lunedì 24 ottobre 2016

Recensione 'Un segreto non è per sempre' di Alessia Gazzola






Un segreto non è per sempre
Alessia Gazzola


Editore: Longanesi - Genere: Giallo
Pagine: 412 - Prezzo TEA: 12,00 € - eBook: 8,99€


"Mi chiamo Alice Allevi e ho un grande amore: la medicina legale. Il più classico degli amori non corrisposti, purtroppo. Ho imparato a fare le autopsie senza combinare troppi guai, anche se la morte ha ancora tanti segreti per me. Ma nessun segreto dura per sempre. Tuttavia, il segreto che nascondeva il grande scrittore Konrad Azais, anziano ed eccentrico, è davvero impenetrabile. E quella che doveva essere una semplice perizia su di lui si è trasformata in un'indagine su un suicidio sospetto. Soltanto Clara, la nipote quindicenne di Konrad, sa la verità. Ma la ragazza, straordinariamente sensibile e intelligente, ha deciso di fare del silenzio la sua religione. Non mi resta che studiare le prove, perché so che la soluzione è lì, da qualche parte. Ma studiare è impossibile quando si ha un cuore tormentato. Il mio Arthur è lontano, a Parigi o in giro per il mondo per il suo lavoro di reporter. Claudio, invece, il mio giovane superiore, il medico legale più brillante che conosca, è pericolosamente vicino a me. Mi chiamo Alice Allevi e gli amori non corrisposti, quasi più delle autopsie, sono la mia specialità."




'Un segreto non è per sempre' è il secondo romanzo con protagonista la specializzanda in medicina legale, Alice Allevi. Complice il folle innamoramento che provo verso questo personaggio, conosciuto grazie al primo volume intitolato 'L'allieva' (trovate la mia recensione qui), e la fiction in onda su Rai Uno che è incentrata proprio sui primi tre romanzi, ho deciso di imbarcarmi in una nuova avventura della dottoressa più ironica, più intuitiva e più stramba che conosca.

In questo romanzo, Alice è chiamata a prendere parte alla perizia di un caso di interdizione nei confronti del celebre scrittore Konrad Andràs Azais. A causa delle sue volontà testamentarie che privano i figli dell'eredità, senza una precisa spiegazione, viene ritenuto dagli stessi un soggetto disturbato e incapace di amministrare i suoi averi. Nei giorni seguenti, tuttavia, il povero Azais viene trovato morto ed è allora che nella mente di Alice prenderà piede la remota possibilità che lei possa essere una jettatrice, ovvero una che porta male. Emergerà, come al solito, quella forza tanto casuale che la getterà tra le braccia degli eventi, eventi che stanno a significare guai. Insomma la morte sta ad Alice come Alice sta alla morte.
All'apparenza sembrerebbe un caso di suicidio, suffragato anche dalla lettera scritta di proprio pugno dallo scrittore e ritrovata accanto al cadavere. Se non fosse, però, che la piccola Clara, colei che ha rinvenuto il corpo senza vita del nonno, abbia smesso di parlare, soprattutto dell'accaduto. Pur sapendo, pur avendo assistito a qualcosa, pur avendo visto qualcuno, piuttosto che fingere di dimenticare, lei sceglie di non dire. 
Si sviluppa così l'unica pista possibile, quella dell'omicidio che darà origine ad un caso in cui il confine tra buoni e cattivi si rivelerà essere molto molto labile. Un caso che si complicherà ulteriormente con un secondo assassinio intimamente legato al precedente.

Ancora una volta ci si ritrova dinanzi all'incredibile penna della Gazzola, alla sua capacità di costruire gialli fitti ed intricati con, come in questo caso, un continuo ribaltamento di fronti riguardanti i possibili colpevoli, che tengono il lettore imbrigliato alla storia. 
A tutto ciò si accosta, in questo romanzo, una maggiore attenzione nei confronti di personaggi già conosciuti e ritrovati. Una serie di sfumature che permettono di inquadrarne al meglio le figure e con ciò mi riferisco ad un Calligaris molto più reale, un ispettore che nonostante sia chiamato, per lavoro, ad interfacciarsi con lo squallore umano, conserva la capacità di provare una fiducia genuina nei confronti dell'umanità, o ancora lo stesso Claudio Conforti, il cui passato, anche solo accennato, ci permetterà di inquadrarlo in una maniera differente, una maniera che lo faccia scendere dal piedistallo dorato sul quale si è elevato.

A mantenere le fila della trama troviamo l'irresistibile personaggio di Alice, una Alice che si sveste, si mostra in tutta la sua fragilità dinanzi agli occhi del lettore, con tutti i suoi dubbi, i suoi pensieri, le sue domande che hanno rinsaldato ulteriormente quel feeling che tra me e lei si era già creato anzitempo.
Una protagonista sicuramente molto più preparata in ambito lavorativo, nonostante l'istinto prenda ancora il sopravvento sui dati scientifici, ma completamente in balia della sua vita sentimentale. Un vero e proprio combattimento tra due fuochi perché se è vero che il suo cuore sia legato a quello del giovane Arthur, ogni volta che lui va via, per inseguire il suo sogno di reporter di guerra, qualcosa si spezza ed è come se lei debba ricominciare tutto da capo senza di lui. Debba ritrovare quella quiete che assopisca il dolore della lontananza perché il tempo non basta mai quando si è lontani, l'unica cosa che avanza è la nostalgia. 
Allora iniziano ad accavallarsi le domande di rito: quale futuro esiste per loro? Ma soprattutto, in quale esatta frazione temporale?
Se è difficile trovare una strada percorribile con Arthur, dall'altra parte il susseguirsi degli eventi la porterà a relazionarsi costantemente con Claudio, il suo affascinante mentore, che mostrerà a lei giorno per giorno, piccole gocce della sua complessa personalità iniziando a scombussolare quel finto stato di quiete in cui dovrebbe trovarsi il suo cuore.

Accettare i mutamenti, prendere una decisione, affrontare la realtà significa crescere e questo la giovane protagonista lo sa benissimo, ma lei è una che non riesce a scegliere. Un verbo, scegliere, che rappresenta la cosa più difficile a cui sottoporre un essere umano. 

Insomma una serie, una protagonista e una scrittrice che dovreste conoscere a tutti i costi. Io, dal canto mio, vado a procurarmi il volume successivo perché il finale di questa avventura mi ha lasciata col fiato sospeso in quanto anticipa il coinvolgimento di qualcuno di molto vicino al mondo che gravita attorno alla giovane Alice.




12 commenti:

  1. Ciao, dopo aver letto Sindrome da cuore in sospeso avevo deciso di lasciar perdere gli altri romanzi, ma dopo tutte le recensioni belle che leggo su quest'autrice un'opportunità a L'allieva glielo darò! Buona giornata :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uh Ariel, io non l'ho ancora letto nonostante si tratti di un prequel però posso consigliarti senza ombra di dubbio la serie completa :)

      Elimina
  2. Il mio preferito della serie, soprattutto per Azais e la piccola Clara. Incrocio le dita per stasera, sperando che non snaturino del tutto il giallo. Ciao Anna!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Cecilia! Per quanto mi riguarda mi è piaciuto quasi al pari del primo, ho una particolare propensione per "L'allieva" perché è il romanzo che mi ha fatto conoscere Alice e il suo mondo, quindi il primo impatto è quello che lascia il segno :)

      Elimina
  3. Ma sai che questo è il mio libro preferito di tutta la serie? Mi piace tutta è vero ma questo in particolare ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono molto curiosa di procedere per capire se qualcuno mi piacerà più de "L'allieva" :)

      Elimina
  4. mi era piaciuto questo libro, in realtà tutta la serie, l'unica "pecca" per me invece è stata proprio l'evoluzione di Alice. Ha perso un po' le caratteristiche che me l'hanno fatta tanto amare nel primo libro. E' però, ripeto, una serie che adoro. Ho smesso però di guardare la serie TV

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Chiara! Devo dirti che ora come ora sono troppo innamorata del personaggio per fare caso a quello che tu hai riscontrato, magari andando avanti coglierò meglio questo aspetto. Intanto sono alle prese col successivo :)

      Elimina
  5. io per ora di alice allevi sono ferma al primo che lo ammetto non mi ha entusiasmata, cerco di trovare il coraggio di leggere gli altri perché ne sento parlare benissimo e trovo che la gazzola sia una persona splendida. ecco devo ammettere che emma de tessent era molto più nelle mie corde rispetto ad alice :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Chicca, ovviamente la serie rientra in un genere ben definito che o piace o piace. In tutta sincerità potresti provare col successivo me, se non è scattato nulla con "L'allieva", dubito che accada. Però non si sa mai, tentar non nuoce :)

      Elimina
  6. Bella e succosa questa recensione, cotta a puntino giusto per farmi venire la bava alla bocca. Ora che siamo arrivati all'ultima puntata della serie TV, ho assoluto bisogno di farmi compagnia con i libri!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dopo l'ultima puntata ho iniziato il terzo romanzo, credo sia una vera e propria crisi di astinenza da Alice :D

      Elimina