venerdì 22 gennaio 2016

Recensione 'Urla nel silenzio' di Angela Marsons


Buonasera lettori tutti, oggi giornata di recensioni. A quanto pare il venerdì è il giorno deputato per questo, almeno fino a quando le mie letture procederanno così speditamente.
Come sapete sono un'amante dei thriller per cui, dopo una serie di romanzi di tutt'altro genere, ho deciso di ritornare al mio vecchio amore concedendo una possibilità ad un'autrice esordiente, Angela Marsons, e al suo "Urla nel silenzio". Un titolo che sta facendo il giro del mondo, primo nelle classifiche in Inghilterra, e che ha riscontrato pareri positivi anche in Italia. Adesso è giunto il momento di dire la mia per cui bando alle ciance e buona lettura!




Urla nel silenzio
Angela Marsons


Editore: Newton Compton - Genere: Thriller
Pagine: 370 - Prezzo: 12,00 € - eBook: 2,99€


Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere.
Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo.





Da amante del genere, devo ammettere che quando prendo tra le mani un thriller ho sempre un certo tipo di aspettative, soprattutto se poi il romanzo è preceduto da un coro di approvazioni tale da farlo balzare in alto nelle classifiche. E questo è accaduto anche con "Urla nel silenzio". 
Tali aspettative sono state soddisfatte per certi versi e completamente disattese per altri, ma vediamo di fare un'analisi completa iniziando dal principio.
Il romanzo si apre con cinque persone attorno ad una fossa, cinque persone che, presumibilmente, si sono macchiate di un terribile delitto, l'omicidio. Cinque persone che saranno costrette a portarsi dentro questo segreto, un segreto che le logorerà dall'interno e che condizionerà la loro intera esistenza. E nella stessa Black Country, che aveva visto radunato questo pentacolo di individui anni addietro, inizieranno a prendere piede una serie di delitti che pian piano coinvolgeranno proprio quelle stesse persone che ci sono state presentate, in maniera fugace, nell'incipit. Un susseguirsi di omicidi che procederà per gradi e che, almeno nell'immediato, condurrà la polizia in un vicolo cieco. 
Protagonista femminile della storia è Kim Stone, una detective dal carattere per nulla facile, una donna tutta d'un pezzo, dura, ostinata, coraggiosa, autoritaria, capace nel suo lavoro e molto mascolina, una donna che però nasconde dietro una corazza l'ombra del proprio passato. Insieme alla sua squadra inizierà ad investigare su quella serie di omicidi che sta tanto facendo discutere, cercando di rintracciare quel legame che lega tra loro le vittime, un legame che all'apparenza sembrerebbe essere del tutto assente. Questo fino a quando le indagini non verranno indirizzate verso un unico luogo, un orfanotrofio in disuso, dal quale emergeranno storie di violenza, storie inquietanti che metteranno in luce gli aspetti più impensabili del genere umano e che faranno riaffiorare segreti taciuti e scheletri sepolti per molto, moltissimo tempo. 
Entreremo in contatto con le vite di giovani vittime, ragazze andate incontro alla morte a causa della mente malata di un assassino che impareremo a conoscere anche grazie ai capitoli che vengono raccontati dal suo punto di vista e nei quali ci verrà spiegato per filo e per segno cosa lo ha spinto a fare quello che ha fatto e soprattutto come, senza permetterci, però, di intuire il nome di colui o colei che si cela dietro la voce narrante. 
A questo punto non voglio svelarvi ulteriori dettagli della trama perché, trattandosi di un'indagine investigativa, tocca a voi scoprire tutti i colpi di scena a cui sarete sottoposti nel corso della lettura, e credetemi ce ne saranno.


Ci sono persone che non sono cattive. Lo sembrano ma non lo sono, Persone per le quali la punizione peggiore sono i ricordi.


Passando, ora, a quella che è la mia analisi personale post lettura, inizierei da quelli che sono gli aspetti che ricerco in un thriller. Dal punto di vista strutturale e della storia in sé c'è davvero poco da dire, l'intreccio delle vicende regge ed è ben presentato al lettore, caratterizzato da introspezioni psicologiche e flashback che tengono con il fiato sospeso. Non ho riscontrato il ritmo serrato di cui si è tanto parlato se non nel finale, anzi c'è stato un momento in cui la stasi nelle indagini si è ripercossa su narrazione e lettore. Detto questo, è vero che durante la lettura non è possibile in alcun modo risalire all'assassino, non c'è nessun indizio che possa ricollegarci a questa persona ma, se si inizia a mappare l'indagine e a fare il conto delle persone uccise e scomparse, il cerchio si restringe, e di molto. Quindi ad un occhio attento, facendo due conti, il nome quasi si palesa da solo. Geniale invece l'altro colpo di scena che non mi sarei mai aspettata ma per il quale non posso che fare i complimenti alla scrittrice. Credo si tratti di un colpo ben piazzato che ha salvato il finale in calcio d'angolo.
Per quanto riguarda i personaggi, è vero che sono stati ben caratterizzati, tuttavia nessuno mi ha coinvolta a tal punto da parteggiare per l'uno o per l'altro. Su tutti predomina sicuramente quello della protagonista, Kim, che però, a mio parere, incarna il classico esemplare, lo stereotipo della detective per eccellenza: una donna sì, ma dall'aspetto mascolino, autoritaria e dal carattere difficile. Insomma sotto molti aspetti mi ha ricordato la celebre protagonista dei romanzi di Patricia Cornwell, Kay Scarpetta, diciamo che avrei preferito si uscisse dagli schemi classici presentando qualcosa di diverso e innovativo.
A proposito di innovazione, ho invece apprezzato la narrazione del romanzo da più punti di vista, soprattutto quello delle vittime, che descrivono direttamente il destino a cui stanno per andare incontro, e quello dell'assassino stesso. Avrei voluto che fosse più sfruttato il voler concedere la parola al carnefice perché in quei capitoli erano racchiuse delle scene raccapriccianti tanto da tenere incollato alle pagine anche il lettore più avvezzo al genere.
In definitiva si tratta di un romanzo molto negli standard del thriller, che ho apprezzato ma che non mi ha coinvolta completamente: ero incuriosita dalla storia ma non da quello che la infarciva (e con questo mi riferisco ai personaggi coinvolti, eccetto il racconto degli eventi che hanno caratterizzato il passato di Kim e i truculenti omicidi della ragazze). Diciamo che mi riservo di leggere il prosieguo della saga per esprimere un parere più completo, sperando che arrivino presto in Italia anche gli altri due romanzi. Magari la Marsons riuscirà a stupirmi e a trascinarmi in maniera più convincente visto che ci sono tutte le basi per dar vita ad una serie di successo.


Curiosità:
Il romanzo fa parte della serie D.I. Kim Stone costituita da:
  1. Urla nel silenzio (Silent Scream)
  2. Evil Games (inedito in Italia)
  3. Lost Girls (inedito in Italia)




6 commenti:

  1. Ciao Anna :) E' un peccato che non ti abbia coinvolta come avresti voluto.. io sono davvero curiosa di leggerlo, lo ordinato in libreria e attendo che arrivi ;)

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    1. Ciao Federica! Sì, devo ammettere che mi aspettavo di più però è una lettura piacevole e scorrevole. Passerò a leggere il tuo parere allora ;)

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  2. Sai che aspettavo questa tua recensione e, innanzitutto, voglio farti i complimenti per l'analisi completa ed esaustiva che hai fatto sia della storia che dei personaggi. Questo libro rientrerà comunque nelle mie prossime letture, quindi ti farò sapere!

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    1. Ciao Laura, ti ringrazio! Il mio intento era proprio quello di rendere chiari i passaggi, soprattutto quelli che ho apprezzato meno e motivare il perché di un determinato pensiero. Attendo di conoscere la tua analisi post lettura per discuterne insieme ;)

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  3. Sei un po' una voce fuori dal coro, che sono in definitiva sono le voci più obbiettive, cosa che apprezzo. La tua analisi è chiara e non lascia spazio ad alcun dubbio, istintivamente ti direi che se dovessi basarmi solo sul tuo pensiero non lo leggerei, ma devo ammettere che il personaggio femminile tosto mi attira molto e non ho dubbi che mi conquisterà e la trama è davvero intrigante...una possibilità gliela darei, magari non subito, leggere i libri appena usciti si allontana un po'dal mio modo di essere. A presto Anna :-)

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    1. Ti ringrazio Cuore! Hai ragione la storia, come ho detto anche nella recensione, ti conquisterà perché invoglia il lettore a saperne di più, però manca di contorno. Attendo di sapere cosa ne pensi e ovviamente, anche io, spero di farmi un'idea più completa con le prossime pubblicazioni ;)

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