lunedì 28 novembre 2016

Recensione 'L'anno dei fiori di papavero' di Corina Bomann





L'anno dei fiori di papavero
Corina Bomann


Editore: Giunti - Genere: Letteratura Rosa
Pagine: 399 - Prezzo: 14,90 € - eBook: 9,99€
(OMAGGIO CE)


Il calore di una famiglia numerosa e due genitori che si amano: è questo che Nicole ha sempre sognato fin da bambina. Cresciuta da una madre single che non ha mai voluto parlarle di suo padre, né accogliere un altro uomo nello loro piccola "casa di donne", Nicole è fuori di sé dalla gioia quando, a 38 anni, scopre di essere incinta. Talmente felice da sperare che il fidanzato David – da sempre contrario a mettere su famiglia – possa comunque seguirla in questa avventura. Ma quando David la abbandona e Nicole scopre che il bambino ha un problema cardiaco, l'unico rifugio sicuro sarà proprio la tenuta vinicola della madre Marianne. Determinata a sapere se la malattia del bimbo è ereditaria, Nicole riesce finalmente a convincerla a parlarle di suo padre. Un viaggio a ritroso che la porterà in Lorena, a Bar-le-Duc, un villaggio circondato da vigneti e magnifici campi di papavero, dove Marianne aveva lavorato come insegnante negli anni '70, scoprendo a sue spese il radicato astio degli abitanti verso i tedeschi. Ma non tutti vedevano in Marianne una nemica, soprattutto l'affascinante viticoltore Michel, che però era già promesso a un'altra donna… La storia di un grande amore che supera ogni odio e pregiudizio.






"Il papavero è il fiore della sofferenza, del perdono e dell'oblio."


La Bomann riesce sempre a stupirmi per la sua capacità di raccontare le emozioni, gli stati d'animo. E questo lo fa nella maniera più accurata e dettagliata possibile al punto tale da farli vivere, indirettamente, anche al lettore. 
Il romanzo di cui vi parlo oggi non è il primo lavoro che leggo di questa autrice ed è vero che qualcuno potrebbe ravvisare il classico intreccio tra presente e passato, quasi fosse una costante assoluta grazie alla quale poi sviscerare il narrato, ma è bene che sappiate che ogni storia è dotata di una propria bellezza, di una propria singolarità che la rende unica nel suo genere e la contraddistingue dalle precedenti e da quelle che verranno.

Questa, nello specifico, riesce a spiegare l'importanza del famoso 'peso delle parole', di come quel peso possa essere difficile da tollerare, soprattutto quando nasconde verità e segreti, gioie e dolori. 
Non mi dilungherò sulla sinossi che è molto ricca e fedele a quello che poi sarà il narrato, vorrei concentrarmi, invece, sulle figure protagoniste. Si tratta di due donne, Marianne e Nicole, madre e figlia rispettivamente. Due donne che si racconteranno non solo al lettore, ma a loro stesse, mettendo a nudo le loro fragilità, i loro timori, le loro insicurezze, quelle parti di anima che avevano tenuto nascoste l'una all'altra. Due donne accomunate dal desiderio di avere una famiglia, due donne dal carattere forte e quindi in grado di affrontare la loro solitudine. Due donne che non hanno conosciuto, nel senso più intrinseco del termine, il loro genitore, un completo estraneo per Nicole e un uomo dalle tante vite e dalle tante sfumature caratteriali, proprie del suo essere artista, nel caso di Marianne.

Grazie all'autrice, al suo modo di catturare l'attenzione del lettore e alla caratterizzazione dei personaggi con tutte le loro sfaccettature emozionali, mi sono immedesimata prima in Nicole, nel suo dolore, nella sua angoscia, nella sua paura più grande, quella di gravare suo figlio di un destino che non merita, di costringerlo a vivere solo per la scelta egoistica di assecondare quel desiderio tutto al femminile di diventare madre ad ogni costo, e poi in Marianne, uno spirito libero dai mille sogni che negli anni '70 aveva avuto il coraggio di ribellarsi ai genitori, a quello stesso padre che non accettava lo studio del Francese. Una madre, Marianne, la cui vita era divisa in due periodi: quello prima della nascita di Nicole e quello dopo. 

Attraverso un alternarsi di capitoli in prima e terza persona, questi ultimi dedicati al racconto della genitrice, e grazie all'ausilio di descrizioni di foto e date, ripercorreremo la vita di Marianne a partire dall'adolescenza sino al suo trasferimento al Lycée di Bar le Duc, in Francia.
In questa maniera, come in ogni suo romanzo, trovano largo spazio anche le tematiche storiche. Nello specifico il rapporto conflittuale tra tedeschi e francesi all'indomani della Seconda Guerra Mondiale. Un risentimento che sarà scaricato sulla stessa Marianne la cui nazionalità è sufficiente a dare adito a pregiudizi.

Grazie ad una prosa elegante ed efficace in grado di coinvolgere il lettore, centellinando le informazioni, fermandosi al momento giusto e instillando nello stesso la voglia di saperne sempre di più (questo è un tratto caratteristico della sua penna), il lettore si lascerà prendere per mano e portare nel narrato, come se si accedesse da un ingresso secondario, spettatore silente del consumarsi delle vicende.
Se amate gli intrecci tra passato e presente, tra storie, luoghi e personaggi, la Bomann è la scrittrice che fa al caso vostro ed io, annoverandola tra le mie preferite, non posso che consigliarvela.






16 commenti:

  1. Amo questo genere di romanzi! Alternanza tra passato e presente e la ricostruzione di storie mi affascinano. Di quest'autrice non ho letto ancora nulla ma di questo libro oltre alla cover meravigliosa penso che la trama meriti altrettanto! Aspettavo il tuo pensiero e questa volta hai fatto centro! A presto!!!

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    1. Cara Rosa, la Bomann è un po' come la Riley: se ami una ami anche l'altra :)
      A me le sue storie piacciono sempre e mi convincono sempre. Se volessi iniziare ti consiglierei "L'isola delle farfalle" :)

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  2. Bella recensione come sempre! Avevo letto dei suoi libri "L'eco lontano dell'onda del nord" che non mi aveva convinto... ma magari a questo potrei dare una possibilità! :)

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    1. Fede! Completamente diversi e questo sicuramente meglio. "L'eco..." è stata una lettura piacevole ma non eccellente ;)

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  3. Ciao, conosco il romanzo e mi incuriosisce molto, vorrei leggerlo! La tua recensione poi mi ha invogliata ancora di più ;-)
    P.s. Molto bella anche la cover originale, non l'avevo vista!

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    1. Ciao Ariel! Mi piace sempre andare a cercare le cover originali quando si tratta di autori stranieri. In questo caso sono entrambe molto belle ma propendo per l'italiana con questo suo giallo meraviglioso ;)

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  4. Uh sei stata convincente! Lo metto in lista, così sarà felice Laura!

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  5. oh credo che potresti farmi venire voglia di leggere qualunque cosa, sei bravissima!

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    1. Ti ringrazio Chiara, tuttavia è questo romanzo che merita. Mi sono solo lasciata guidare da lui per la recensione ;)

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  6. Ciao Anna! stupenda recensione! Si vede che questa autrice ti piace molto! ;)
    Ho letto solo un libro di questa autrice, e mi è piaciuto molto!
    Mi segno subito anche questo! ;)
    Ps: la copertina tedesca è molto più bella di quella italiana! :)

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    1. Cara Jasmine, ti dirò propendo per l'italiana ma sono tutte e due bellissime :)

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  7. Questo libro mi solletica già da quando l'avevi messo nel post delle uscite...chissà che non esca la parola papaveri nella tua challenge, così avrò un motivo in più per leggerlo! Uh! Corro ad iscrivermi!!!

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  8. Bellissima questa recensione, non ho ancora letto questo libro devo assolutamente recuperare mi piace il fatto che i capitoli si alternino tra la prima e la terza persona, non amo molto il punto di vista unico che non mi permette di conoscere al meglio i personaggi secondari. Complimenti per il blog, mi aggiungo ai tuoi lettori :)

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    1. Benvenuta e grazie per i complimenti. Se non conosci la Bomann questo romanzo potrebbe essere un ottimo trampolino di lancio! Ora passo da te :)

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