è davvero semplicissimo! Spero di riuscire a spiegarvi il tutto in maniera chiara ed esaustiva. In caso contrario lasciatevi andare alle domande di rito a cui riceverete risposta in breve tempo.
Allora, nel post di apertura di ogni tappa vi sarà fornito un elenco di 10 parole che potrete usare al singolare o al plurale. Dovrete scegliere un libro (di minimo 150 pagine) che abbia:


- quella stessa parola nel titolo; (3 PUNTI)
- una o più parole nel titolo che siano ricollegabili per significato o idea; (1 PUNTO)
- quella stessa parola disegnata in copertina; (5 PUNTI)


Piccolo esempio: se una delle parole date fosse LUNA/LUNE potreste leggere "La luna e i falò" di Cesare Pavese oppure "Cinder. Cronache lunari" di Marissa Meyer oppure "Blue" di Kerstin Gier (che ha una luna rappresentata in copertina!).

In ogni tappa sarete liberi di spuntare il numero di parole che vorrete, in un ordine del tutto casuale, e questo vi permetterà di accumulare, di volta in volta, dei punti. Attenzione però, una volta spuntata una parola non potrete riutilizzarla ma dovrete proseguire con la successiva e così via. 
Se prima della fine della tappa, quindi 20 Marzo, 20 Giugno, 20 Settembre e 20 Dicembre, ci sarà un primo giocatore, tra tutti i partecipanti, che avrà completato l'intero giro di 10 parole (10 PUNTI BONUS + premio) troverete un nuovo post che, oltre a comunicarvi la lieta novella, annuncerà l'aggiunta di altre 3 parole, un po' più difficili. A questa triade potranno accedere solo i giocatori che avranno spuntato le 10 parole iniziali e il punteggio base, al completamento di una delle tre parole, si triplicherà.

Piccolo esempio: completato il giro delle 10 parole, se una delle nuove tre scelte fosse SOLE/SOLI e voi leggeste un libro con quella stessa parola nel titolo otterreste 9 PUNTI, se la parola fosse ricollegabile per significato o idea 3 PUNTI, se fosse rappresentata in copertina 15 PUNTI. Se spuntate tutte e tre le parole avrete altri 30 PUNTI BONUS.

Nel corso di ognuna delle 4 tappe verrà pubblicato un post contenente una parola bonus che potrete spuntare in qualsiasi momento, anche se non avrete completato le 10 parole iniziali e che vi permetterà di acquisire 15 PUNTI EXTRA. Attenzione però, in questo caso specifico la parola dovrà essere contenuta, precisa ed identica, solo ed esclusivamente nel titolo (non varrà né la ricollegabilità per significato o idea, né la raffigurazione in copertina). Se si tratta di singolare dovrete trovarla al singolare così come nel caso del plurale. 
Ancora, nel corso di ogni tappa organizzerò delle piccole sfide aggiuntive alle quali potrete partecipare anche se non avrete spuntato le 10 parole iniziali e sempre entro i limiti della fine della tappa. Tali sfide vi consentiranno di accumulare PUNTI EXTRA che saranno decisi di volta in volta. Questi post, a differenza degli altri, non vi saranno comunicati in alcun modo, spunteranno casualmente sul blog e starà a voi scovarli. Ovviamente una volta individuati non dovrete farne parola con gli altri partecipanti pena la squalifica!
Quando appariranno tali post, che potrebbero essere uno o più nel corso di ogni tappa, vi sarà spiegato come partecipare per accaparrarvi il massimo dei punti, ma questo lo vedremo al momento opportuno!


*PUNTEGGIO*

Con il post di apertura del 20 Dicembre riceverete una email con allegato un file Drive nel quale troverete l'aggiornamento dei punteggi per ogni singolo partecipante. Tale aggiornamento sarà effettuato dalla sottoscritta nel weekend!

Ora ricapitoliamo le varie modalità per l'acquisizione dei PUNTI:

  • per ogni libro letto con la parola esatta nel titolo - 3 PUNTI;
  • per ogni libro letto con una o più parole ricollegabili per significato o idea nel titolo - 1 PUNTO;
  • per ogni libro letto con quella stessa parola raffigurata in copertina - 5 PUNTI;
  • per ogni libro che abbia la parola esatta nel titolo o una ricollegabile ed anche la raffigurazione in copertina della parola data (quindi non della ricollegabile), oltre al solito punteggio di 3 o 1 + 5 Punti, se ne aggiungeranno altri - 6 PUNTI BONUS (non è contemplato il caso di una doppia parola per uno stesso libro. Deciderete voi quale delle due spuntare!)
  • al completamento delle 10 parole - 10 PUNTI BONUS;
  • solo nel caso della triade i punti triplicheranno - 9 PUNTI/ 3 PUNTI/ 15 PUNTI;
  • solo al completamento della triade - 30 PUNTI BONUS;
  • parola bonus - 15 PUNTI EXTRA:
  • sfide aggiuntive a sorpresa - PUNTI EXTRA da definire di volta in volta.




COME PARTECIPARE?


Le iscrizioni hanno inizio con questo post e, durante il corso dell'anno, non verranno mai chiuse. Ognuno potrà scegliere di iscriversi in corsa, così come ogni iscritto potrà decidere di abbandonare in qualsiasi momento o mettere in stand-by la propria partecipazione per tornare a giocare quando vorrà. Ciò sarà possibile proprio grazie alle sfide mensili che avranno un valore in punti tale da sovvertire anche la classifica, quindi nessuno resterà indietro. Questo per dirvi che, se vi state domandando se partecipare o meno potete tranquillamente provare e decidere in tutta tranquillità!
Per iscriversi e prendere parte alla Challenge occorre:

  1. essere lettori fissi del blog (trovate il box nella colonna di destra);
  2. seguirmi su Facebook, Instagram e Goodreads (facoltativo);
  3. possedere un blog o un profilo Goodreads o aNobii sul quale postare le vostre recensioni che dovranno essere ben argomentate. Non saranno accettate frasi del tipo "Mi è piaciuto!", "Non mi è piaciuto!", "Lo consiglio!", così come non dovrete trasformarvi nei nuovi Virgilio e Omero e scrivere un poema epico. Insomma il giusto! Ovviamente non saranno prese in considerazione recensioni pervenute via email o via Facebook.
  4. compilare il form alla fine di questo articolo con i dati richiesti;
  5. lasciare un commento che mi confermi la vostra iscrizione;
  6. condividere il banner sul vostro blog, sulle vostre pagine Facebook o profili privati, di qualsiasi social possediate, taggando persone che potrebbero essere interessate. Più siamo e più ci divertiamo!

<a href="http://appuntidiunagiovanereader.blogspot.it/2016/11/the-hunting-word-challenge-2017.html" target="_blank"><img src="https://2.bp.blogspot.com/-QjnpbI_4TlY/WD2_bEqu3DI/AAAAAAAAB3M/bx0btEjT2r0V_rWPLo-V7I473_P0R2Z1ACLcB/s400/banner.png" width= "100%" height= "100%" /></a>




COSA SI VINCE?


Oltre ai premi intermedi che sarà mia premura inviare ai vincitori, i concorrenti che saliranno sul podio si aggiudicheranno:


  • PRIMO CLASSIFICATO: buono Amazon del valore di 20 €;
  • SECONDO CLASSIFICATO: buono Amazon del valore di 10 €;
  • TERZO CLASSIFICATO: buono Amazon del valore di 5 €.


Cosa vi auguro? Di divertirvi, perché lo scopo della Challenge è proprio questo, magari accostandovi a titoli e generi che in altri casi avreste bellamente snobbato.
Spero di essere stata chiara, in caso contrario potete contattarmi al seguente indirizzo appuntidiunagiovanereader@gmail.com o per messaggio privato sulla pagina Facebook.









lunedì 28 novembre 2016

Recensione 'L'anno dei fiori di papavero' di Corina Bomann





L'anno dei fiori di papavero
Corina Bomann


Editore: Giunti - Genere: Letteratura Rosa
Pagine: 399 - Prezzo: 14,90 € - eBook: 9,99€
(OMAGGIO CE)


Il calore di una famiglia numerosa e due genitori che si amano: è questo che Nicole ha sempre sognato fin da bambina. Cresciuta da una madre single che non ha mai voluto parlarle di suo padre, né accogliere un altro uomo nello loro piccola "casa di donne", Nicole è fuori di sé dalla gioia quando, a 38 anni, scopre di essere incinta. Talmente felice da sperare che il fidanzato David – da sempre contrario a mettere su famiglia – possa comunque seguirla in questa avventura. Ma quando David la abbandona e Nicole scopre che il bambino ha un problema cardiaco, l'unico rifugio sicuro sarà proprio la tenuta vinicola della madre Marianne. Determinata a sapere se la malattia del bimbo è ereditaria, Nicole riesce finalmente a convincerla a parlarle di suo padre. Un viaggio a ritroso che la porterà in Lorena, a Bar-le-Duc, un villaggio circondato da vigneti e magnifici campi di papavero, dove Marianne aveva lavorato come insegnante negli anni '70, scoprendo a sue spese il radicato astio degli abitanti verso i tedeschi. Ma non tutti vedevano in Marianne una nemica, soprattutto l'affascinante viticoltore Michel, che però era già promesso a un'altra donna… La storia di un grande amore che supera ogni odio e pregiudizio.






"Il papavero è il fiore della sofferenza, del perdono e dell'oblio."


La Bomann riesce sempre a stupirmi per la sua capacità di raccontare le emozioni, gli stati d'animo. E questo lo fa nella maniera più accurata e dettagliata possibile al punto tale da farli vivere, indirettamente, anche al lettore. 
Il romanzo di cui vi parlo oggi non è il primo lavoro che leggo di questa autrice ed è vero che qualcuno potrebbe ravvisare il classico intreccio tra presente e passato, quasi fosse una costante assoluta grazie alla quale poi sviscerare il narrato, ma è bene che sappiate che ogni storia è dotata di una propria bellezza, di una propria singolarità che la rende unica nel suo genere e la contraddistingue dalle precedenti e da quelle che verranno.

Questa, nello specifico, riesce a spiegare l'importanza del famoso 'peso delle parole', di come quel peso possa essere difficile da tollerare, soprattutto quando nasconde verità e segreti, gioie e dolori. 
Non mi dilungherò sulla sinossi che è molto ricca e fedele a quello che poi sarà il narrato, vorrei concentrarmi, invece, sulle figure protagoniste. Si tratta di due donne, Marianne e Nicole, madre e figlia rispettivamente. Due donne che si racconteranno non solo al lettore, ma a loro stesse, mettendo a nudo le loro fragilità, i loro timori, le loro insicurezze, quelle parti di anima che avevano tenuto nascoste l'una all'altra. Due donne accomunate dal desiderio di avere una famiglia, due donne dal carattere forte e quindi in grado di affrontare la loro solitudine. Due donne che non hanno conosciuto, nel senso più intrinseco del termine, il loro genitore, un completo estraneo per Nicole e un uomo dalle tante vite e dalle tante sfumature caratteriali, proprie del suo essere artista, nel caso di Marianne.

Grazie all'autrice, al suo modo di catturare l'attenzione del lettore e alla caratterizzazione dei personaggi con tutte le loro sfaccettature emozionali, mi sono immedesimata prima in Nicole, nel suo dolore, nella sua angoscia, nella sua paura più grande, quella di gravare suo figlio di un destino che non merita, di costringerlo a vivere solo per la scelta egoistica di assecondare quel desiderio tutto al femminile di diventare madre ad ogni costo, e poi in Marianne, uno spirito libero dai mille sogni che negli anni '70 aveva avuto il coraggio di ribellarsi ai genitori, a quello stesso padre che non accettava lo studio del Francese. Una madre, Marianne, la cui vita era divisa in due periodi: quello prima della nascita di Nicole e quello dopo. 

Attraverso un alternarsi di capitoli in prima e terza persona, questi ultimi dedicati al racconto della genitrice, e grazie all'ausilio di descrizioni di foto e date, ripercorreremo la vita di Marianne a partire dall'adolescenza sino al suo trasferimento al Lycée di Bar le Duc, in Francia.
In questa maniera, come in ogni suo romanzo, trovano largo spazio anche le tematiche storiche. Nello specifico il rapporto conflittuale tra tedeschi e francesi all'indomani della Seconda Guerra Mondiale. Un risentimento che sarà scaricato sulla stessa Marianne la cui nazionalità è sufficiente a dare adito a pregiudizi.

Grazie ad una prosa elegante ed efficace in grado di coinvolgere il lettore, centellinando le informazioni, fermandosi al momento giusto e instillando nello stesso la voglia di saperne sempre di più (questo è un tratto caratteristico della sua penna), il lettore si lascerà prendere per mano e portare nel narrato, come se si accedesse da un ingresso secondario, spettatore silente del consumarsi delle vicende.
Se amate gli intrecci tra passato e presente, tra storie, luoghi e personaggi, la Bomann è la scrittrice che fa al caso vostro ed io, annoverandola tra le mie preferite, non posso che consigliarvela.






martedì 22 novembre 2016

Recensione 'Finché notte non sia più' di Novita Amadei





Finché notte non sia più
Novita Amadei


Editore: Neri Pozza - Genere: Letteratura Italiana
Pagine: 256 - Prezzo: 16,50 €
(OMAGGIO CE)


Caterina dovrebbe sentirsi felice. Ha conosciuto un ragazzo simpatico e più giovane di lei, si è laureata in Infermieristica e ha trovato un lavoro in ospedale. Eppure un giorno, all’improvviso, si prende un anno di aspettativa e va a prestare servizio al poliambulatorio di un paesino a sud-ovest della Francia. In quel borgo sperduto dove vive sua zia Luisa, proprietaria di un salone da parrucchiera chiamato "Louise Coiffure", la vita scorre serena, piacevolmente calma. Quantomeno fino a quando conosce Delio, un vecchio emigrante italiano "malato di malinconia"e di Parkinson che, prima, le regala un vecchio camper riconvertito in "salone di bellezza itinerante"e, poi, la invita a trasferirsi nel podere che sarebbe dovuto andare in eredità a suo figlio Daniele, se il ragazzo non avesse deciso di scappare anni prima. Quando le condizioni di salute di Delio si aggravano, Caterina prende una decisione. Non le importa se Delio o i vicini Aron e Rose non saranno d’accordo: rintraccerà Daniele e lo costringerà a tornare per prendersi cura di suo padre; fosse anche l’ultima cosa che fa. Ma non è solo per puro spirito di generosità, che si è lanciata in quella caccia. Dentro di sé, pur non conoscendolo ancora, Caterina sente per quel ragazzo una curiosità e un desiderio che non ha mai provato prima.




In questo romanzo si parla di genitori e di figli, di due generazioni a confronto, di colpe, di illusorie speranze. Un viaggio in cui inizio e fine completeranno un cerchio, coincidendo. 
Tre protagonisti, tre vite che scorrono parallele ma che arriveranno ad intrecciarsi, nonostante la loro diversità, perché accomunate dal senso di malinconia, dal desiderio di rivalsa nei confronti della vita.

Da una parte abbiamo Caterina, una giovane donna che con la sua voce si mostrerà al lettore in tutta la sua bellezza, raccontando del suo passato in Italia e del conflitto con i suoi genitori, soprattutto la madre. Una protagonista che "...ai suoi aveva sempre chiesto di essere ascoltata, non controllata, snidata anziché trattenuta, cercava scambi straripanti di emozioni, più che avari di parole. Loro, invece, decidevano per lei..."
Specializzatasi in infermeria geriatrica era partita alla volta della Francia per accettare un incarico annuale, recidendo i legacci che la tenevano imbrigliata alla famiglia, spezzando il cuore di sua madre, infrangendone i desideri. Una madre, la sua, che vorrebbe tanto che la figlia ritornasse sui propri passi per aprire insieme un negozio di parrucchieri con il doppio nome sull'insegna, il sogno di una vita. Tuttavia Caterina è una donna che vuole, con tutte le forze, sentirsi libera, nuova, per non assomigliare a quella madre e l'incontro con Delio, presso il quale si trasferirà, equivarrà a vivere sciolta da ogni vincolo, da false identità.

Dall'altra parte, con una vera e propria inversione di prospettiva, troviamo appunto Delio, un anziano padre. Un uomo malato di malinconia, un uomo le cui interazioni sono fatte più da silenzi che da parole. Un uomo attanagliato dal ricordo lancinante della moglie defunta, un ricordo che avrebbe dovuto attenuarsi nel corso degli anni ma che, soprattutto negli ultimi tempi, lo porta a versare copiose lacrime. La sua unica compagnia è un vecchio cane, di nome Ramingo. 
Delio che aspetta il ritorno del figlio, Daniele, colui che rappresenta un ramo fragile della sua vita, quello a cui avrebbe dovuto aggrapparsi per sopperire al senso di vuoto, quel ramo che, incapace di perdonare, invece, si era spezzato cadendo lontano dall'albero, lasciandolo solo. Pagina dopo pagina si avverte il peso di quel nome, l'offesa che intercorre tra padre e figlio.


"Trascorriamo la vita accanto a persone che in fondo non conosciamo - si era detta - un momento le amiamo e il momento dopo le detestiamo, senza sapere se siamo amati o odiati da loro. E la fatica che spendiamo nel cercarne la vicinanza o nel respingerle è tale che a volte vorremmo solo dimenticarcene."


Oggi vi faccio una confessione, con questo romanzo non c'è stato subito il colpo di fulmine, ho cambiato spesso opinione e credo che la definitiva stia nascendo proprio mentre scrivo. All'inizio della lettura ho pensato che gli avvenimenti fossero troppo rapidi e poco veritieri. Mi sono chiesta come fosse possibile che una giovane donna, Caterina, potesse trasferirsi nel giro di poche ore a casa di Delio, uno sconosciuto ai suoi occhi. Avrei preferito un rapporto in crescendo che facesse i conti con il reale scorrere del tempo, e credo che ogni lettore auspichi a questo. Tuttavia, non lasciatevi ingannare da questo aspetto che alla fine potrebbe benissimo rivestire solo un ruolo marginale perché la bellezza del romanzo risiede proprio in questa rapidità, nella capacità dei protagonisti di riconoscersi alla prima occhiata per completare quel giro di vite che ricerca il suo compimento più profondo nel relazionarsi con l'altro, altro che non è mai stato tanto simile. Ho dovuto aspettare di giungere più o meno alla metà perché tutto assumesse un senso, un aspetto preciso, perché ogni sfumatura diventasse colore, un colore bello, intenso, deciso.

Tangibile la delicatezza delle parole con cui si racconta di un anziano come Delio, uno di quei personaggi che bucano la pagina con le sue colpe di padre, con lo sgretolarsi del suo corpo, l'avanzare della malattia. In contrapposizione, l'irruenza di suo figlio Daniele, un figlio che quelle colpe non è riuscito a perdonarle, che davanti al decomporsi e allo scomparire dei luoghi della sua vita, per sottrarsi al disfacimento, ha scelto di abitare lo squallore della periferia di Parigi piuttosto che la casa paterna. 

Unica pecca, non ho apprezzato molto il finale o meglio il verificarsi di un avvenimento rispetto ad un altro. Non potendo raccontare di più sappiate solo che un particolare episodio, che pure era innegabile che si verificasse, avviene, secondo me, in un contesto poco adatto.

Per concludere, "Finché notte non sia più", secondo lavoro della scrittrice Novita Amadei già famosa per "Dentro c'è una strada per Parigi" sempre edito da Neri Pozza, è un romanzo intimo, dalle tinte delicate. Un invito a vivere la vita, a prendere il coraggio a piene mani, a fare delle scelte, a non lasciarsi andare passivamente. Una scrittura essenziale, ricca di dialoghi e descrizioni mirate, una narrazione in terza persona caratterizzata da un alternarsi di capitoli cadenzati dalle diverse voci dei protagonisti aiuterà il lettore ad entrare in sintonia con i personaggi e con il loro vissuto, soprattutto quello di Daniele e Caterina, due anime così similari e così abituate a lasciarsi scorrere addosso la vita. 
Consigliato sì, ma forse non adatto a tutti, dovrete trovare il giusto equilibrio perché è una di quelle letture che si comprendono a posteriori quando ogni tassello trova la giusta locazione.




domenica 13 novembre 2016

Sneak Peek di Novembre!


Rubrica mensile interamente dedicata alle novità che ci attendono in libreria



Buona domenica lettori! Siete pronti per il consueto giretto virtuale in libreria? Devo ammettere che Novembre è un mese molto molto ricco e, tra l'altro, è anche il penultimo appuntamento, almeno per questo 2016, prima delle festività natalizie per cui potete iniziare a prendere appunti per quella che sarà la vostra letterina al dolcissimo uomo con la barba bianca e il pancione.
Come sempre si tratta di una selezione di uscite tra quelle che mi hanno colpita particolarmente e che spero abbraccino anche i vostri gusti. Detto questo, possiamo cominciare!




In libreria dal 2 Novembre


Trama:


Nicole è cresciuta senza padre e ha sempre desiderato una famiglia numerosa. Così, quando scopre di essere incinta di quattro mesi, non può nascondere la sua felicità. Peccato che il fidanzato David la pensi diversamente e decida di non seguirla in questa avventura. Inoltre, durante un controllo, Nicole scopre che il bambino ha un problema cardiaco e, disperata, corre a rifugiarsi a casa della madre Marianne, viticoltrice in un paesino nella campagna tedesca. Determinata a scoprire se la malattia del bimbo possa avere origine ereditaria, Nicole convince sua madre a mettersi in contatto col padre, su cui la donna ha sempre ostinatamente taciuto. Inizierà un viaggio che porterà Marianne a Bar-le-Duc, nella Lorena, dove negli anni '70 ha lavorato come insegnante in un villaggio circondato da campi di papavero. Un luogo in cui l'astio verso i tedeschi non si è mai sopito. Ma non tutti riescono a vedere Marianne come nemica, soprattutto l'affascinante viticoltore Michel, che però è già promesso a un'altra donna... La storia di una grande passione che supera ogni odio e pregiudizio.




In libreria dal 3 Novembre


Trama:


Di solito i bambini abbandonati vengono lasciati sulla porta di ospedali ed orfanotrofi, oppure tra gli scaffali di tetri grandi magazzini o in sudice stazioni ferroviarie. La neonata conosciuta come "la bambina dell'Hotel du Barry", invece, è avvolta in un paio di mutandoni da donna e appesa al filo del bucato nel cortile della lavanderia del lussuoso albergo londinese, miracolosamente scampato ai bombardamenti della prima guerra mondiale. Conquistati dal sorriso della piccina, i membri del personale decidono all'unanimità di tenerla con loro e con mezzi non del tutto ortodossi convincono il proprietario, Daniel, ad adottarla. Cat cresce così amata e coccolata sia dallo staff che dagli ospiti dell'hotel, ugualmente a proprio agio nella sontuosa suite del nono piano e nel labirinto di corridoi dello scantinato. Molti anni dopo, quando Daniel du Barry muore in circostanze a dir poco sospette, Cat decide di risolvere il mistero, e chiede aiuto ai membri della sua insolita famiglia - dal detective dell'albergo al gigolò irlandese, dalla compassionevole prima governante alla seducente cameriera - perché l'aiutino a inchiodare l'assassino dell'uomo che le ha fatto da padre.




In libreria dal 3 Novembre


Trama:


Il soprannome che gli hanno dato, Dubbio, parla da solo. Una certezza, però, ce l'ha persino lui: dai carabinieri è meglio stare alla larga. Perché di "mestiere" il Dubbio fa il contrabbandiere e campa traghettando stecche di sigarette dalla Svizzera, magari di notte, con una barchetta a motore. E proprio stanotte, col fianco della barchetta, ha urtato il cadavere di una donna. L'ha tirato a riva e, senza dimenticare di far sparire il carico illegale, è andato a chiamare un suo cliente fidato, il medico di Bellano, proprio per evitare i carabinieri. Ma quando torna alla riva, il cadavere non c'è più. Eppure l'ha visto bene, non può esserselo inventato, anche se qualche bicchiere l'ha bevuto, su al crotto del Buco dell'Orso, prima della traversata. In ogni caso, il punto ora è questo: che fare?











In libreria dal 10 Novembre


Trama:


La memoria è un animale strano. Passi una vita a cercare di domarla, a convincerti che ci sei riuscito, e poi basta un attimo per renderti conto che sei solo un illuso. Per Stefano quell'attimo arriva insieme a un telegramma che lo porta indietro di ventisette anni, alla notte che lo ha reso l'uomo che è: una convocazione, di questo si tratta, un appuntamento con il passato che non può più rimandare. Insieme a lui al casale, in quel tranquillo weekend estivo, ci sono loro, gli amici del liceo, ed è dalla maturità che non si vedono: Margherita, che come lui - lo capisce dalla luce nel suo sguardo - non si è perdonata, Silvia e Lucio, che invece si sono perdonati tutto, e poi Germano, che di quel gesto assurdo, forse, non ha ancora capito nulla. A riunirli è stata la madre di Mirko, il ragazzo troppo diverso da loro che in quella maledetta gita hanno trasformato prima in vittima e poi in nodo irrisolto di giganteschi sensi di colpa. Ma è subito chiaro che il pomeriggio sarà più lungo del previsto, perché, come su un palcoscenico, sfilano davanti ai loro occhi spaesati i protagonisti di quei giorni, in un processo finalmente in grado di mettere a nudo una verità che nessuno degli imputati ha mai immaginato. Giovanni Floris raccoglie le domande che ci pongono i troppi casi di violenza tra i giovanissimi e ne fa un romanzo sulla responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro futuro. Perché non esistono vittime e carnefici se sappiamo riconoscere il diritto di essere tutti diversi.





In libreria dal 10 Novembre


Trama:


Irlanda, 1922. La giovane Mary Lavelle intraprende un lungo viaggio per raggiungere Altorno, in Spagna, dove l’attende un incarico di istitutrice e insegnante di inglese presso la famiglia Areavaga. La decisione del fidanzato John di rimandare le nozze, in attesa di una più soddisfacente stabilità economica, è solo il pretesto della partenza. La verità è che Mary intende seguire, finalmente, l’impulso all’indipendenza, e la Spagna risponde perfettamente al suo bisogno d’avventura. I colori sconvolgenti del paesaggio, il carattere misterioso e infuocato degli abitanti, l’eleganza e il sangue della corrida colpiscono profondamente la giovane, iniziata ai misteri dell’affascinante paese del Sud dal circolo delle “miss” irlandesi che vi abitano da molti anni. Una di loro le confesserà di amarla, in due pagine di sincera intensità che, nel 1936, costarono al libro la censura immediata. Ma Mary è destinata a ricambiare, con grande sensualità, l’amore di Juanito, il figlio sposato degli Areavaga, provocando lo scandalo che segnerà la vita di tutti.

venerdì 11 novembre 2016

Recensione 'Il diciassettesimo conte' di Patrizia Marzocchi





Il diciassettesimo conte
Patrizia Marzocchi


Editore: Cento Autori - Genere: Giallo
Pagine: 331 - Prezzo: 14,00 € - eBook: 6,99€
(OMAGGIO CE)


Jolanda Marchegiani ufficialmente è autrice di romanzi rosa, ma in realtà è lei a dirigere l'agenzia investigativa L'Occhio di Sherlock al posto del cugino Johnny, il vero autore dei romanzi che si vergogna di firmare. Durante una vacanza in Slovenia, Jolanda viene avvicinata da Rodolfo che la introduce gradualmente alla storia della sua nobile casata, i Castelli della Torre. L'uomo sospetta che la recente morte del figlio di un noto ginecologo romano, avvenuta nella villa di famiglia, non sia da addebitare a un semplice arresto cardiaco, ma a una mano assassina. Ne è convinto anche il commissario Tommaso Pedroni, amico di Jolanda, che vuole usare Rodolfo e l'investigatrice come talpe, per violare l'omertà dei Castelli della Torre. Le indagini sveleranno un segreto inquietante che si cela nel passato. Una vicenda così drammatica da gettare un'ombra sulla discendenza della famiglia e spingere qualcuno a uccidere ripetutamente.





Ho un certo debole per le storie di famiglia e la cosa si acuisce ancor di più se c'è di mezzo un albero genealogico. Ecco, questa schematizzazione sortisce una sorta di malia su di me, mi incanta, mi affascina. Allora la mia mente inizia ad andare oltre quell'accavallarsi di nomi e di date, dietro di loro rintraccio storie, tratteggio fisionomie quando mancano documenti fotografici, caratteri, mi domando se dietro quel matrimonio ci fosse vero amore o solo interesse, magari potrebbe trattarsi di uno di quegli sposalizi combinati. Ogni ramificazione, diretta o collaterale, è disseminata di vasi da scoperchiare, di scheletri ammucchiati in armadi polverosi che chiedono solo di essere ritrovati per dar loro voce.

A questo punto, capite bene che, quando ho iniziato a sfogliare il romanzo in questione imbattendomi proprio in uno stilizzato albero genealogico, che accoglie il lettore poco prima dell'inizio della narrazione, sono andata completamente in visibilio. Prestate attenzione, questo albero sarà molto utile nel corso della ricostruzione della storia che è piuttosto ingarbugliata per quanto riguarda nomi e parentele quindi il mio consiglio, per chi volesse affrontare questa lettura che consiglio caldamente e a breve ve ne spiegherò il motivo, è quello di tenere questa schematizzazione sempre sottomano. 

Ora veniamo a noi. Tutta la vicenda ruota attorno ad una famiglia nobiliare, i Castelli della Torre. Si tratta di una delle rare casate che è riuscita a non estinguersi. Per i membri di tale famiglia è molto importante che la proprietà non venga dispersa per cui il primogenito eredita il Castello, un'antica dimora che ha tutte le caratteristiche necessarie per essere definita tale, senza però negare ospitalità a tutti quei parenti che appartengono ai rami collaterali. Quando in seno a tale famiglia si consumeranno ben due morti, molto probabilmente ricollegabili ad un'altra avvenuta in passato, quindi tre in totale, si inizierà a gridare all'omicidio
È a questo punto che entra in scena la protagonista indiscussa, colei che calca le scene alla perfezione e mantiene le fila di tutto il discorso: Jolanda Marchegiani.
Jolanda, ufficialmente è autrice di romanzi rosa il ché è tutto dire, in realtà gestisce un'agenzia investigativa per conto di suo cugino. Ora, Jolanda rappresenta quanto di più lontano dall'archetipo dell'investigatore: pressione alta, colesterolo alle stelle, sovrappeso, fumatrice e in analisi. Eppure, si instaura un rapporto di empatia tra la stessa e il lettore. A lei si contrappone il burbero commissario Tommaso Pedroni che, implicato nell'indagine, la conduce rimanendo comodamente seduto alla propria scrivania, delegando i suoi sottoposti e la stessa Jolanda. Emerge, tra i due, un rapporto fuori dal consueto, fatto di piccoli screzi, battute taglienti e privo di qualsiasi tipo di gratificazione. Un continuo rimbeccarsi che rende l'accoppiata efficace e funzionante.
Spostandoci temporalmente e localmente saremo magistralmente guidati dalla penna dell'autrice. Sarà necessario ricostruire la storia della famiglia, indagare su un attentato avvenuto durante il periodo fascista, spostarsi in una terra lontana come l'Argentina all'epoca del regime di Videla, una terra che ha molto da rivelare.


"... gli esseri umani spesso spendono le maggiori energie per nascondere una parte di sé e apparire il contrario di quel che sono. Ingannano se stessi e gli altri con una sorta di protesi psichica."


Che sia una lettrice di gialli è una cosa risaputa. Bazzico questo genere da anni e non dico che lo conosca in lungo e in largo, ma ci siamo vicini. Per tale motivo sono sempre alla ricerca di letture che, inquadrate in tale categoria, presentino quel qualcosa in più, quel quid, che le distingua dalla solita solfa. Quello che mi colpisce maggiormente in letture di questo tipo è l'imprevedibilità, un aspetto che procede di pari passo con la costruzione delle indagini che condurranno poi alla scoperta dell'assassino.

Con un titolo altisonante, e allo stesso tempo accattivante, "Il diciassettesimo conte" è riuscito nell'impresa. Non credevo che la penna della Marzocchi, autrice che ho conosciuto con piacere attraverso il suo stile moderato ed equilibrato, potesse sortire un tale effetto su di me. Il romanzo è un piccolo capolavoro per trama, storia ed intreccio. Uno di quelli che tengono col fiato sospeso soprattutto per il continuo rovesciamento di fronte al momento della scoperta della verità, verità che emergerà nell'ultimo capitolo, quello chiarificatore, quando attraverso le parole di Jolanda tutti i nodi verranno al pettine in maniera precisa e puntuale. 
 
Una Bologna che giace serenamente in un silenzio nebbioso farà da sfondo all'intera vicenda, una vicenda che vede protagonista una famiglia. I Castelli della Torre sono una di quelle casate che accoglierà la protagonista, e quindi il lettore, negli atri delle loro residenze ponendo una serie di ostacoli affinché non si raggiungano gli angoli più oscuri e segreti, i vasi e gli scheletri di cui vi parlavo all'inizio.

Ho molto apprezzato la scelta di tratteggiare le fisionomie dei personaggi, i loro caratteri e il loro aspetto: né troppo, né poco. Il necessario per seguire le fila del discorso. Così come l'artificio di ricorrere a una serie di lettere anonime che giungeranno alla cara Jolanda e che lasciano intendere, senza alcun dubbio, che il mittente sia una persona defunta, aspetto che comprenderete procedendo nell'indagine e che mi ha depistata fino all'ultimo.

Per concludere, un romanzo che rappresenta una vera e propria sfida alla logica, in cui passato remoto, passato prossimo e presente si intrecceranno per dar vita ad un disegno complicato e di difficile comprensione almeno fino a quando non si troverà il bandolo della matassa. Molto più che consigliato!





lunedì 7 novembre 2016

Recensione 'Il giardino dei fiori segreti' di Cristina Caboni


Buon lunedì miei cari lettori! Siamo a novembre, una nuova settimana inizia ed io voglio accogliervi nel mio angolino con la recensione di un libro che definirei meraviglioso e, nonostante tutto, tale aggettivo è comunque riduttivo. Fino ad ora non avevo letto nulla di Cristina Caboni, mi ero ripromessa più e più volte di recuperare ma tutto si è sempre concluso con un nulla di fatto. Ecco perché, quando ho scoperto che un nuovo romanzo era in uscita non ho saputo proprio resistere. Ringrazio la casa editrice Garzanti per la copia omaggio e per avermi permesso di scoprire, anche se con molto ritardo, un'autrice come poche. Vi chiedo scusa per la prolissità della recensione ma è uno di quei casi in cui le parole non sono mai abbastanza. Buona lettura!




Il giardino dei fiori segreti
Cristina Caboni


Editore: Garzanti - Genere: Letteratura rosa
Pagine: 356 - Prezzo: 16,90 € - eBook: 9,99€
(OMAGGIO CE)


Londra, Chelsea Flower Show, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose, Iris Donati è felice: fra le piante si sente a casa. Una casa vera, quella che non ha mai avuto, perché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio una composizione, Iris rimane paralizzata. Si trova di fronte due occhi uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. La ragazza che ha davanti è identica a lei. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono fra i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in un istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent’anni nessuna delle due ha mai saputo dell’esistenza dell’altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite, Iris e Viola devono scoprirlo. Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali di cipressi e verdi declivi, sorge un’antica dimora circondata da un giardino sconfinato. È qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia Donati, la loro nonna, le aspetta. Solo lei può spiegare davvero perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Iris e Viola non lo sanno, ma ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, ha un compito da svolgere per salvaguardare la sopravvivenza del giardino. Devono imparare cosa significa prendersene cura, e soprattutto devono capire il suo grande potere: quello di curare l’anima. Ma c’è un mistero che affonda le radici nel passato della famiglia Donati, e che sta uccidendo il giardino.




Vi siete mai domandati cosa provereste se, in un mattino qualunque, di un giorno qualunque, vi imbatteste in due occhi identici ai vostri? Se scendendo lungo la curva del viso incrociaste prima lo stesso sguardo e poi lo stesso sorriso? Questo è proprio quello che avviene alle due protagoniste del romanzo: Iris e Viola. 
Smarrimento e sconcerto, credo che siano i termini più esatti a descrivere i sentimenti che si rincorrono nel loro animo. Due sorelle, per di più gemelle, separate sin dalla più tenera età in seguito ad una scelta, del tutto egoistica, operata da parte dei genitori. Quella stessa madre e quello stesso padre creduti morti a seconda dei casi. Eppure, nonostante il dolore, nonostante il rancore, sarà il richiamo in una terra sconosciuta come l'Italia, dove affondano con prepotenza le radici del loro passato, che le porterà a comprendere "...che non tutto quello che accade ha un significato immediato. Spesso è parte di qualcosa che si deve compiere e solo dopo, una volta concluso, acquista un senso".

Questo è un romanzo che racchiude in sé la bellezza delle voci delle donne. Sono loro le protagoniste indiscusse. Un avvicendarsi di generazioni, un continuo salto tra passato e presente, tra ricordi e segreti. Un'alternanza di capitoli in cui saranno voci diverse a raccontarsi, voci che nella loro singolarità ci permetteranno di avere un quadro d'insieme, quasi corale. Entreremo nella vita delle giovani protagoniste, nei loro mondi che, irrimediabilmente, dovranno incontrarsi. In taluni casi lo faremo in punta di piedi, in altri prepotentemente.

Iris è la prima voce alla quale ci aggrappiamo nel corso della lettura. In lei alberga un forte senso di vuoto, da non confondere con la solitudine, piuttosto con l'avvertire una mancanza. Un dolore sottile, il peso di una malinconia con il quale convivere. Ci sono giorni in cui quel malessere si trasforma in tristezza vera e propria ed è necessario attendere l'arrivo della notte per dar vita a quella voce dentro di lei che la spinge a prendersi cura delle piante. È proprio quello il momento in cui i suoi giardini prendono vita nelle diverse zone della città. Quasi come una ladra si accinge a realizzarli interpretando un bisogno che prima era solo suo, ma che, con l'andare del tempo, coinvolge anche altre persone e questo segna un vero e proprio cambiamento nel suo modo di pensare. Lei quel bisogno lo traduce in fiori, profumi, piante, quelle stesse piante che lei salva dall'abbandono, intrise di storie da raccontare. 
La sua controparte è Viola, una ragazza cresciuta dando retta alle proprie illusioni pur conoscendo la verità delle cose. Il suo passato è fatto di ombre, di silenzi, di vuoti che la portano a credere di non averlo mai veramente avuto. Lei che si afferra con tutte le forze ai torti e ai dolori perché li ritiene necessari ad indicare la strada da percorrere. A differenza di Iris non è capace di chiedere scusa né tanto meno di perdonare perché significherebbe andare avanti, rimettersi in gioco, e ciò richiede ottimismo e coraggio, qualità che non possiede. Aveva sempre vissuto con sua madre, erano sempre state solo loro due, si bastavano. Come sua sorella, anche lei si esprime attraverso l'arte floreale realizzando composizioni. La sua vena artistica, a differenza di Iris, è espressione di sé stessa piuttosto che dei bisogni altrui. 

Insieme intraprenderanno un viaggio che le condurrà alle origini, in una villa fuori Volterra, una villa resa immortale dalle piante che ne hanno preso possesso, da un giardino in disfacimento, un giardino che rappresenta una sorta di personificazione, e per tal motivo indicato spesso col pronome 'lui', con un potere da riscoprire e riportare alla luce: ascoltare i segreti di chi è capace di confidarsi, prendersi i dolori e le malinconie per restituire sorrisi e speranze. Sarà proprio la dualità e l'unità delle gemelle a fare la differenza in tal senso. 


"Esiste sempre la speranza. Le cose non avvengono tutte secondo regole matematiche. Alcune sono uniche, speciali. Così quello che finora è andato in un modo cambia all'improvviso. E diventa altro. È la vita. La cosa importante è saperlo, correre il rischio."


Sono stata folgorata, ammaliata dal modo di scrivere della Caboni, dal suo stile ipnotico, dal modo di raccontare e di porsi con il lettore. Una sorta di dialogo che permette di sentirsi nella storia, incatenati a quelle pagine con la sola voglia di ricostruire ogni cosa, presente, passato e futuro inanellandoli nel giusto ordine. 

Sublime ed efficace la caratterizzazione dei personaggi, così come la ricostruzione del rapporto tra le gemelle fatto di scontri e di rifiuti più che di legami. Due mondi geneticamente simili ma completamente diversi per quello che è stato il loro vissuto. Avrebbero dovuto sostenersi a vicenda in quanto avevano subito lo stesso torto mentre in realtà lo affrontano in solitudine. Ancora, il rapporto con nonna Giulia una donna austera ma allo stesso tempo fragile come "...una pianta nata da poco o un fiore destinato a vivere solo poche ore...", o quello conflittuale con i genitori, con quel padre che è considerato un ladro di tempo, di occasioni, di sentimenti, di emozioni, di vite intere.

Importante la cura dei dettagli, lo studio alla base di un'arte, quella del giardinaggio, che richiede le giuste conoscenze: a tal proposito ho molto apprezzato le introduzioni ai vari capitoli. In ognuna di esse sono racchiuse generalità e curiosità di diverse specie di fiori e piante.
Il romanzo è un continuo ancorarsi al passato, un passato ricco di storie, di segreti, di dolori e di sofferenze da riportare alla luce per poter pensare ad un futuro migliore. E quel fardello, quel segreto che pesa come un macigno ne impregna ogni singola pagina. Se ne percepisce il peso rigo dopo rigo, emozione dopo emozione, silenzio dopo silenzio perché è il non detto che uccide. 

Un romanzo in cui si parla di rifiuti, di scelte egoistiche. Un romanzo in cui non sbocceranno solo le protagoniste, ma anche il lettore, proprio per la miriade di emozioni provate, emozioni che avvertirete sotto la pelle, nella pancia, nel vostro cuore ed è per questo che non posso che consigliarvene la lettura. Imbattersi in un romanzo del genere è davvero un dono.





venerdì 4 novembre 2016

Recensione 'È solo una storia d'amore' di Anna Premoli


Buongiorno miei cari lettori, oggi è venerdì ed è tempo di lasciarvi una nuova recensione prima del weekend. Il romanzo di cui vi parlo l'ho ricevuto in omaggio dalla casa editrice Newton Compton Editori, che ringrazio per la copia, e che trovate in tutte le librerie da ieri, 3 Novembre. 
Come avrete capito dal titolo di questo articolo si tratta del nuovo romanzo di Anna Premoli, un'autrice che non mi è del tutto sconosciuta perché, in passato, ho avuto modo di leggere altri suoi romanzi, primo tra tutti "Ti prego lasciati odiare". Mettetevi comodi in modo da cominciare!





E' solo una storia d'amore
Anna Premoli


Editore: Newton Compton Editori - Genere: Letteratura rosa
Pagine: 310 - Prezzo: 9,90 € - eBook: 4,99€
(OMAGGIO CE)


Cinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto verso il sole e il divertimento della California. Fresco di Premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo che quello fosse solo l’inizio di una luminosa e duratura carriera. Peccato che le cose non stiano andando proprio così: il suo primo libro è rimasto l’unico, l’agente letterario e l’editore gli stanno con il fiato sul collo perché consegni il secondo, per il quale ha già incassato un lauto anticipo. Un romanzo che Aidan proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, in cerca di ispirazione prova a rientrare nella sua città natale, là dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurel, scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Già, “rosa”: un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d’oggi è capace di scrivere una banale storia d’amore… O no?





Partiamo dal presupposto che non leggo molti romanzi rosa quindi sono estranea a tutte quelle caratteristiche che un titolo, che rientri in tale genere, debba soddisfare. Per questo motivo ve ne parlerò sì da profana, ma sicuramente da lettrice.
Come vi ho anticipato, ho già avuto modo di conoscere Anna Premoli con il suo romanzo di esordio "Ti prego lasciati odiare" prima e con "Come inciampare nel principe azzurro" poi. Ecco, alla luce di questa mia conoscenza pregressa posso dirvi che questo ultimo lavoro non è male ma, rispetto a quei titoli, manca di qualcosa. Non è il migliore, quindi, ed è anche piuttosto prevedibile. Ma andiamo con ordine.

Ho ravvisato in questo romanzo una sorta di velata protesta, divenuta poi sempre più evidente e marcata, da parte dell'autrice, nei confronti di tutti coloro che sviluppano una serie di preconcetti contro la letteratura rosa e contro le lettrici di tale genere. A questo proposito io mi schiero con la Premoli perché de gustibus non disputandum est e ognuno legge quel che gli pare, però ho trovato che, a tratti, la stessa protesta abbia un po' preso il sopravvento a discapito della storia vera e propria.

L'archetipo per eccellenza, colui che incarna alla perfezione questo tipo di individuo carico di preconcetti, è un esemplare di sesso maschile di nome Aidan Tyler, nonché il protagonista. Aidan è un vero e proprio pallone gonfiato, uno che si era aggiudicato il Premio Pulitzer cinque anni prima rispetto ai fatti narrati e da allora aveva perso la sua vena artistica, quella stessa vena artistica che aveva fatto di lui uno scrittore di fama mondiale. La sua filosofia di vita consta di due aspetti fondamentali: da anni, ormai, si vende solo spazzatura (vedasi romanzo rosa) e, se proprio deve sfornare un nuovo romanzo questo deve essere un capolavoro, altrimenti non se ne fa nulla.
Egocentrico e arrogante, si tratta di uno di quei tipi incapaci di dosare le parole e quindi incauto, il più delle volte, tanto da ritrovarsi, all'improvviso, impelagato in una sorta di scommessa: scrivere un romanzo d'amore. 
La sua controparte femminile è Laurel, una scrittrice di successo di romanzi rosa e per di più molto prolifica. Arguta, attenta osservatrice, curiosa sì, ma con i piedi ben saldi per terra, preferisce credere alle cose concrete lasciando che siano i suoi libri a raccontare di favole moderne alle sue lettrici. Dotata di acume e di una dialettica sottile e tagliente, che emerge soprattutto nell'ottima costruzione dei dialoghi, Laurel è una donna schietta che dice sempre quello che pensa ma, allo stesso tempo, complicata perché nasconde dentro di sé un tumulto di emozioni che non riesce ad esprimere davvero. Lei rappresenterà la montagna da scalare, il mezzo attraverso cui nutrirsi di sensazioni, emozioni ed intuizioni necessarie, ad Aidan, per la stesura del suo nuovo romanzo. Quello stesso Aidan che si crogiola nelle sue paure, soprattutto in quella di non reggere il confronto con quello che è stato, di non essere all'altezza ma, piuttosto, un buono a nulla. Tutto ciò che accadrà tra loro sarà fatto per il bene della letteratura rosa, ma i sentimenti, ben presto, prenderanno il sopravvento. 


"La verità è che nei romanzi le storie si sbriciolano per motivazioni drammatiche e inattese. Nella vita reale, invece, le relazioni naufragano con sorprendente costanza anche senza il bisogno di eventi paranormali: bastano due persone che tengono più a se stesse che alla coppia, basta la pigrizia, oppure l'ottusità. e il gioco è fatto. Ecco perché questa volta ho deciso di narrare la nascita di un grande amore piuttosto normale, anche se non banale."


Con un ritmo narrativo ironico la Premoli riesce a rendere su carta tutte le sfaccettature dei suoi personaggi, principali e non. L'ottima caratterizzazione fa sì che, irrimediabilmente, si arrivi ad odiare Aidan e ci si schieri dalla parte di Laurel. Assisteremo al momento dell'incontro e, via via, alla nascita di un legame, un rapporto sempre più burrascoso ma che costituirà una costante della loro quotidianità.

Nel complesso la lettura è stata piacevole ma mi aspettavo qualcosa di diverso dalla talentuosa penna della Premoli, soprattutto sapendo di cosa è capace. Non si è certamente smentita per stile e per capacità dialettiche ma la storia non è così dirompente, anzi l'ho trovata sottotono, così come la piega degli eventi che sembra rispettare una scaletta prestabilita e piuttosto banale. Purtroppo la curiosità del lettore, almeno nel mio caso, non è rimasta sempre costante ma è andata scemando fino a raggiungere un finale, ahimè, scontato e prevedibile.

Nonostante questo, il romanzo offre alcuni spunti di riflessione in quanto manifestazione dell'amore per i libri, indipendentemente dal genere di appartenenza o dal posto in classifica e su questo non posso che essere d'accordo. Ne consiglio la lettura a chi magari adora il genere rosa, a chi, ogni tanto, vorrebbe staccare la spina, ma a coloro che non conoscono questa scrittrice consiglierei di partire da altro, magari proprio dalle origini.





mercoledì 2 novembre 2016

Monthly Recap Ottobre!



Rubrica a cadenza mensile per riepilogare quanto avvenuto nel mese appena trascorso



Buongiorno lettori! Un altro mese è letteralmente volato via, Ottobre ha lasciato il posto a Novembre e questo vuol dire che è tempo di bilanci. Siamo in quel periodo dell'anno in cui i profumi e i colori la fanno da padroni. Il periodo in cui la fiamma viva nel caminetto, il calore sprigionato dai tizzoni ardenti, le tazze di tè o tisana, a seconda dei gusti, e la copertina lavorata a maglia fanno compagnia ad una buona lettura. Ottobre, in ambito letterario, non è stato un mese facile per la sottoscritta, questo perché avevo un arretrato di letture da portare a termine e gran parte di queste non le ho gustate a pieno, o comunque come avrei voluto, e ciò è emerso anche in qualche recensione. 
Comunque, ora sono tornata padrona di me stessa, o meglio il mio io lettrice si è risvegliato dal letargo, per cui preparatevi a conoscere cosa è accaduto in questi trentuno giorno, ma soprattutto cosa è arrivato nella mia libreria, cartacea e virtuale!




LETTURE E RECENSIONI


Questo mese, come preannunciato, ho letto davvero poco: solo 5 romanzi sul mio comodino. Di alcuni troverete la recensione tra qualche giorno, degli altri vi basterà cliccare sulle immagini di copertina per dare uno sguardo a ciò che vi siete persi.


Testo Alternativo Testo Alternativo Testo Alternativo
Testo Alternativo
RECENSIONE IL 4 NOVEMBRE
Testo Alternativo
RECENSIONE IL 7 NOVEMBRE

Non avete ancora modo di saperlo, in quanto la recensione sarà pubblicata lunedì, ma la lettura che ho decretato la migliore del mese di Ottobre è "Il giardino dei fiori segreti" di Cristina Caboni.