sabato 12 settembre 2015

Recensione 'Il Segreto della Bambina sulla Scogliera' di Lucinda Riley


Buon pomeriggio cari lettori, oggi inauguro il blog scrivendo la mia prima recensione. E quale modo migliore per farlo se non raccontarvi di una lettura che si è aggiudicata il massimo delle tazzine? Sto parlando di un romanzo rosa che mi ha lasciata senza fiato. Buona lettura!




Il segreto della bambina sulla scogliera
Lucinda Riley


Editore: Giunti - Genere: Contemporary Romance
Pagine: 624 - Prezzo: 9,90€ - eBook: 4,99€


Mentre la tempesta infuria sulle coste di Dunworley Bay, una minuscola figura è immobile sull'orlo di una scogliera a picco sul mare: è una bambina a piedi scalzi, con folti riccioli rossi e una lunga veste bianca. Ipnotizzata di fronte a quella strana apparizione, Grania Ryan, una scultrice di successo appena tornata da New York per riprendersi da un brutto trauma, scoprirà ben presto di non aver sognato. Sua madre Kathleen non ha alcun dubbio: la piccola è Aurora Lisle, che ha perso la mamma in circostanze drammatiche proprio in quel luogo. Grania è irresistibilmente attratta dall'incredibile vitalità di Aurora e non può fare a meno di affezionarsi a lei e a suo padre. Ma per quale motivo sua madre, di solito così generosa e altruista, non riesce a nascondere la propria ostilità nei confronti dei Lisle? La risposta potrebbe celarsi in un plico di lettere gelosamente custodite da Kathleen: un tragico segreto che risale all'epoca tra le due guerre ha segnato il destino delle famiglie Ryan e Lisle, stendendo ombre scure anche sul presente. Riuscirà l'amore che unisce Grania e Aurora a spezzare le catene del passato?





Mi piace sempre raccontare cosa mi porta a scegliere un libro da leggere piuttosto che un altro. Ebbene, questa volta ho seguito il consiglio di un’amica, mi sono recata in biblioteca con l’intenzione di acquistarne un altro ma, quando ho visto “Il segreto della bambina sulla scogliera” in bella mostra, sullo scaffale, ho ricordato quanto mi aveva detto: ‘Leggilo, ti stupirà!’. E allora, su due piedi, ho fatto una scelta, ho seguito il suo consiglio e un po’ del mio istinto che mi diceva di prendere quel libro e portarlo con me, non solo perché sarebbe stata la lettura giusta in quel momento, ma perché mi avrebbe raccontato una storia intensa e meravigliosa. Insomma più che una scelta è stata una vera e propria chiamata! 

È stata la prima volta in cui mi sono avvicinata al mondo di Lucinda Riley, non avevo mai letto nulla scritto da lei, fino ad ora. Dopo questo libro credo, anzi so per certo, di aver aggiunto un nuovo autore alla lista dei miei preferiti, non solo per lo stile semplice e pulito, ma soprattutto per i contenuti, per il modo che ha di narrare le vicende riuscendo a tenere il lettore col fiato sospeso e letteralmente incollato alle pagine fino al commovente epilogo. Adoro quei libri in cui c’è un intreccio di storie, di vite, di emozioni, di amori e, badate bene, non mi riferisco solo all’amore tra uomo e donna ma a "…quello di un genitore per il proprio figlio […]. L’amore ossessivo, l’amore distruttivo, quello che porta con sé il caos...", ed è proprio di questo che si tratta, di un vero e proprio sconvolgimento.

“Il segreto della bambina sulla scogliera” è un romanzo tutto al femminile; ognuna delle protagoniste è legata all’altra dal destino e da una sorta di maledizione. Ma andiamo con ordine.

La voce narrante è impersonata da Aurora, una delle tante protagoniste di questa storia; le pagine in cui sarà lei a raccontare fungono da intermezzi non solo tra le epoche ma anche tra i luoghi e servono a far sì che il lettore non perda il filo del discorso. Nella parte iniziale viene presentata la prima coppia di protagoniste: Grania e Aurora. Le due si incontreranno sulla scogliera, uno dei luoghi sempre presenti tra le pagine del libro (sembra che quasi tutti gli avvenimenti più importanti siano destinati ad accadere in quel posto), ognuna con il proprio dolore. Grania è una donna forte, testarda, caparbia e ostinata; è fuggita dalla sua vita di scultrice affermata, a New York, con l’intenzione di mettere una pietra sopra al proprio passato ma con l’incapacità di immaginare cosa ne sarà del suo futuro. Una donna distrutta. Una donna privata dei propri sogni. E poi c’è Aurora. Una bambina che tanto bambina non è, che ha dovuto imparare a crescere in fretta, a farsi donna prima del tempo, nonostante abbia solo otto anni, che ha già conosciuto il dolore e che dovrà sopportare molto altro ancora, vivendolo anche in prima persona e, soprattutto, sulla propria pelle. Un’anima antica, come viene spesso definita tra le righe, e come tale capace di vedere e sapere cose che agli altri non è dato sapere. Le loro vite saranno destinate ad intrecciarsi, a cambiare per sempre, a portarle a prendere decisioni inimmaginabili. Nonostante gli avvertimenti materni, Grania si sentirà attratta dall’ignoto, da quello che tanto spaventa la sua famiglia, da quella bambina e dalla sua storia, così come anni addietro era avvenuto per la sua bisnonna Mary nei confronti di Anna, la bisnonna di Aurora, nonché seconda coppia di protagoniste. Una storia che pagina dopo pagina viene svelata al lettore, grazie ad una raccolta di lettere e di dialoghi diretti tra i personaggi. Una storia destinata a ripetersi senza via di scampo, una maledizione che perseguita le donne delle due famiglie e che probabilmente le porterà a commettere gli stessi errori.

"Io sono io. E vi racconterò una storia. Queste sono le parole più difficili per uno scrittore, almeno così mi hanno detto. Vale a dire: come si comincia. Ho copiato l'inizio del primo tentativo letterario del mio fratello minore. Le sue parole mi hanno sempre colpito per la loro semplicità. E così ho cominciato. Devo avvisarvi: non faccio la scrittrice di mestiere. A dire il vero non ricordo nemmeno quand'è stata l'ultima volta in cui ho preso in mano carta e penna. Vedete, io mi sono sempre espressa con il corpo. Ma siccome non posso più farlo, ho deciso di dar voce ai miei pensieri."

Si può sfuggire al destino? Si può credere ancora alle favole e al lieto fine? Ci sarà il principe azzurro che come ne “La Bella Addormentata” (fiaba a cui si fa costantemente riferimento nel libro) sveglierà la propria bella dal sogno eterno? 

Beh, se amate questo genere di storie non vi resta che scoprirlo. Preparate tazzoni di tè, una bevanda che scorre a fiumi tra le pagine di questo romanzo e pare abbia il potere di sciogliere anche le lingue più reticenti, accoccolatevi sulla vostra poltrona e lasciatevi guidare tra le pagine di un romanzo come pochi, aiutati da quella che è una vera e propria fata madrina, Aurora.






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