martedì 19 aprile 2016

Recensione 'La felicità è una pagina bianca' di Elisabeth Egan


Buon martedì miei cari lettori, ma voi lo sentite il profumo della primavera? Qui da me siamo in quel periodo in cui si inizia a dare il via alle letture all'aria aperta, magari stesi su un verdissimo prato, circondati dai fiori di campo e con un buon libro tra le mani.
Ecco, questa immagine, che per molti lettori potrebbe rappresentare l'apoteosi, non ho potuto metterla in pratica con l'ultimo romanzo che ho letto e di cui vado a parlarvi. Non ho potuto perché, in questo caso, mi avrebbero sentito imprecare in tutto il quartiere, cosa che, bisogna ammetterlo, è avvenuta tra le mura domestiche , e per fortuna, aggiungerei, visto che ho una certa reputazione da difendere!






La felicità è una pagina bianca
Elisabeth Egan


Editore: Nord - Genere: Letteratura Internazionale
Pagine: 394 - Prezzo: 16,60 € - eBook: 8,99€


Quando qualcosa non va, Alice Pearse si rifugia nella lettura. È sempre stato così; fin dalla più tenera infanzia, per Alice i libri sono isole felici dove potersi rilassare, mondi in cui perdersi, tesori da amare. E, adesso che si è ritrovata di colpo con un marito disoccupato, tre bambini da mantenere e un mutuo da pagare, i libri sono diventati letteralmente la sua ancora di salvezza: è infatti grazie alla sua fama di book blogger che le viene offerto un impiego da Scroll, una promettente start up che sta per inaugurare una catena di «sale di lettura», ovvero raffinati caffè dove sprofondare in comode poltrone, consultare uno sterminato catalogo di e-book e leggere. Nonostante le feroci proteste della sua migliore amica, proprietaria della libreria del quartiere, Alice accetta, tuttavia non le ci vuole molto per rendersi conto che gestire la famiglia con un lavoro a tempo pieno è molto più difficile di quanto non si aspettasse e che, dietro l’apparenza meravigliosa, Scroll nasconde un incubo. Eppure Alice non si scoraggia: in fondo, a volte, per trovare la felicità basta girare pagina. Intelligente e attuale, divertente e profondo, questo romanzo racconta con delicata ironia le difficoltà di una donna costretta a dividersi tra famiglia e carriera, sentendosi troppo spesso inadeguata. Almeno fino al momento in cui capisce che non bisogna fare tutto, ma concentrarsi solo su ciò che amiamo davvero. E credere – sempre e comunque – nei libri.






Confesso che è molto difficile recensire romanzi che non hanno lasciato nulla, o quasi, dopo il loro passaggio, dopo averne sfogliato e letto le pagine e, soprattutto, sperato, fino alla fine, che la piega potesse cambiare e in un certo qual modo migliorare, indirizzarsi verso quel sentiero che dopotutto ci fa dire 'Però dai, si è salvato in calcio d'angolo!'.
Ecco, in questo caso specifico, non c'è stato alcun appiglio al quale aggrapparsi per cui non vi aspettate la classica recensione alla Anna maniera, come mi piace definire quello che scrivo, tuttavia cercherò comunque di evidenziare i punti che, in tutta onestà, non mi hanno fatto apprezzare questa lettura.

Partiamo dalla protagonista Alice Pearse che, nella sinossi, viene definita una book-blogger. Allora, potete capire come chi abbia un blog di libri si senta un tantino chiamato in causa da romanzi del genere, soprattutto perché si è curiosi di capire come venga affrontato, peraltro in un libro, un simile impegno. Anche per fare dei semplici paragoni, magari rispecchiarsi nella protagonista e dire questo è vero, questo lo faccio, questo avrei potuto farlo e via discorrendo. Alice non è una book-blogger, ma una giornalista part-time presso la rivista You, dove cura la sezione dedicata ai romanzi fornendo recensioni di alcuni e segnalando le novità in uscita che l'hanno particolarmente allettata. Insomma non avendo un blog ed essendo stipendiata sarebbe stato opportuno prestare più attenzione al lessico da utilizzare.
In un momento di difficoltà, quando suo marito Nicholas non avendo ottenuto una promozione presso l'ufficio di avvocati per cui lavora, deciderà di abbandonare il lavoro, non prima di aver scaraventato un portatile 'chiuso' (aggettivo sul quale insisterà molto, anche se poi la situazione non cambierà mica!) da una parte all'altra della stanza, la povera Alice sarà costretta a guardarsi intorno alla ricerca di un lavoro più stabile. 
La proposta, inaspettata, giungerà da Scroll, una catena di sale di lettura dove "... i clienti avrebbero potuto consultare e-book da tavoli dotati di computer in collegamento wi-fi e poi scaricare direttamente i file sui propri dispositivi elettronici...".

Devo ammettere che per la prima metà, il libro si lascia leggere con una certa rapidità, anche supportati dall'idea che magari la piega degli avvenimenti potrebbe prendere, di lì a breve, la svolta giusta. Ciò non accade. Si continua diritto, senza curve, senza incroci, senza colossali intoppi. Vi ritroverete a leggere una sorta di diario giornaliero con il quale la protagonista scandisce le sue giornate e, di conseguenza, i capitoli della nostra lettura. 
Anche i personaggi che fanno da contorno alla portata principale, che per l'appunto è rappresentata da Alice, avranno un ruolo marginale; non ci sarà alcuna caratterizzazione, non entreremo in empatia in nessun modo, anzi, man mano che scorreranno le pagine, loro diventeranno sempre più insopportabili mentre noi ci ritroveremo ad essere sempre più fuori dalla storia.
La seconda parte del romanzo sarà caratterizzata, invece, da una narrazione piatta, statica ed estremamente noiosa.
La scrittrice inizierà ad infarcire la parte discorsiva con un'infinità di particolari davvero poco necessari come le marche del vestiario indossato dalla protagonista che, in tutta sincerità, non avevo alcuna voglia di conoscere, e dettagli su dettagli che non fanno altro che rallentare, e di molto, la lettura.
È stato a questo punto che ho perso ogni speranza di trovare quella svolta tanto cercata!

In definitiva questo è proprio uno di quei casi in cui tutte le mie aspettative sono state deluse. La trama, che rappresenta quel particolare non da poco per noi lettori ma motivo caratterizzante che ci permette di scegliere un romanzo invece di un altro, è totalmente fuorviante.
Anche il mio gatto, in questo preciso momento, lo ha osservato con timore per poi snobbarlo bellamente. Neanche lui ne è rimasto particolarmente convinto! 






15 commenti:

  1. oh nooooooo tutte le tue aspettative disattese nooooooooo! Già devo iniziare la Pulkkinen :-(

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    1. Salvia mi spiace ma dovresti iniziare a prepararti :(

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  2. ..temo l'arrivo di questo libro sempre più... :(

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  3. A questo punto spero che le poste se lo perdano per strada...
    Tristemente, grazie Anna, hai reso l'idea e confermato le aspettative.
    Baci Stefi

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    1. Tu dici che le poste ci fanno un favore del genere?
      Non credo... Povera Lea, ora tocca a lei leggerlo!
      Baci

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    2. Speriamo che arrivi con calma, così nel frattempo leggo Coe e la Diotallevi!
      Comunque potrebbe anche piacermi, come secoli fa mi piacevano le puntate di Cuore selvaggio. Dentro di me vive un'altra Lea priva di senso critico (spero).
      baci
      Lea

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  4. Eccallà, la LAGNA ha colpito di nuovo. Bene bene bene!

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    1. Non stiamo avendo molta fortuna con gli sparpagliati, non trovi?
      E pensare che, per quanto mi riguarda, ne manca ancora uno che, a quanto pare, non prende una piega diversa dai suoi predecessori!

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  5. Il mio naso aveva fiutato la fregatura...mi spiace per te ma sono felice per me che ho scampato la cantonata! ;-)

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    1. Ho fatto da cavia! Pensa che oggi sono andata in libreria, ci sono passata davanti e ho pensato: 'Bella fregatura!'

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  6. Era tra le mie prossime letture, e per questo sono stata felice di leggere la tua recensione!!
    Tolto subito dalla mia lista e debellato per sempre!! :D
    Ma poi mi chiedo.... chi è che scrive le trame dei libri??? sempre più ne trovo che riassuomono il libro in un modo... il quale poi contiene cose molto diverse!!!
    Non si può scambiare una book blogger per una giornalista!!!! :(

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    1. Erin lasciamo perdere! Tutte le speranze svanite dopo quel giornalista. Depenna per il tuo bene ;)

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